PARCO DEL MARE, OPERA DEL GIUBILEO CON ANAS: GUALTIERI ACCELERA CON POTERI STRAORDINARI MA RESTA IL NODO DEL DEMANIO

Nero Oro Gala Invito_20260312_125150_0000Il progetto sul lungomare di Ostia rientra tra le opere strategiche del Giubileo 2025. Con i poteri commissariali il sindaco può accelerare procedure e cantieri e ANAS è stata individuata come stazione appaltante. Ma Capitaneria di Porto e Agenzia delle Dogane hanno richiamato un problema preliminare: la delimitazione del demanio marittimo. Si possono accelerare i cantieri. Non si può spostare il confine dello Stato.

Il progetto del Parco del Mare di Ostia rischia di inciampare su una questione che avrebbe dovuto essere verificata prima ancora di mettere mano ai rendering: la linea di confine tra demanio marittimo e proprietà comunale. Il problema non è stato sollevato da opposizioni politiche o polemiche di quartiere. Ad evidenziarlo sono state due autorità dello Stato: la Capitaneria di Porto e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Entrambe hanno richiamato in Conferenza dei Servizi precise norme di legge che regolano l’uso delle aree costiere. Lo si evince chiaramente dalla D.D. del Dipartimento Programmazione Urbanistica del 6 marzo 2026.

Articolo 55 del Codice della Navigazione: cosa significa davvero
La Capitaneria di Porto ha richiamato l’articolo 55 del Codice della Navigazione, una norma fondamentale per la gestione delle aree costiere. Questo articolo stabilisce che nelle zone vicine al demanio marittimo non è possibile realizzare opere, costruzioni o trasformazioni del territorio senza la preventiva autorizzazione dell’autorità marittima. Il motivo è semplice: il demanio marittimo non è un normale terreno pubblico. Comprende spiagge, arenili, dune, zone portuali e aree funzionali alla navigazione, e la sua gestione è sottoposta a regole molto più rigide. L’articolo 55 serve proprio a impedire che interventi urbanistici comunali interferiscano con beni demaniali dello Stato. Per cui, prima di progettare passerelle, piazze, piste ciclabili o riqualificazioni del lungomare, bisogna sapere con precisione dove finisce il demanio e dove inizia il territorio comunale. Se questo confine non è chiaro, qualsiasi progetto rischia di violare la normativa sulla tutela del demanio marittimo.

Articolo 7 del Dlgs 141/2024: il controllo delle aree costiere
Parallelamente è intervenuta anche l’Agenzia delle Dogane, richiamando l’articolo 7 dell’Allegato 1 del Decreto Legislativo 141/2024. Questa norma disciplina le aree demaniali soggette a controllo doganale, cioè quelle parti del litorale che, per la loro posizione, sono considerate sensibili per motivi di sicurezza, accesso al mare e vigilanza dello Stato.
Il principio stabilito dalla norma è chiaro: qualsiasi intervento che possa modificare l’assetto di queste aree deve essere verificato e autorizzato dalle autorità competenti, perché può incidere su funzioni statali come il controllo delle coste. Ancora una volta dunque emerge lo stesso nodo: serve una delimitazione certa del demanio marittimo.

IL VERO PROBLEMA: IL CONFINE NON E’ MATERIALMENTE SEGNATO
Ed è qui che la vicenda diventa grave. Sul litorale di Ostia i cippi terminali della delimitazione demaniale non risultano presenti, cioè i riferimenti fisici che indicano sul terreno dove termina il demanio marittimo. Senza questi punti di delimitazione ufficiali, il confine tra proprietà dello Stato e aree comunali non è chiaramente individuabile sul territorio. Tradotto, l’intero progetto del Parco del Mare potrebbe essere stato progettato senza una base giuridica certa. La conseguenza è evidente: il confine dovrà probabilmente essere ricalcolato e ridefinito, proprio come LabUr chiede da anni, un errore che il Comune avrebbe dovuto evitare essendone a conoscenza.

La domanda che ora si pongono molti cittadini è inevitabile: com’è possibile che questo problema non sia stato verificato prima? Parliamo infatti di un elemento basilare per qualsiasi intervento sul litorale. Eppure né i progettisti privati, né il Comune di Roma, né la società partecipata Risorse per Roma sembrano aver affrontato seriamente la questione. Un’omissione che rischia di mettere in crisi un intero progetto di riqualificazione del lungomare. Nel frattempo si attende ancora una risposta ufficiale dalla Capitaneria di Porto, che dovrà chiarire definitivamente la situazione.

IL COLLEGAMENTO CON IL BANDO DELLE SPIAGGE 2025
La questione della linea demaniale non riguarda solo il Parco del Mare. Come evidenziato in un’analisi pubblicata da LabUr (LINK), il bando delle spiagge del 2025 potrebbe presentare lo stesso problema: alcune aree messe a gara potrebbero non essere più demaniali, perché nel tempo sarebbero state sdemanializzate o riclassificate. Il Comune avrebbe infatti inserito nella gara porzioni di territorio che non appartengono più al demanio marittimo e che quindi non dovrebbero essere affidate tramite concessione balneare. Se questo scenario fosse confermato, le conseguenze sarebbero pesanti: l’intero bando potrebbe essere impugnato e annullato e a quel punto il caos amministrativo sul litorale romano sarebbe inevitabile. E tutto per non aver fatto ciò che la legge impone prima di qualsiasi progetto: verificare con precisione dove passa il confine del demanio.

Ma su questo torneremo presto, perché la vicenda è tutt’altro che chiusa.

 


IL PARCO DEL MARE NEL PROGRAMMA DELLE OPERE DEL GIUBILEO
Con la Deliberazione di Giunta Capitolina n. 404 del 7 novembre 2024 è stata autorizzata la firma della convenzione con la Regione Lazio (avvenuta il 17 dicembre 2024), prevista dalla DGR n. 756 del 10 ottobre 2024, che all’articolo 7 disciplina le modalità attuative degli interventi. In base alla convenzione (LINK) i progetti ammessi a finanziamento nella prima fase devono essere appaltati con stipula dei relativi contratti entro 18 mesi dalla sottoscrizione della Convenzione tra il Comune beneficiario e l’Autorità di Gestione, dunque entro il 18 giugno 2026. Il rispetto del termine dei 18 mesi e il raggiungimento dei risultati previsti consente di avviare i progetti di seconda fase. Qualora entro i 18 mesi siano stati stipulati contratti per un valore finanziario compreso tra il 70% e il 100% delle risorse, è possibile ottenere una proroga di altri sei mesi. Entro tale ulteriore scadenza devono essere aggiudicati, con stipula del contratto, i residui interventi, pena l’impossibilità di accedere alla seconda fase.

Dunque non è assolutamente vero quello che a mezzo stampa sostiene l’ingegner Marco Moladori, responsabile della struttura territoriale Lazio di ANAS e cioè che “a giugno partirà il cantiere che cambierà il lungomare di Roma”. Diciamo che di certo è partita la propaganda politica, visto che le elezioni del Sindaco di Roma dovrebbero svolgersi tra il 15 aprile e il 15 giugno 2027, secondo quanto indicato dalla Circolare n. 83/2024 del Ministero dell’Interno.

Ricordiamo che il progetto del Parco del Mare non è soltanto un intervento di riqualificazione urbana finanziato con fondi europei. L’opera è stata infatti inserita anche nel programma degli interventi connessi al Giubileo 2025, approvato con DPCM 11 giugno 2024, che individua una serie di opere considerate strategiche per l’accoglienza dei flussi turistici e dei pellegrini a Roma. In questo quadro il litorale di Ostia viene indicato come sbocco marittimo della Capitale e possibile polo turistico complementare al centro storico.
Proprio nell’ambito di queste procedure straordinarie Roma Capitale ha stipulato un accordo con ANAS S.p.A., alla quale sono state attribuite le funzioni di stazione appaltante nella fase esecutiva dell’intervento. Un accordo che ha portato l’ANAS S.p.A. molto ‘vicina’ ai voleri del Sindaco Roberto Gualtieri, che opera come Commissario straordinario per il Giubileo, con poteri speciali finalizzati ad accelerare la realizzazione delle opere previste dal programma. Nei decreti governativi che regolano il Giubileo è previsto che la struttura commissariale resti attiva anche DOPO l’Anno Santo fino al completamento degli interventi programmati. Questo accade perché molte opere (come il Parco del Mare) partono in ritardo rispetto al Giubileo e verranno completate negli anni immediatamente successivi. In pratica il commissario Gualtieri resta in carica per chiudere i cantieri e rendicontare i fondi almeno fino a quando resterà sindaco di Roma.

Quindi, proprio perché il Parco del Mare è un intervento inserito in una programmazione straordinaria dello Stato, le criticità richiamate durante la Conferenza dei Servizi — in particolare quelle relative alla delimitazione del demanio marittimo segnalate dalla Capitaneria di Porto e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — assumono un rilievo ancora maggiore e dovranno essere chiarite prima dell’avvio effettivo dei cantieri. In altre parole, ANAS e Gualtieri dovrebbero essere più cauti ed evitare la propaganda da campagna elettorale, soprattutto ad Ostia.

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