OSTIA, SPIAGGE – IL BANDO DELLE NEBBIE

Ostia mon amour

Molti dubbi sull’affidamento delle spiagge libere e ‘private’ ad Ostia: discrezionalità nei controlli, mancata presa di considerazione delle indagini antimafia in corso e presunta turbativa d’asta.

DISCREZIONALITA’ NEI CONTROLLI DELLE SPIAGGE
Il Codice degli Appalti, articolo 38, è molto chiaro sull’esclusione dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni di quei soggetti che abbiano compiuto gravi violazioni o siano rei di aver ‘commesso grave negligenza o malafede nell’esecuzione delle prestazioni affidate’. Lo conferma il T.A.R. Puglia Lecce, Sez. I, Sentenza Breve 22 maggio 2013, n. 1170 (1).
Proprio applicando l’articolo 38, durante la procedura di assegnazione per l’affidamento dei servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere del Litorale di Roma Capitale, il Municipio X ha escluso molti concorrenti, alcuni storici, con la determinazione dirigenziale n.1066 del 9 aprile 2014. Però ha usato un altro peso e un’altra misura sulla proroga delle concessioni demaniali marittime in scadenza al 31 dicembre 2013 (e non solo) per l’attività di “stabilimento balneare con finalità turistico-ricreative”. Infatti, con determinazione dirigenziale nr. rep. CO/846/2014 (nr. prot. CO/37341/2014) del 24 marzo 2014, il Municipio X “prende atto dell’intervenuta proroga all’anno 2020” di tutte le concessioni demaniali marittime degli stabilimenti balneari, ristoranti e chioschi di Ostia senza fare alcun accertamento se intervengano o no motivi di esclusione previsti dall’articolo 38. Insomma, per il Municipio X esistono spiagge di serie A e di serie B, nonostante entrambe le determinazioni siano firmate dalla stessa persona, Paolo Cafaggi, direttore Unità Organizzativa Ambiente e Litorale, Municipio Roma X.

INDIFFERENZA VERSO LE INDAGINI ANTIMAFIA IN CORSO
Dopo l’operazione antimafia Alba Nuova del 27 luglio 2013, il nuovo bando, datato 4 febbraio 2014, nasce dopo l’annullamento avvenuto il 4 novembre 2013, in autotutela del precedente bando del 18 giugno 2013, che era stato rettificato per errore materiale il 26 giungo 2013. Tutte e quattro le determinazioni dirigenziali sono a firma di Paolo Cafaggi, prima nelle vesti di dirigente e poi di direttore della U.O.A.L. Unità Organizzativa Ambiente e Litorale, demandata al controllo delle concessioni balneari. Motivo principale dell’annullamento è stata l’omessa presentazione del certificato antimafia. E’ sempre Cafaggi, il 24 marzo 2014, a prendere atto, senza controllare caso per caso, della proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 2020, dunque anche a soggetti che sono menzionati nelle indagini antimafia condotte dalla Procura di Roma. Un esempio sotto gli occhi di tutti, è la proroga della concessione del chiosco ‘Akuna Matata’, assegnata all’autista dei Triassi, arrestato a Fortaleza negli anni ’90 con un maxi carico di cocaina. E non è il solo.
Claudio Saccotelli, attuale direttore del Municipio X, ne ha avvallato la regolarità.

PAOLO CAFAGGI E CLAUDIO SACCOTELLI
Con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n.18 del 18/19 aprile 2011 sono state affidate al Municipio X le competenze derivanti dalla gestione del demanio marittimo. E’ dunque rilevante il potere in mano all’attuale direttore del Municipio X, Claudio Saccotelli, e al direttore dell’Unità Organizzativa Ambiente e Litorale, Paolo Cafaggi. Claudio Saccotelli fu intercettato l’8 gennaio 2004 in una equivoca conversazione con l’iracheno Sulaiman Faraj, uno degli arrestati il 4 novembre del 2004 nella operazione ‘Anco Marzio’, che per prima denunciò la presenza di una “associazione per delinquere di tipo mafioso” sul Litorale romano (art. 416-bis del c.p.). Nelle 500 pagine di ordinanza, si legge: “gli indagati hanno nelle loro mani i dipendenti pubblici che dovrebbero controllare il regolare rilascio delle concessioni per l’installazione dei chioschi sulla spiaggia libera di ponente” e che tale organizzazione malavitosa era stata in grado di bloccare “il lavoro statale di rifacimento del lungomare di Ostia”. Nelle intercettazioni, Claudio Saccotelli così dialogava con il pregiudicato ‘Frank’ l’iracheno. «Quando puoi stare sul lungomare, all’altezza del tuo lotto?» «Anche tra mezz’ora» «Tu vai, c’è l’ingegnere Tabacchiera, con il direttore dei lavori» «Ma come lo riconosco?» «Lui sa chi sei. Ti riconosce lui».
Paolo Cafaggi risulta invece citato in un articolo di un quotidiano nazionale, mai smentito: “Paolo Cafaggi e due geometri Alessio Marini e Gianfranco Pannunzi, rischiano di finire a processo per concorso in abuso edilizio e falso ideologico. Secondo il pm Roberto Felici avrebbero fatto ottenere a una società per azioni la sanatoria per l’uso commerciale di un complesso invece adibito ad uso agricolo”. La notizia si riferisce al 2009 ed è stata pubblicata il 20 giugno 2013. Di entrambe le notizie non è mai stato fornito alcun chiarimento.

«GARANTIRE TRASPARENZA E CHIAREZZA»
Tra le spiagge libere, quella tra il Canale dei Pescatori e la Lega Navale (assegnata al Municipio X dall’ex-Dipartimento IX con determinazione n.1000/2009) non si sa perché sia stata esclusa dal bando, così come non è chiara la situazione presso il chiosco Faber Beach, sotto sequestro giudiziario insieme allo stabilimento Village, dove il rapporto concessorio è stato dirottato agli amministratori giudiziari nominati dall’autorità competente. Al Faber Village, sul Lungomare di Ostia ponente, è presente, con un ruolo che non risulta formalizzato, l’associazione Libera. Libera, in raggruppamento con l’U.I.S.P., ha anche vinto il bando per il Lotto 8 ad Ostia levante delle spiagge libere, uno dei lotti più ambiti perché pregiati, la spiaggia Amanusa, che non è mai risultata in ‘odore di mafia’. Ci sono forse cose che solo la UISP e Libera conoscono?

Alla luce di quanto accaduto sul bando delle spiagge libere, di trasparenza amministrativa e giudiziaria sulla gestione delle spiagge del Litorale di Roma calano delle nebbie. Eppure così si esprimeva il Presidente del Municipio X all’indomani dell’operazione Alba Nuova.
«Quanto è emerso fino a oggi è gravissimo, ora vogliamo trasparenza e fare pulizia di tutto quello che in passato avevamo già denunciato. Dobbiamo ricominciare e per farlo abbiamo bisogno di uomini giusti al posto giusto. Ho già richiesto al prefetto Pecoraro e al sindaco Marino un incontro e di aprire un tavolo tecnico. Il progetto è quello di ridisegnare un nuovo ufficio tecnico e al prefetto chiederemo appoggio e sostegno. Le spiagge e gli appalti pubblici del litorale sono una questione molto delicata, in questo momento la nuova amministrazione ha il dovere di collaborare con le istituzioni per garantire trasparenza e chiarezza». E pensare che le stesse persone che siedono oggi al governo del territorio nella passata consiliatura parlavano di “mancanza di figure autorevoli nella commissione valutatrice”, occupando addirittura l’aula per protesta e chiedendo che il bando venisse scritto con l’ausilio di un magistrato o di un delegato della questura di Roma.

Tra tutte queste nebbie ha portato un ‘raggio di sole’ l’Assessore alle Trasformazioni Urbane, Giovanni Caudo, che il 3 aprile scorso si è incontrato con le categorie dei balneari, a seguito della proroga delle concessioni demaniali marittime al 2020, prendendo l’impegno, a nome del Comune di Roma, di favorire l’attuazione del primo Distretto Turistico Balneare in Italia, «zona a burocrazia zero», nuova versione delle cosiddette Zone Franche Urbane (ZFU), in un quadro poco trasparente e ancora incerto circa le infiltrazioni della malavita organizzata sul territorio.

Ad Ostia, quando si parla di trasparenza amministrativa e giudiziaria, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, anzi no, le spiagge.

(1) In tema di legittimità della scelta dell’Amministrazione concedente di subordinare il rilascio di concessione demaniale marittima alla dimostrazione da parte dell’istante del possesso dei requisiti soggettivi previsti dal codice dei contratti pubblici. In particolare, si afferma che “allo scopo di effettuale tale valutazione è del tutto razionale e coerente con le finalità pubblicistiche che la P.A. accerti i requisiti dei richiedenti tramite gli strumenti posti a tal fine dall’ordinamento. Tra questi, rilievo indiscusso assumono gli strumenti indicati dall’art. 38 del d.lgs.163/2006 e dalle norme in materia di d.u.r.c. ossia di certificato attestante la regolarità contributiva”.

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