Mondiali di Nuoto Roma ’09: partito il processo ma con 3 novità

Mentre parte il processo per gli impianti privati, la Procura apre un’inchiesta sul Polo di Ostia (pubblico), dopo che il TAR del Lazio ha chiarito i limiti dei poteri del Commissario Delegato, Rinaldi. Intanto il Comune di Roma mette in bilancio altri 8,5 milioni di euro per questi Mondiali terminati 2 anni fa.

Stamattina presso l’Aula 7 dell’edificio B del Tribunale di Roma si è svolta dalle ore 9:00 alle ore 10:00 la prima udienza del processo sui Mondiali di Nuoto Roma ’09, necessaria per decidere sull’ammissione dei testimoni al procedimento. Nel Ruolo d’Udienza affisso fuori dalla porta spiccava il nome di Claudio Rinaldi, Commissario Delegato per la gestione dei Mondiali, che una sorte ironica ha voluto accomunare al Giudice della Quarta Sezione penale, Daniela Rinaldi. Nell’attesa di ciò che risulterà dalle prossime udienze circa gli impianti privati sorti per i Mondiali di Nuoto, tre ulteriori fattori dovranno essere tenuti in considerazione. Il primo è che è stato aperto un fascicolo da parte del PM Anna Maria Cordova sul Polo Natatorio di Ostia relativamente a una denuncia sporta da LabUr. Infatti i lavori presso questo impianto pubblico (Centro Federale FIN) sono fermi da quasi due anni per presunte pressioni sulla FIN stessa, come dichiarato da Paolo Barelli, presidente FIN, l’11 dicembre 2009 nell’atto depositato presso il Tribunale di Ostia. Il secondo fattore è che il TAR del Lazio il 12 gennaio 2011 ha già sentenziato che il Commissario Delegato non solo non aveva alcun potere di rilasciare il permesso di costruire ai sensi dell’art. 13 d.P.R. 380/2001 ma neppure quello di assentire una variazione ai vigenti vincoli paesistici ed idrogeologici. Il terzo fattore è che mentre si discute degli impianti privati, il Comune di Roma ha inserito nel proprio bilancio 2,62 milioni di euro come Contributi a vantaggio del Comitato Organizzatore dei Mondiali e altri 6 per il completamento dei poli natatori pubblici. Noi saremo sempre presenti alle udienze e ci aspettiamo che Angelo Balducci, Claudio Rinaldi e Gianni Malagò (i tre più importanti tra i 33 indagati) sappiano far chiarezza sulle loro responsabilità in questa che è stata una delle pagine più brutte dell’impiantistica sportiva a Roma.

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