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	<title>DICR &#187; admin</title>
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		<title>Marco Corsini, l&#8217;Assessore</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 17:36:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labur.eu/public/DICR/wp-content/uploads/2010/10/corsini.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-10" title="corsini" src="http://www.labur.eu/public/DICR/wp-content/uploads/2010/10/corsini.bmp" alt="" /></a>Marco Corsini, attuale Assessore all&#8217;(In)Urbanistica del Comune di Roma, è stato Assessore ai Lavori Pubblici e agli affari legali del Comune di Venezia, chiamato come tecnico dal sindaco Paolo Costa (30 aprile 2000-17 aprile 2005), che vinse al ballottaggio, per il centrosinistra, contro l&#8217;attuale Ministro Renato Brunetta. In questo periodo, Corsini dovette affrontare due questioni spinose: il Parco San Giuliano a Mestre (sopra una discarica di rifiuti tossici) e la realizzazione del famoso &#8220;Ponte della Costituzione&#8221; dell&#8217;architetto spagnolo Santiago Calatrava (il quarto sul Canal Canal Grande dopo quello di Rialto-1588, dell’Accademia-1932 e degli Scalzi-1934).</p>
<p><a href="http://www.labur.eu/public/DICR/wp-content/uploads/2010/10/SG-28magg06-030.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9" title="SG 28magg06 030" src="http://www.labur.eu/public/DICR/wp-content/uploads/2010/10/SG-28magg06-030-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Per il Parco San Giuliano, il Comune di Venezia aveva indetto un concorso internazionale e nel 1991 affidò all&#8217;arch. Antonio Di Mambro l&#8217;incarico per la progettazione. I lavori, a seguito di un provvedimento giudiziario, subirono un&#8217;interruzione nel periodo tra marzo 1999 e aprile 2000. L’8 maggio 2004 venne inaugurato ufficialmente il Parco San Giuliano: 4 anni sotto la &#8216;guida&#8217; di Corsini. Ma cosa è stato fatto ? Approvato dall&#8217;Amministrazione Comunale il 19 Gennaio 1996, il Parco San Giuliano interessa un’area di 700 ettari dei quali 475 di terreno e 225 di canali, barene e laguna. L’area finora aperta al pubblico ha una superficie di 76 ettari e la zona più grande è di 19 ettari. Utilizzata da anni come discarica di rifiuti industriali e urbani, è stata messa in sicurezza utilizzando 82.500 mc di argilla per il capping (sistema di copertura definitivo di una discarica) e 10.843 mc di diaframma plastico di contenimento dei depoisiti tossico nocivi. Oggi l&#8217;area si presenta come un prato con alberi molto giovani e non ci sono previsioni per la restante parte. In pratica si è ricoperta la discarica, gli sfiatatoi ancora operano, ma l&#8217;operazione ha avuto grande impatto mediatico.</p>
<p><a href="http://www.labur.eu/public/DICR/wp-content/uploads/2010/10/Ovovia2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8" title="Ovovia2" src="http://www.labur.eu/public/DICR/wp-content/uploads/2010/10/Ovovia2-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Nel 1999 il Comune di Venezia affidò all&#8217;architetto e ingegnere Santiago Calatrava il progetto del &#8220;Ponte della Costituzione&#8221;. I lavori furono appaltati nel 2001. Per sopperire all&#8217;impossibilità dei disabili di attraversare il ponte, nel 2003 (anno internazionale delle persone con disabilità) furono presentate 7 soluzioni. Fu accolta una specie di “ovovia” giacente ai piedi del ponte all’interno di una botola. A richiesta, la botola si apre, lasciando l’ovovia libera di salire e accogliere al suo interno la persona disabile, per poi essere sollevata da un braccio e agganciata ad un carrello scorrevole innestato nella parte esterna del ponte. Una volta concluso l’attraversamento, sull’altra sponda le operazioni si ripetono al contrario. L&#8217;11 settembre 2008, l&#8217;inaugurazione del ponte ma ancora oggi nessuna soluzione per i disabili (forse nei primi mesi del 2011 si completerà l&#8217;ovovia). I costi e i tempi si sono dilatati (da 6,7 milioni di euro a 11,2 + 1 milione per l&#8217;ovovia). Il pm Carlo Nordio ha evidenziato &#8220;Errori gravissimi&#8221; sia in fase progettuale che esecutiva, compreso il bando di gara: &#8220;errori rappresentativi di una radicale incapacità, diffusa in vari settori della pubblica amministrazione e dell’impresa aggiudicataria, di comprendere la complessità tecnica di un’opera così ambiziosa&#8221;.</p>
<p>Insomma, nessuno a Venezia rimpiange Marco Corsini.</p>
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