“PARCO DEL MARE”: IL RIGORE E IL RUMORE

Screenshot_2026-01-08-14-34-46-10_c0d35d5c8ea536686f7fb1c9f2f8f274Tra procedure, scadenze e titoli urlati, riportiamo il dibattito sul piano dei fatti perché capire le fasi è il primo atto di partecipazione. 

 

In questi giorni, attorno al progetto del Parco del Mare di Ostia, si è prodotto molto rumore. Sui social e su parte della stampa locale si è costruita una narrazione allarmistica, fondata sull’idea di una scadenza imminente e decisiva, capace di chiudere ogni spazio di discussione sul futuro del lungomare.

Questa narrazione non restituisce correttamente la natura degli atti in corso. Per questo è necessario riportare il dibattito su un terreno di rigore amministrativo, distinguendo i fatti dalle suggestioni.

LA SCADENZA DI OGGI, 8 GENNAIO
La data dell’8 gennaio 2026 riguarda esclusivamente un adempimento previsto dall’art. 21 del Regio Decreto n. 1126/1926, relativo al vincolo idrogeologico che interessa una porzione limitata del territorio, in particolare aree residuali dunali e boschive nell’intorno del Palafijlkam. Non riguarda quindi l’approvazione del progetto del Parco del Mare o una variante urbanistica né un processo partecipativo generale.
È una procedura settoriale e obbligatoria, che il Comune è tenuto ad attivare prima della trasmissione degli atti agli uffici competenti.

I TEMPI AMMINISTRATIVI
Conclusa la fase di pubblicazione e raccolta delle eventuali osservazioni, la documentazione viene istruita dagli enti competenti in materia di vincolo idrogeologico, che dispongono, ai sensi di legge, di un termine massimo di 180 giorni per pronunciarsi.

Non esiste, dunque, alcun effetto immediato legato alla data dell’8 gennaio, né alcuna decisione irrevocabile assunta in quella sede. Raccontare questa scadenza come uno spartiacque è tecnicamente improprio.

A CHE PUNTO È IL PROGETTO
Il Parco del Mare si trova ancora nella fase di Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE).
I passaggi decisivi (valutazioni ambientali, variante urbanistica, progetto definitivo ed esecutivo) non sono stati esauriti e seguono procedure autonome, con tempi e strumenti di partecipazione specifici.

Confondere una finestra tecnica sul vincolo idrogeologico con una decisione complessiva sul progetto significa indebolire il dibattito, non rafforzarlo.

OSSERVAZIONI LABUR
LabUr oggi ha presentato le proprie osservazioni nei limiti strettamente definiti dalla procedura in corso. Si tratta di un atto di presidio metodologico, non di adesione a una narrazione emergenziale. Le osservazioni sono infatti un passaggio di garanzia messo agli atti.

RIGORE CONTRO RUMORE
Il Parco del Mare è un progetto complesso, che merita analisi serie, confronto informato e partecipazione reale. Non merita semplificazioni forzate né allarmi impropri.

LabUr continuerà a lavorare su questo terreno: presidiando i processi, distinguendo le fasi, difendendo il diritto dei cittadini a comprendere ciò che accade davvero.

Il rigore non fa rumore. Ma senza rigore, il rumore prende il posto di tutto il resto.

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