CASTELPORZIANO, QUALE FUTURO?

Incontro con Monica LOZZI (candidata sindaco di Roma per REvoluzione Civica), Andrea BOZZI (candidato presidente Municipio X per Lista Civica Calenda) e Paula DE JESUS (candidato presidente Municipio X per REvoluzione Civica).

24 agosto 2021

https://youtu.be/j_Bm9daADnY

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OSTIA, DISASTRO PISTA CICLABILE: IRREGOLARI LE FERMATE ATAC REALIZZATE

IMG-20210818-WA0008Sono irregolari le nuove fermate per il trasporto pubblico locale (TPL) che con arroganza e incompetenza il Municipio Roma X, guidato da Giuliana DI PILLO (M5S), sta facendo realizzare per sistemare alla meno peggio la finta pista ciclabile sul lungomare di Ostia, dichiarata illegittima dal Ministero dei Trasporti con decreto n.598 del 28 dicembre 2020.

Questo è il risultato imbarazzante emerso dal confronto tra quanto realizzato e le linee guida ministeriali per la realizzazione delle fermate del trasporto pubblico su gomma destinate all’utenza non deambulante. Del resto il difettoso progetto esecutivo di Nicola DE BERNARDINI, ex direttore del municipio, neppure è stato certificato con la necessaria diligenza da parte della ACS International Engineering srl, organismo di ispezione su cui ha aperto un fascicolo in data 3 agosto 2021 la Kiwa Cermet Italia Spa.

fotor_1629285323448In breve, le fermate che dovrebbero essere larghe 2,40 mt misurano appena 1,50 mt e non consentono, come richiesto dalla normativa vigente, la corretta fruizione all’utenza non deambulante. Dallo schema tecnico qui allegato si può facilmente dedurre tutta la serie degli ulteriori errori commessi.

Ne segue che un eventuale ‘allargamento’ della fermata renderebbe, in prossimità di essa, irregolare o la pista ciclabile, che scenderebbe sotto la misura dei 2 metri di larghezza, o le corsie della carreggiata lato mare, che risulterebbero inferiori ai 3,5 metri. Infati è chiaramente scritto nel “Regolamento Viario e Classifica Funzionale delle Strade Urbane di Roma Capitale”, parte integrante del “Piano Generale del Traffico Urbano di Roma Capitale”, al paragrafo 10.3 (Corsie per i Veicoli del Trasporto Collettivo) che “le corsie in promiscuo per i mezzi di trasporto pubblico collettivo devono avere una larghezza standard pari a 3,50 m”. Tutto questo era già noto dal 19 maggio 2020 quando con nota prot. n. QG/15542 il Dipartimento Mobilità e Trasporti – Direzione Trasporto Pubblico Locale di Roma Capitale indicava con chiarezza al Municipio Roma X ed in particolare a Giuliana DI PILLO, a Nicola DE BERNARDINI e al Gruppo X Mare della Polizia Locale di Roma Capitale, che il Regolamento Viario di Roma Capitale prevede che debba essere garantito “ovunque passi il TPL, una corsia di almeno 3,5 metri”.

L’accessibilità dell’utenza non deambulante dovrebbe sempre essere considerata un elemento prioritario nella progettazione e realizzazione delle fermate del trasporto pubblico. Nessuno invece si è accorto del grossolano sotterfugio. Tace il Gruppo X Mare del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, girano le spalle ATAC e il Dipartimento di Mobilità. Addirittura tace l’alleata finta opposizione del PD che con Leonardo DI MATTEO, responsabile ‘mobilità e trasporti’ del PD romano si limita a segnalare gli avvallamenti stradali di strade private, scopiazzando qua e là per 30 secondi di visibilità.

Pertanto, proseguendo nella verifica tecnica degli errori progettuali ormai giunti in fase esecutiva, che saranno di volta in volta resi pubblici, si attenderà il fine lavori e la inaugurazione affidata all’uscente sindaca Virginia RAGGI per consegnare agli organi giudiziari una dettagliata e copiosa denuncia.

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OSTIA, SPIAGGE LIBERE: DAVANTI ALLE ILLEGALITA’ COMPIUTE, SCAPPANO PD E M5S

IMG-20210817-WA0004Per la seconda volta defezione del PD e del M5S all’incontro organizzato da LabUr Laboratorio di Urbanistica sulle spiagge libere di Ostia. I principali responsabili del disastro amministrativo in corso dimostrano di temere il confronto con Monica LOZZI e Paula DE JESUS (REvoluzione Civica), Andrea BOZZI (Azione) e Monica PICCA (Lega Nord), gli unici ad aver confermato la presenza davanti ai cittadini (questa volta, ben 214).

Ricordiamo che nel 2007 il dirigente della U.O.A.L. (Unità Organizzativa Ambiente e Litorale) dell’allora Municipio XIII (oggi X), Arch. Caterina FERRARO PELLE, firmò per il Comune di Roma i contratti per la gestione dei servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere “in concessione al Municipio XIII”. Il contratto, mai firmato dal competente Dipartimento IX del Comune nella persona di Gianfilippo BIAZZO, prevedeva, a carico del titolare del conferimento, l’assistenza e sorveglianza a mare, la pulizia e manutenzione dell’arenile, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la sorveglianza nelle ore notturne e la manutenzione dei manufatti di proprietà comunale.

Per aver proceduto all’annullamento di un affidamento diretto, la FERRARO PELLE subì in seguito un taglio dello stipendio e venne emarginata.

Erano bandi destinati a cooperative sociali e associazioni senza scopo di lucro, redatti ai sensi dell’art.45 bis del Codice della Navigazione, totalmente illegali come ha decretato prima l’ANAC nel 2016  e poi sentenziato la Corte dei Conti nel 2019 grazie alla documentazione fornita da LabUr anche alla Commissione Prefettizia durante il commissariamento di Ostia.

Il 2007 era il periodo in cui Paolo ORNELI, oggi Assessore della Regione Lazio allo Sviluppo Economico (con competenze sul Piano di Utilizzazione degli Arenili) , rivestiva la carica di Presidente del Municipio. Nessuno ha visto nulla fino al 2016.
Addirittura, dopo la demolizione dei chioschi, su cui nessun merito ha il M5S che addirittura li utilizzò con Paolo FERRARA per la campagna elettorale, si è costruita con la giunta pentastellata di Giuliana DI PILLO una nuova illegalità e cioè la quasi totale assenza dei servizi previsti per legge che ha portato LabUr a presentare nuove denunce ed esposti oggi al vaglio della magistratura. Eclatante la falsa validazione delle spiagge libere annunciata da Virginia RAGGI.

Forse oggi è più chiaro perchè Mario FALCONI (PD) e Giuliana DI PILLO (M5S) non intendono partecipare al confronto. La nuova data, che non sarà più rimandata, è prevista per il giorno 24 agosto. Ci auguriamo che questa volta PD e M5S non declineranno l’invito.

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OSTIA, CAOS AMMINISTRATIVO: LE SPIAGGE LIBERE EQUIPARATE AD IMPRESE TURISTICHE

segnalazione quaser accrediaIl Municipio Roma X guidato da Giuliana DI PILLO, spaccia con l’aiuto mediatico della sindaca Virginia RAGGI e del candidato presidente per il M5S alle prossime elezioni, Alessandro IEVA (oggi, vice presidente municipale) le spiagge libere di Ostia come ‘imprese turistiche’.

Ciò accade all’interno dell’iniziativa partita un anno fa a cura del Dipartimento del Turismo di Roma Capitale di predisporre il c.d. bollino “Rome Safe Tourism”, come un marchio che dichiari la conformità degli esercizi ricettivi e commerciali alle disposizioni anti Covid 19 al solo fine di supportare le strutture turistiche romane. Nell’Albo istituito dal Comune di Roma per tale rilascio, risulta la Quaser Certificazioni s.r.l. che ne ha fatto richiesta solo il 7 giugno 2021 e che si è prestata a ‘certificare’ 9 delle 33 spiagge libere del litorale romano equiparandole, senza titolo, a ‘imprese turistiche’.

La gravità è ancor maggiore in quanto ciò avviene in piena emergenza sanitaria ed in assenza quasi totale delle misure di prevenzione sulle spiagge libere imposte dall’Istituto Superiore della Sanità, come già denunciato da LabUr in un esposto inviato alla Prefettura di Roma.
Lo scheletro di irregolarità amministrative che le spiagge libere portano con sè da troppi anni sarà discusso prima in un dossier e poi in un incontro pubblico il 17 agosto p.v. a cui è invitato a partecipare anche il Municipio Roma X.
A seguito di quanto sopra descritto. è stata inviata dettagliata segnalazione all’Ente accreditatore ACCREDIA Spa che garantisce l’operato dell’organismo di certificazione Quaser Certificazioni srl responsabile di aver rilasciato il marchio ‘Rome Safe Tourism’ a 9 delle 33 spiagge libere equiparate ad imprese turistiche.

 

 

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OSTIA, L’INGOMBRANTE SCHELETRO DELLE SPIAGGE LIBERE

IMG-20210809-WA0003Rinviato al 17 agosto il confronto politico promosso da LabUr sulle spiagge libere (1) a causa della totale defezione dei candidati alle prossime elezioni. Unica eccezione, l’adesione dei candidati di REvoluzione Civica: Monica LOZZI (sindaco) e Paula DE JESUS (presidente Municipio X). Anche Andrea BOZZI (Azione) ha correttamente comunicato la sua indisponibilità.
A chi fanno paura le carte, vecchie e nuove? Ricordiamo che l’abbattimento dei chioschi sulle spiagge libere è stato il frutto solo dell’intenso lavoro condotto da LabUr, così come recepito dall’autorità nazionale anticorruzione (delibera ANAC n.1086 del 2016). Ora, grazie sempre a LabUr, si sta indagando anche sul caso degli illegali abbattimenti delle strutture di Castelporziano fatte dal magistrato Alfonso SABELLA.

Monica PICCA (Lega/FdI/Forza Italia), Andrea BOZZI (Azione), Mario FALCONI (PD/Verdi/) e Giuliana DI PILLO (M5S), responsabili attuali dei partiti che hanno desertificato di fatto le spiagge libere, che cosa propongono? Grave e irresponsabile soprattutto la politica del M5S, incapace a gestire uno dei beni più preziosi di Roma Capitale una volta restituito alla legalità.

Ben 183 cittadini, pur con le limitazioni dell’accesso telematico all’incontro, su Zoom e in orario lavorativo, si erano registrati per discuterne. Cosi come avevano dato riscontro due associazioni: ANAB e ANMIL. Pertanto, prima del 17 agosto, per meglio sensibilizzare l’opinione pubblica, anticiperemo un dossier con documenti, nomi e cognomi denunciando le responsabilità di ciascun partito (compreso il M5S).

I temi proposti ai candidati saranno sempre gli stessi:

– totale assenza di misure atte a garantire il distanziamento fisico e a evitare possibili assembramenti in piena emergenza sanitaria
– gravi carenze nell’assicurare l’accesso e i servizi per i disabili e per le mamme con bambini fino a 3 anni
– inadeguati servizi di assistenza e salvataggio ai bagnanti, che saranno addirittura limitati dal 1 al 30 settembre 2021 solo nel fine settimana dalle 9 alle 19

(1) a seguito dell’esposto presentato in Prefettura ed in Capitaneria di Porto

 

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OSTIA, SATELLITI SENZA AUTOBOTTI

IMG-20210805-WA0001La difesa tecnologica della pineta di Castel Fusano, tanto pubblicizzata in questi giorni, è solo teoria.

Brucia l’Italia. Gli incendi boschivi negli ultimi 20 anni, hanno mandato in fumo circa 760.000 ettari di foresta del Bel Paese, il 7,5% della superficie forestale nazionale corrispondenti a 760.000 campi di calcio “coltivati” a bosco. Tutti si indignano davanti alla tragedia e tuonano le solite frasi di circostanza, di chi vive in perenne stato di emergenza. Quanto può durare un’emergenza? Di solito poco, giusto il tempo di risolverla. E invece viviamo in uno stato di eccezione divenuto la norma (*). Cosa è cambiato in questi anni? Gli slogan. Quest’anno il più gettonato è “più droni per tutti”. Anche in Sicilia, ad esempio, sono stati acquistati in primavera 90 droni per un costo complessivo di 109 mila euro, un mercato che nei prossimi anni supererà gli 880 milioni di euro.

l'area sorvegliata della pineta (circa 600 ettari)

l’area sorvegliata della pineta (circa 600 ettari)

Anche la Sindaca Raggi non è stata da meno. Ha pubblicizzato in pompa magna i droni nella pineta di Castel Fusano. Il primo annuncio il 23 marzo, poi il ritorno ‘in loco’ il 28 luglio, ma questa volta sottotono nonostante il cerimoniale delle grandi occasioni. Il motivo? Sembra proprio che fosse un attacco di annuncite quella del 23 marzo: “Sicurezza e controllo per la Pineta di Castel Fusano. Roma Capitale e Leonardo presentano un progetto sperimentale con utilizzo di satelliti, droni, sensori, Intelligenza Artificiale e 5G, in un’ottica di sostenibilità e tutela ambientale. Ma è così? Il protocollo di intensa per il progetto sperimentale “Ses5G”, avrebbe dovuto consentire “di monitorare in tempo reale la situazione dell’area e di intervenire tempestivamente”. Il sistema doveva essere “operativo a partire da luglio” e rimanere “in esercizio fino a metà 2022”. Un mese lo abbiamo già perso. Siamo ad agosto. Il progetto non è stato terminato. Mancano ancora tutti i pali, per cui il pattugliamento da parte dei droni che servono sotto “il profilo dell’ordine pubblico, degli incendi e della protezione dell’ambiente” di fatto è minimo.

Pensate che il satellite PRISMA impiegato “è in grado di effettuare da 615 km di altezza un’analisi chimico-fisica dell’area, restituendo informazioni sullo stato di salute della vegetazione e permettendo di generare un modello di rischio incendi”. Come sia ridotta la Pineta sotto il profilo della “salute” dei pini è evidente ormai ad occhio nudo. Le chiome secche per via della cocciniglia tartaruga sono visibili a chilometri e i 500mila euro messi a disposizione della Regione non sono sufficienti per gli interventi fitosanitari. Ma la domanda dalle cento pistole è un’altra. Se tutti stanno monitorando in sala di comando, chi spegne gli incendi?

Due autobotti del Servizio Giardini, una dei primi anni ‘90 l’altra addirittura degli anni ’80. Però abbiamo un autobotte nuova di pacca, costata 148mila euro, per annaffiare non si sa bene cosa, visto come è ridotto il verde nel Municipio X. Se nella prima fase, quella della prevenzione, la tecnologia può essere determinante nella valutazione del rischio grazie alla rete satellitare e l’utilizzo di droni, se la seconda fase è quella della individuazione del rogo dove la tempestività è fondamentale per evitare che il fuoco dal terreno salga in chioma e si propaghi da un albero all’altro diventando spesso incontrollabile, la terza fase è quella dello spegnimento. Salvo casi rarissimi, tutti gli incendi alla Pineta di Castel Fusano (nel parco urbano più grande della Capitale di 1.000 ettari, 100 ettari andati in fumo solo nel 2017) sono stati dolosi. Da anni la vasca antincendio tra via del Circuito e la Cristoforo Colombo ospita solo la ‘raccolta’ di rifiuti ingombranti. La recinzione è divelta. Al 30 maggio il Piano antincendi boschivo (Aib2021, che definisce il numero di pompieri e volontari assegnati ai parchi) non era stato ancora attivato, ma ancora più grave, la verifica delle bocchette anti-incendio non è stata ancora effettuata e siamo ad agosto.

Possiamo davvero parlare di Smart-City come scrive la Raggi o di Roma come città tecnologica come afferma Profumo? La prossima volta quale fumo ci venderanno? Quello dei droni che seminano le nuvole per indurre le piogge come negli Emirati Arabi e causare poi allagamenti? Servono mezzi nuovi, servono autobotti 4×4 in grado di penetrare nella parte più interna della Pineta di Castel Fusano, serve acqua per spegnere gli incendi, servono le bocchette. Non ci si può limitare a mettere in sicurezza le case e i loro abitanti. Servono meno parole, meno esperimenti e più fatti concreti. Sono diversi i mezzi usati dell’esercito e dell’aeronautica adatti allo scopo, ma per motivi squisitamente amministrativi non si è potuto mai procedere alla loro acquisizione. Non c’è un po’ da vergognarsi quando l’amministrazione dice che tutela il verde? _______________________________________(*) Qualche numero: il danno economico causato dal fenomeno degli incendi boschivi è stimato in circa un miliardo di euro l’anno, limitando questo conteggio alla sola analisi della perdita della produzione legnosa, ai costi collegati alla tutela idrogeologica, alla perdita della funzione cosiddetta ricreativa ed ai servizi ecosistemici di stabilizzazione climatica. In questo calcolo non sono ricompresi i costi per la lotta attiva (spegnimento) pari a circa 200 mln di Euro/annui sostenuto dagli organi preposti.

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OSTIA, SPIAGGE LIBERE: INCOLUMITA’ E FRUIBILITA’

IMG-20210803-WA0005ESPOSTO URGENTE

PREFETTURA DI ROMA, CAPITANERIA DI PORTO

Roma, 3 agosto 2021

Oggetto:  negligenza del Municipio Roma X nella gestione delle spiagge libere del Litorale romano – tutela della pubblica e privata incolumità e pubblica fruibilità

Il sottoscritto dr.Ing. Andrea SCHIAVONE, presidente p.t. di LabUr – Laboratorio di Urbanistica (www.labur.eu) portatore di un interesse collettivo per le spiagge libere del litorale romano come da delibera ANAC n. 1086 del 5 ottobre 2016 Fascicolo n. 114/2016[1], espone quanto di seguito.

IL FATTO

In termini di pubblica e privata incolumità nonché di pubblica fruibilità, persistono da maggio u.s., cioè dall’apertura della stagione balneare 2021, sugli oltre 4 km di spiagge libere del litorale romano (incluso l’arenile di Castelporziano), gravi negligenze da parte del Municipio Roma X, titolare per decentramento della loro gestione.

Con riferimento al contenuto dell’ordinanza del Sindaco di Roma n.80 del 10 maggio 2021[2] e alle ordinanza della Capitaneria di Porto di Roma n.49/2017[3], che regolamentano la sicurezza balneare e il libero accesso per tutti, considerando che in piena emergenza sanitaria quanto previsto ogni anno in via ordinaria doveva essere adeguato con ulteriori ed efficienti misure straordinarie, si rileva in particolare sulle spiagge libere quanto segue:

  • totale assenza di misure atte a garantire il distanziamento fisico e a evitare possibili assembramenti (vengono soltanto e in maniera approssimativa ‘conteggiate’ le persone in ingresso, ma non controllato il loro posizionamento sull’arenile);
  • gravi carenze nell’assicurare l’accesso e i servizi per i disabili e per le mamme con bambini fino a 3 anni (p.es., ne è totalmente sprovvisto tutto l’arenile di Castelporziano, esteso per circa 2 km);
  • inadeguati servizi di assistenza e salvataggio ai bagnanti, che saranno addirittura limitati dal 1 al 30 settembre 2021 solo nel fine settimana dalle 9 alle 19

Poiché l’attenzione del Municipio Roma X alle misure anti-Covid19 è stata da maggio 2020 limitata dal presidente del Municipio Roma X, Giuliana DI PILLO, alla sola realizzazione di una c.d. pista ciclabile, dichiarata illegittima dal Ministero delle Infrastrutture (Decreto n.598 emesso in data 28/12/2020[4]) e che ha impegnato circa 3 milioni di euro,

SI CHIEDE

un deciso intervento da parte del Prefetto di Roma affinché sulle spiagge libere del Litorale romano sia garantito lo stesso livello di tutela della pubblica e privata incolumità nonché di pubblica fruibilità presente all’interno degli arenili in concessione e comunque conforme ai riferimenti normativi sopra citati. Non è ammissibile che p.es., sulla spiaggia libera S.P.Q.R., la più ampia dopo Castelporziano, siano state installate le tribune per un torneo di ‘beach soccer[5] senza la preventiva autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e il parere favorevole di tutti gli enti preposti, addirittura ospitanti spettatori in netto contrasto con le immagini delle Olimpiadi trasmesse a spalti vuoti.

Tanto si doveva per civica collaborazione con le Istituzioni che rappresentano lo Stato.

In fede,

dr.Ing. Andrea SCHIAVONE

[1] https://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2016/1086/del.2086.2016.pdf

[2] https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/Ordinanza_della_sindaca_del_10_maggio_2021_stagione_balneare_mun_x.pdf

[3] https://www.guardiacostiera.gov.it/roma-fiumicino/Documents/049-2017.pdf

[4] http://www.labur.eu/pistaciclabile/DecretoMIT598del28.12.2020.pdf

[5] https://www.facebook.com/109309844705507/posts/127622556207569/?app=fbl

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OSTIA, PISTA CICLABILE: IL M5S HA NASCOSTO LA VERITÀ AL MINISTERO

 

IMG-20210727-WA0001Era il 28 dicembre 2020. Il Ministero dei Trasporti decretava illegittima la sedicente pista ciclabile sul Lungomare di Ostia senza ricevere osservazioni dal M5S alla guida del Municipio X, impegnato in quei giorni a imporre la validazione del progetto esecutivo. Così, il 30 dicembre 2020, nello spazio di poche ore, l’organismo di verifica, pagato dall’Amministrazione, riceveva ben 28 elaborati grafici, li esaminava, redigeva il rapporto di verifica e lo consegnava al Municipio X che indiceva la gara. Neanche ‘quelli di prima hanno dimostrarono tanto spregio delle Istituzioni.

SEGNALAZIONE

con valore di istanza di revisione in autotutela per l’annullamento della Determinazione Dirigenziale CO/3109/2020 del 30/12/2020 emessa dal Municipio Roma X

Roma, 26 luglio 2021

Il sottoscritto dr.Ing. Andrea SCHIAVONE, presidente p.t. di LabUr – Laboratorio di Urbanistica (www.labur.eu), portatore di un interesse collettivo a seguito del Decreto n.598 emesso in data 28/12/2020 dal Ministero dei Trasporti[1] sulla illegittimità da parte del Municipio Roma X di istituire una pista ciclabile sul lungomare di Ostia, con riferimento all’affidamento diretto alla ACS International Engineering srl[2] da parte del Municipio Roma X dell’incarico della verifica preventiva ex art. 26 del D.Lgs. 50/2016 per la validazione del progetto esecutivo relativo alla pista ciclabile sul lungomare di Ostia, espone quanto di seguito.

IL FATTO

Alla società ACS International Engineering srl è stato comunicato in data 29/12/2020[3], da parte del Municipio Roma X, l’aggiudicazione dell’incarico in oggetto tramite la Determinazione Dirigenziale CO/2947/2020 del 16/12/2020[4] resa esecutiva il 29/12/2020 dopo il visto di regolarità contabile.

In data 30/12/2020 il Municipio Roma X ha consegnato alla ACS International Engineering srl la documentazione in formato “pdf” composta da 28 elaborati (grafici e testuali).

Sempre in data 30/12/2020, la ACS International Engineering srl ha dato inizio alle attività di verifica e ha inoltrato, poche ore dopo, il Rapporto di Verifica al Municipio Roma X che lo ha acquisito al protocollo con il n. CO/130976/2020 per poi, nella stessa data del 30/12/2020, con Determinazione Dirigenziale CO/3109/2020[5], nominare il nuovo RdP, Rossella CERGOLI SERINI, approvare il progetto esecutivo e bandire la gara.

Nella documentazione facente parte dell’attività in oggetto, a partire dalla determinazione di affidamento diretto a finire con il Rapporto di Verifica, si sostiene che la società Risorse per Roma Spa, su incarico del Municipio Roma X, abbia elaborato e presentato sia il progetto definitivo che quello esecutivo, in particolare:

  • il progetto definitivo con nota prot.n. CO/108083/2020 del 27/10/2020
  • il progetto esecutivo con nota prot.n. CO/127759/2020 del 21/12/2020

In realtà, dalle dichiarazioni di Risorse per Roma Spa, nella persona di Daniela SANTARELLI, rilasciate in sede di Commissione Speciale di Controllo e Garanzia del Municipio Roma X in data18 giugno 2021[6], risulta che la società Risorse per Roma Spa non ha mai preso parte alla progettazione limitandosi alla sola e materiale trasposizione grafica degli elaborati così come ricevuti dal Municipio Roma X.

  • L’unico progettista risulta essere stato Nicola DE BERNARDINI che ha ricoperto fino al 03/12/2020 il ruolo di direttore del Municipio Roma X e fino al 30/12/2020 il ruolo di RdP per quanto in oggetto.

PREMESSO

  • che l’attività di verifica/validazione, ha un ruolo ed una importanza centrale nel processo di progettazione ed esecuzione di un appalto di lavori pubblici, dal momento che rappresenta e costituisce un essenziale strumento di prevenzione di errori e/o omissioni del progetto, da cui conseguono sempre maggiori costi e tempi di realizzazione dell’opera;
  • che già nell’atto di approvazione del progetto definitivo e cioè nella Delibera di Giunta del Municipio Roma X n.37 del 11/11/2020[7] si legge che “Risorse per Roma Spa ha elaborato il progetto definitivo di cui all’oggetto“;
  • che tale non veritiera affermazione risulta ripetuta anche nell’atto di approvazione del progetto esecutivo e cioè nella Determinazione Dirigenziale CO/3109/2020 del 30/12/2020, dove si legge che “Risorse per Roma S.p.A., incaricata dal Municipio Roma X ha presentato il progetto definitivo per l’opera in oggetto” e che “Risorse per Roma S.p.A., incaricata dal Municipio Roma X ha presentato il progetto esecutivo per l’opera in oggetto”,

CONSIDERATO

  • che la ACS International Engineering srl avrebbe dovuto dedicare un tempo congruo alla notevole quantità di elaborati ricevuti da verificare e non confinare la durata dell’attività in poche ore, generando di fatto il dubbio sulla correttezza procedurale della verifica medesima;
  • che la ACS International Engineering srl, ritenendo che “il progetto esecutivo è stato eseguito dai tecnici dipendenti del Comune di Roma Municipio Roma X e da Risorse per Roma Spa”, neppure ha verificato chi fosse realmente il progettista, non rispondendo di fatto alla lettera a), comma 4 dell’art. 26 del D.Lgs. 50/2016 (completezza della progettazione)

SI SEGNALA

la presunta anomala verifica ex art.26 del D.Lgs 50/2016 eseguita in poche ora (nell’unica giornata del 30/12/2020) da parte della ACS International Engineering, relativa al progetto esecutivo in questione composto da ben 28 elaborati.

Si richiama altresì l’attenzione sul fatto che il Rapporto di Verifica non evidenzia particolari errori e/o omissioni del progetto in questione, risultando ciò in netto contrasto con quanto sostenuto dal Ministero dei Trasporti che, in pari data, con Decreto n.598 del 28/12/2020  ha motivato l’illegittimità da parte del Municipio Roma X di istituire una pista ciclabile sul lungomare di Ostia e dunque l’illegittimità della progettazione.

 

ALLEGATO 1

ALLEGATO 1 rapporto di verifica ACS

[1] http://www.labur.eu/pistaciclabile/DecretoMIT598del28.12.2020.pdf

[2] ACS INTERNATIONAL ENGINEERING S.r.l. – Indirizzo Via Ercolano, 24, Castel Gandolfo, 00073 – IT, Norma UNI EN ISO 9001:2015, Settore 34 – 34 -RT21 – Scopo della certificazione Progettazione, direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza di opere di ingegneria civile ed impianti. Verifiche sulla progettazione delle opere ai fini della validazione, condotte ai sensi delle legislazioni applicabili. – Certificato 14587-A rilasciato da  Kiwa Italia, via Cadriano 23 40057 – Granarolo dell’Emilia Bologna – IT

[3] ALLEGATO 1

[4] https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/D.D._2947_del_16.12.2020.pdf

[5] https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/D.D._3109_del_30.12.2020.pdf

[6] http://www.labur.eu/video/ccg18062021_munx_rpr.mp4

[7] https://www.comune.roma.it/servizi2/deliberazioniAttiWeb/showPdfDoc?fun=deliberazioniAtti&par1=R01E&par2=Mjc3OA==

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OSTIA, X VILLAGE: LO SCANDALO ESTIVO TARGATO M5S

IMG-20210723-WA0011Il c.d. ‘Villaggio dello Sport” o X-Village, ieri, 22 luglio 2021, è stato di nuovo bocciato dalla Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo. In pratica dopo 2 mesi dall’apertura l’evento è ancora senza autorizzazioni e le bugie di Alessandro IEVA (M5S), vicepresidente del Municipio X e prossimo candidato presidente, diventano sempre più gravi.

IMG_20210723_150921Proprio ieri (vedi foto) i tecnici ARETI ancora sistemavano gli allacci elettrici ed erano in corso i necessari lavori per la segnaletica stradale senza che il Gruppo X Mare della Polizia Locale di Roma Capitale, comandato da Guido CALZIA, ne avesse preso visione.

Dopo il nostro esposto e la successiva integrazione, ora attendiamo anche un intervento deciso dell’inerte Giuliana DI PILLO, presidente del Municipio X, e di Carla SCARFAGNA, il direttore che ha autorizzato l’evento senza controllarne i requisiti normativi.

Un evento di fatto ‘abusivo’ voluto dal M5S e smascherato dalla Commissione municipale di Controllo e Garanzia poi per ripicca fatta ‘saltare’ dalo stesso M5S con le volontarie e pretestuose dimissioni di Antonino DI GIOVANNI (capogruppo municipale M5S) dipendente presso la segreteria del Dipartimento di Sicurezza del Ministero degli Interni.
Alla faccia della trasparenza amministrativa.

Alessandro IEVA mentre confabula con gli organizzatori (4 giugno 2021)

Alessandro IEVA mentre confabula con gli organizzatori (4 giugno 2021)

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OSTIA, PISTA CICLABILE: LE BUGIE DI VIRGINIA RAGGI SUI LAVORI IN CORSO

IMG-20210722-WA0012Il materiale fotografico oggi raccolto contrasta con le false affermazioni rilasciate da Virginia RAGGI, sindaca della Capitale d’Italia, ormai trasformata in un ‘pupazzetto’ elettorale dal M5S di Ostia per promuovere una pista ciclabile dichiarata il 18 giugno 2021 per la terza volta illegittima dal Ministero dei Trasporti. Questo l’imbarazzante scenario imbastito da Paolo FERRARA,  consigliere comunale pentastellato con interessi su Ostia, già coinvolto con il costruttore Luca PARNASI nello scandalo dello Stadio della Roma che proprio ieri è stato definitivamente cassato sebbene la RAGGI avesse più volte assicurato “che lo stadio si farà“, sempre e solo per fini elettorali.

Tornando alla illegittima pista ciclabile di Ostia, ciò che fa più specie è il silenzio a cui è stato ridotto il Gruppo X Mare della Polizia Locale di Roma Capitale comandato da Guido CALZIA. Controlli zero, atti amministrativi zero,

IMG_20210722_144700Le foto che alleghiamo, scattate stamattina, dimostrano lavori in sub appalto che invadono con mezzi e uomini la carreggiata stradale senza alcuna regolarità e sicurezza, con i pochi ciclisti che fanno slalom dentro il cantiere senza che nessuno si curi della pubblica e privata incolumità. Tra i lavori già eseguiti spiccano in tutta la loro pericolosità le nuove pedane di fermata per gli autobus, disassate rispetto al cordolo di protezione della illegittima pista ciclabile. IMG_20210722_151019Le foto parlano da sole, e l’ambulanza ferma nel traffico grida vendetta.

Eppure il Piano di Sicurezza e Coordiamento, aggiornato al 1 luglio 2021 a firma del direttore del Municipio Roma X, Giacomo GUASTELLA, prevedeva la presenza dei servizi igienici in dotazione del cantiere che invece non ci sono, così come di attrezzare le aree di intervento per proteggere i lavoratori, invece lasciati a rischio investimento.

Inesistenti anche gli accessi previsti per i mezzi di fornitura materiali e le zone di carico e scarico, improvvisate sulla pista stessa.

Sul cantiere opera la AGV Appalti srl e, in subappalto, le ditte Laziale Strade srl, Granulati Montefalcone srl e MAB Multiappalti srl.
Procedono infine le attività di verifica amministrativa da parte delle autorità interessate dall’esposto inoltrato da LabUr.

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