STADIO DELLA ROMA: RICHIESTA DI ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA



IMG_1528879073555La Procura di Roma ha ottenuto l’11 giugno 2018 gli arresti in carcere, come misura cautelare, non solo di Luca Parnasi , ma in pratica di tutta Eurnova srl: 2 dirigenti (Luca Caporilli e Simone Contasta), 1 funzionario (Giulio Mangosi), il commercialista (Gianluca Talone) e l’avvocato di fiducia (Nabor Zaffiri). L’accusa è grave: reato 416, comma 1 e 2 codice penale (associazione a delinquere) “per essersi associati tra loro allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica Amministrazione”.
Questo basterebbe per esercitare da parte del Comune di Roma e della Regione Lazio (enti che vedono entrambi indagati propri organi) il potere decisorio di annullare in autotutela gli atti amministrativi emessi a favore di Eurnova srl per il progetto del nuovo Stadio della Roma. Il fine di tale azione garantirebbe il più efficace perseguimento dell’interesse pubblico.

Ricordiamo infatti che la iniziativa privata di realizzare il nuovo Stadio della Roma in località Tor di Valle è stata presentata dalla Eurnova srl al Comune di Roma in funzione di quanto disposto dalla cosidetta “Legge sugli Stadi”, composta solo dall’articolo 1, commi 303-305, della legge n. 147/2013. Tale proposta, secondo la legge sopra citata, aveva bisogno di una iniziale dichiarazione di pubblico interesse da parte del Comune di Roma per poter essere accolta. Ciò è di fatto avvenuto mediante la delibera di Assemblea Capitolina n.132 del 22 dicembre 2014, non rispettando i tempi di istruttoria previsti nella legge stessa.
A volere con fermezza il nuovo stadio furono il Sindaco di Roma, Ignazio Maria Marino, e l’Assessore alla Urbanistica, Giovanni Caudo, quest’ultimo oggi al ballottaggio per la presidenza del Municipio III di Roma Capitale (si voterà il 24 giugno).

La Procura ha indagato per poco più di un anno a partire dalla metà del 2017, ma già dal 2014 erano partite denunce contro questo progetto che LabUr ha sempre definito scellerato e illegittimo (tutte le denunce sono sul proprio sito: http://www.labur.eu/public/blog/?cat=57.

Nell’estate 2017, ad una anno dalla elezione della Raggi, fu messa in liquidazione volontaria Parsitalia del Gruppo Parnasi (ma non Eurnova) e fu pubblicata la nuova legge 96/2017 con cui si ‘perfezionava’ (in peggio) la precedente “Legge sugli Stadi” del 2013. E’ in questo contesto, tra indagini, liquidazione e nuova legge, che la Regione Lazio ha indetto il 5 dicembre 2017 (dopo essersi chiusa negativamente la prima il 5 aprile 2017) una seconda Conferenza dei Servizi, conclusasi con esito positivo il 22 dicembre 2017. Grave pertanto risulta essere l’arresto (ai domiciliari) di Michele Civita (PD), assessore regionale all’Urbanistica (dal 21 marzo 2013 al 29 marzo 2018) per corruzione, rilevandosi “asservimento della funzione agli interessi di Luca Parnasi”.
Da chiarire anche l’accusa a carico del capogruppo capitolino del M5S (Paolo Ferrara, indagato per corruzione).

A poco dunque serve l’annuncio della sindaca Raggi ‘ di congelare’ l’iter amministrativo per essere “venuto meno il rapporto fiduciario con Parnasi”. Imbarazzante il silenzio della Regione Lazio da parte di Nicola Zingaretti che ha sempre avuto al suo fianco Michele Civita (anche in Provincia, dal 2008 al 2012).

In tutto questa confusione, nessuno parla della questione degli espropri dei terreni della famiglia Armellini, oltre 600mila mq rivalutati a prezzi di mercato, e del processo in corso per bancarotta fraudolenta della SAIS srl, da cui sono provenuti i terreni a Luca Parnasi.

Per garantire l’interesse pubblico ora Comune e Regione dovranno intervenire in autotutela annullando tutto.

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REPORT, “OSTIAGGI” – LA MALA INFORMAZIONE

ReportNella puntata di Report su RAI3 dal titolo “Ostiaggi”, del 7 maggio scorso, è andata in onda una brutta pagina di giornalismo definito d’inchiesta. Nessuna investigazione approfondita, ma solo la costruzione di un teorema su indizi sguaiati. Dallo sciocchezzaio di google maps,  spacciato per elemento probatorio tecnico, alla fonte a viso coperto per paura di presunte ritorsioni, che in realtà tutti conoscono; dall’associazione che non esiste, all’uso strumentale di un tecnico ‘infedele’ appartenente all’Ispettorato Edilizio, che però non aveva alcuna competenza sul demanio e anzi era stato utilizzato in qualità di consulente esperto dal famoso sceriffo dell’antiabusivismo della Polizia Municipale di Roma Capitale, Antonio Di Maggio. Più che le testimonianze hanno colpito le assenze eclatanti, come ad esempio i protagonisti degli uffici che contano, a partire dalla UOAL – Unità Operativa Ambiente e Litorale preposto alla gestione e al controllo delle spiagge, o gli ex Direttori dei Municipi che hanno gestito la partita dei bandi di gara per gli affidamenti delle sabbie divenute mobili. Un crogiolo di illazioni degno di una fiction, dove tutto si fonde e si confonde. Il danno non è solo alla verità dei fatti, ma soprattutto alla società civile e democratica. Non è infatti accettabile che si presenti una narrazione basata sulla contrapposizione tra due uomini dello Stato, in cui uno fa la parte del buono e l’altro del cattivo, con l’utilizzo della collaudata tecnica della retorica dell’antimafia che ammette solo atti di fede. Chi osa sollevare un ragionamento critico o anche solo delle perplessità viene tacciato di mafiosità.  Non è accettabile affermare che il Prefetto Domenico Vulpiani è cattivo perché è stato nominato Commissario Straordinario dal Ministro degli Interni Angelino Alfano, a cui spettavano le ratifiche, reo di aver mangiato in un ristorante balneare. La nomina dei tre Prefetti dopo il Commissariamento di Ostia è avvenuta sotto la concertazione del Capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone, e del Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, attuale Capo della Polizia. Non è invece discriminante per Report il fatto che un magistrato come Alfonso Sabella, si sia  prestato alla politica del PD renziano e sia stato nominato inopportunamente da Paolo Gentiloni membro della Corte dei Conti qualche giorno prima della sentenza della stessa Corte che lo ha condannato al risarcimento di quasi 1,2 milioni di euro per i fatti del G8 di Genova alla Bolzaneto e per il danno di immagine al Ministero degli Interni e della Giustizia.
Alfonso Sabella è stato al governo di Ostia solo 5 mesi dopo di che è stato Commissariato. In quei 5 mesi, un tempo che non è sufficiente nemmeno per conoscere gli oltre 900 dipendenti del Municipio X tra cui si aggirava con la pistola, Alfonso Sabella si è distinto per la superficialità delle sue azioni, che hanno ondeggiato tra interventi ‘manu militari’ sulle spiagge di CastelPorziano (lasciando bagni chiusi, spiaggia sporca e dune invase e devastate da comportamenti di illegalità diffusa oltre che una scia di ricorsi) di cui Report non ha parlato e omissioni colpevoli sulle spiagge libere, compresa quella in affidamento a Libera. E poco importa che il Prefetto Vulpiani, con una lunga e onorata carriera alle spalle, abbia istruito anche la richiesta di decadenza di 44 concessioni. Per Report egli è colpevole, non si è comportato come uomo dello Stato, ma come giocatore di una squadra imprecisata, semplicemente perché non indossava la casacca di Alfonso Sabella. E poco importa a Report che l’esito delle indagini da parte dell’ANAC su esposto di LabUr non abbiano dato ragione a Sabella. Il M5S ha potuto solo prendere atto delle delibera di Raffaele Cantone e procedere con gli abbattimenti, viste le illegalità compiute dagli Uffici preposti al controllo delle spiagge, cioè la UOAL e la Direzione del Municipio X sotto Sabella, anche quando era Assessore alla Legalità per il Comune di Roma. Di questo Report non ha parlato, perché il teorema avrebbe mostrato tutta la sua fragilità. Cui prodest questa narrazione?
Se la “legalità non ha colore politico” e “va applicata sempre con forza e indipendenza”, non si comprende perché il Prefetto Vulpiani e gli altri due Commissari (donne e uomini dello Stato attaccati più volte con acrimonia durante il loro operato proprio dal PD renziano), che si sono mossi nel  corso dei due anni di commissariamento con l’obiettivo di ripristinare la legalità nel Municipio X, vengano da Report strattonati e spinti dentro all’agone politico che va dall’ex Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, passando per Angelino Alfano fino ad approdare al M5S, mentre un uomo dello Stato come Alfonso Sabella, che ha scelto liberamente quale casacca indossare, abbia la patente del puro. Eppure sarebbe stato meglio per un magistrato tenersi alla larga dalle sirene della politica. E’ una questione più che etica di opportunità, di coscienza. Dismettere disinvoltamente la maglia dell’arbitro per indossare la casacca di una squadra, diventando di fatto partigiano, è quanto di più lontano dall’indipendenza evocata da Report e che è propria dei magistrati. E questo vale anche per i preti che dismettono l’abito talare per occuparsi di politica.

Paula de Jesus per LabUr – Laboratorio di Urbanistica

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OSTIA, SPIAGGE LIBERE. ESPOSTO LOTTO 7 EX – ‘LA SPIAGGETTA’

ostia la spiaggettaIn questi giorni di demolizioni dei chioschi sulle spiagge libere di Ostia, interrotte dalla mancanza di soldi pubblici,  nessuno ricorda che per il Lotto 8 (ex-Amanusa) ed il Lotto 7 (ex-La Spiaggetta) le demolizioni erano a carico rispettivamente di Libera e La Isla Bonita. Questo recitava con chiarezza la convenzione firmata da ciascun affidatario. Chi avrebbe dovuto vigilare sul rispetto della convenzione era l’ex Direttore del Municipio Roma X, Claudio Saccotelli. Davanti al silenzio della Pubblica Amministrazione, LabUr (come già fatto per il Lotto 8) ha presentato un primo esposto per il Lotto 7.  In assenza di vigilanza sui contratti pubblici (tali erano le due convenzioni) tocca alle associazioni del territorio intervenire. (nella foto: i lavori di sistemazione de ‘La Spiaggetta’ prima che venissero realizzate le strutture).

 

ESPOSTO

COMUNE DI ROMA
Municipio Roma X, Ragioneria Generale, Segretario Generale, Avvocatura Capitolina
PREFETTURA DI ROMA
Area II – Raccordo con gli enti locali –
AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE
PROCURA DI ROMA
CORTE DEI CONTI

OSTIA, BANDO SPIAGGE LIBERE 2014
COOPERATIVA SOCIALE “LA ISLA BONITA” ED IL LOTTO 7

Luogo: Lotto 7 (Arenile compreso tra gli stabilimenti “Delfino” e “Belsito” – Ostia Levante – Lungomare Duilio)
Oggetto: Mancata trasparenza amministrativa, mancata rispondenza ai requisiti del bando di gara, mancata attinenza al proprio oggetto sociale, presunto danno erariale

PREMESSA
La recente puntata della trasmissione televisiva Report (Rai 3), andata in onda il 07.05.2018, dal titolo “Romanzo Litorale”, ha trattato non solo delle concessioni demaniali marittime del litorale romano ma anche della gestione delle cosiddette ‘spiagge libere’ ivi insistenti.
Pertanto, anche a seguito dell’interesse pubblico destato dalle recenti demolizioni dei chioschi su tali spiagge libere in località Ostia (1), di cui si è interessata tutta la stampa italiana (2), il sottoscritto dr.Ing. Andrea SCHIAVONE, nato a Roma il 18.03.1963, presidente di LabUr (Laboratorio di Urbanistica) con riferimento all’esposto presentato da LabUr in data 10.11.2015 , da cui è scaturita in data 05.10.2016 la delibera dell’ANAC a sua volta recepita dalla Commissione Straordinaria del Municipio Roma X (3) con la Determinazione Dirigenziale n.1248 del 09.06.2017 (che ha annullato l’affidamento dei servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere del litorale romano con conseguente demolizione dei chioschi sopra citati), vuole esporre nuovi fatti di presunta rilevanza penale e contabile relativi al luogo in oggetto.
Si evidenzia che le attuali demolizioni dei chioschi avvengono mediante soldi pubblici pur essendo le demolizioni state previste all’interno del bando di gara. Si stima un importo finale superiore ai 100.000,00 euro.
Su queste basi, si segnala anche il video pubblico del 07.05.2018 di Gianluca CAVINO (4), uno degli ex-affidatari del Lotto 7 in oggetto , riguardo a un possibile tentativo “di far sparire con le demolizioni dei chioschi il corpo del reato”, accusa secondo lo stesso motivata dal fatto che la Pubblica Amministrazione (demolendo i chioschi, tra cui quello del Lotto 7) starebbe alterando i luoghi dove sarebbe stato realizzato l’abuso edilizio da lei stessa compiuto negli anni su demanio marittimo.

I FATTI
Il bando di gara
A seguito del bando di gara (5) per l’affidamento nel triennio 2014-2016 dei servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere del litorale di Roma Capitale (diviso in 8 lotti), è risultata aggiudicataria del Lotto 7 in oggetto la Associazione Temporanea d’Impresa (A.T.I.) costituita da La Isla Bonita Cooperativa Sociale, da P.I.D. Pronto Intervento Disagi Società Cooperativa – ONLUS e dalla Guardia Ecozoofila Nazionale ONLUS, come risulta dalla convenzione firmata in data 28.04.2014 (prot. CO/52498) presso la Direzione del Municipio Roma X, in Piazza della Stazione Vecchia 26 (Roma, località Ostia).
I componenti della Commissione Aggiudicatrice del Municipio Roma X, incaricata della valutazione delle offerte presentate, erano i seguenti (6)

– Presidente Claudio SACCOTELLI, Direttore del Municipio Roma X
– Membro Rosanna D’ADDIEGO, Funzionario Amministrativo del Municipio Roma X
– Membro Stefano POSSI, Funzionario Amministrativo del Municipio Roma X
– Membro e segretario verbalizzante Donatella PUGLIESE, Funzionario Amministrativo del Municipio Roma X

Tale commissione è stata ritenuta ‘non valida’ dall’ANAC per una serie di irregolarità tra cui la non conformità ai principi e alla normativa di settore che prevede espressamente che la commissione di gara deve essere composta da un numero dispari di componenti, in violazione dell’art. 8.1 comma 2 del d.lgs. 163/2006, con particolare riferimento al doppio ruolo di Donatella PUGLIESE. Da notare che Claudio SACCOTELLI, già Direttore del Municipio Roma XIII (ora, X) da luglio 2002 a luglio 2008, è divenuto direttore del Municipio Roma X il 31.10.2013 (7) ed è stato rimosso il 10.04.2015 (8).

Il ruolo di Claudio SACCOTELLI
La scelta di Claudio SACCOTELLI come Direttore del Municipio Roma X fu voluta, come uomo di fiducia, dall’ex Presidente del Municipio Roma X, Andrea TASSONE (PD, condannato in primo grado a 5 anni nel processo di ‘Mafia Capitale’). L’insediamento di Claudio SACCOTELLI del 31.10.2013 è avvenuto tre mesi dopo l’operazione Nuova Alba (26.07.2013) che ha portato agli arresti di alcuni personaggi già coinvolti nella precedente operazione Anco Marzio (04.11.2004) intercettati a quel tempo in conversazioni con Claudio SACCOTELLI (mai indagato) proprio per la gestione dei chioschi sulle spiagge libere del litorale romano (zona di Ostia Ponente).
La scelta di Claudio SACCOTELLI doveva assicurare la continuità dell’operato dei due precedenti Direttori del Municipio Roma X (Rodolfo MURRA e Paolo SASSI). In particolare a Claudio SACCOTELLI si chiedeva di dare continuità all’opera intrapresa da Rodolfo MURRA (poi promosso a Capo dell’Avvocatura Capitolina dal sindaco Ignazio MARINO). Infatti in data 04.11.2013 (9) (4 giorni dopo la nomina di Claudio SACCOTELLI) furono annullati gli affidamenti previsti dal precedente bando di gara per i lotti delle spiagge libere (affidamento triennio 2012-2015) (10).
In realtà la Commissione Straordinaria, dopo la segnalazione di LabUr del 10.11.2015 ha dovuto in data 09.06.2017 annullare (per gravi irregolarità riconosciute dall’ANAC) il bando del 04.02.2014 e le aggiudicazioni avvenute con Claudio SACCOTELLI, tra cui quella del Lotto 7 in oggetto.
Si sottolinea che nell’ordinanza sindacale con cui Claudio SACCOTELLI venne rimosso il 10.04.2015 risulta scritto tra le motivazioni che “l’attuale situazione politica e amministrativa del Municipio X richiede il cambio dirigenziale di detta struttura territoriale”. In altre parole, dopo le dimissioni di Andrea TASSONE (18.03.2015) dovute alle indagini di Mafia Capitale, poi sfociate nei suoi arresti domiciliari (04.06.2015), il Comune di Roma nella persona del sindaco Ignazio MARINO non riteneva più opportuno confermare Claudio SACCOTELLI come Direttore del Municipio Roma X.
Per ultimo, sono da evidenziare i ‘litigi’ per l’assegnazione delle spiagge libere tra Claudio SACCOTELLI (Direttore del Municipio) e Paolo CAFAGGI (Direttore U.O.A.L. dello stesso Municipio, responsabile per le ‘spiagge’) documentati anche nella relazione della “Commissione di Accesso presso Roma Capitale” del Prefetto Marilisa MAGNO (preliminare al Commissariamento per mafia di Ostia) del 15.06.2015.
Ha rilevanza anche, in tale contesto, la notizia apparsa sui giornali di un dubbio tentativo di intrusione (ma senza scasso e senza alcun furto) denunciato da Andrea TASSONE all’interno del suo ufficio, avvenuto il 07.02.2014 dunque appena 3 giorni dopo la pubblicazione del nuovo bando delle spiagge e da Andrea TASSONE ad esso associato perchè ritenuto un atto intimidatorio seppure mai riconosciuto tale dalla magistratura inquirente (la finestra sarebbe stata lasciata ‘aperta’ dalla donna delle pulizie).

La convenzione del Lotto 7 e le demolizioni previste
Come già indicato, assegnataria del Lotto 7 è stata l’ATI con a capo La Isla Bonita Cooperativa Scoiale, rappresentata legalmente da Marco GAETANO. L’articolo 3 della convenzione (”Oneri a carico del destinatario”) prevedeva esplicitamente alla lettera “I” di “ripristinare, entro 120 giorni dalla data odierna, i luoghi secondo la planimetria allegata al presente atto quale parte integrante e sostanziale sub allegato A”. In caso di mancato ripristino, come specificato al punto “4” dell’articolo 14 era prevista la risoluzione del rapporto.
Tale convenzione è stata firmata da La Isla Bonita senza alcuna osservazione o contestazione. Un caso analogo a quanto avvenuto per il Lotto 8 aggiudicato alla A.T.I. costituita da Libera, UISP e Le Grand Coureur (cfr. esposto di LabUr ) che mai ha eseguito le demolizioni previste a fronte di rassicurazioni pervenute via scritta proprio da Claudio SACCOTELLI, di non demolire il chiosco del Lotto 8 (seppure previsto in convenzione).
Nel caso del Lotto 7 non risulta allo scrivente che analoga lettera liberatoria, seppure illegittima (considerati i successivi chiarimenti giunti dalla Commissione Straordinaria) sia stata scritta da Claudio SACCOTELLI a La Isla Bonita.

VISTO
– che il Lotto 7, più noto nel periodo della gestione dei precedenti affidatari con il nome de “La Spiaggetta”, è stato fino al 2016 tra i più famosi luoghi di ritrovo sul lungomare di Ostia, sia di giorno che di notte;
– che il Lotto 7 ha usufruito della pedonalizzazione del lungomare di Ostia nel 2014, evento su cui la magistratura ha avviato un procedimento penale nei confronti di Andrea TASSONE e Claudio SACCOTELLI;
– che non è chiaro come mai nessun controllo sia stato disposto da Claudio SACCOTELLI, Direttore del Municipio Roma X, per verificare quanto previsto in convenzione;
– che il 21.02.2018 il TAR del Lazio (00661/2018 Reg.Ric., 00985/2018 Reg.Prov.Cau.)) ha respinto il ricorso per annullamento previa sospensione dell’efficacia presentato da La Isla Bonita contro la Determinazione Dirigenziale n.1248 del 09.06.2018 sopra citata, motivando che “non emergono profili che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito favorevole del ricorso, perché, nel periodo di riferimento, sono state svolte attività lucrative senza versare un corrispettivo”, in contrasto con la sua natura di Cooperativa Sociale di tipo b),

SI CONCLUDE
che l’affidatario del Lotto 7 sopra indicato, da quanto esposto e riscontrabile da documenti pubblici, a causa del mancato rispetto di quanto previsto dalla lettera ‘I’ dell’articolo 3 della convenzione, avrebbe ricevuto un ingiusto vantaggio, analogamente al contemporaneo affidatario del Lotto 8, potendo usufruire (peraltro con fini lucrativi non previsti per organizzazioni no-profit, così come indicato dagli atti amministrativi) di strutture eccedenti rispetto a quanto regolamentato su demanio marittimo. Il contesto di Mafia Capitale in cui ciò sarebbe avvenuto e le sopra narrate vicende che hanno coinvolto Claudio SACCOTELLI durante la sua doppia direzione del Municipio Roma X, essendo preposto alla vigilanza della convenzione (a tutti gli effetti un contratto pubblico), lascerebbero ipotizzare l’esistenza di reati penali e di un danno erariale (dovuto alle demolizioni oggi in corso) di cui si chiede ai destinatari del presente esposto dovuta verifica.
Il sottoscritto si riserva di produrre ed integrare la documentazione richiamata dal presente esposto su richiesta dell’autorità giudiziaria.
In fede,

dr.Ing. Andrea Schiavone

(1) Determinazione Dirigenziale n.CO/411/2018 del 28.02.2018 emessa dal Municipio Roma X, Direzione Tecnica

(2) P.es. https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_aprile_22/ostia-spiagge-libere-8-chioschi-restano-solo-macerie-sporcizia-6e20451c-458b-11e8-ae70-70c19cb6c123.shtml, https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/ostia_caos_spiagge_proteste_e_denunce_per_danno_erariale-3711946.html

(3) La Commissione Straordinaria per il Municipio Roma X è stata nominata con D.P.R. del 27 agosto 2015 e si è insediata il 9 settembre 2015, per essere poi prorogata di ulteriori 6 mesi con  D.P.R. del 30 dicembre 2016

(4) Gianluca CAVINO, nato a Roma il 07.05.2015, consigliere de La Isla Bonita Cooperativa Sociale (c.f./P.IVA 06558681000), in carica dal 14.05.2015 fino a revoca), candidatosi alle elezioni amministrative del Municipio Roma X di novembre 2017 nella lista ‘Laboratorio Civico X’

(5) Determinazione Dirigenziale n.325 del 04.02.2014 emessa dal Municipio Roma X, Direzione Ambiente e Territorio, U.O.A.L.

(6) Determinazione Dirigenziale n.668 del 10.03.2014 emessa dal Municipio Roma X, Direzione Ambiente e Territorio, U.O.A.L.

(7) Ordinanza del Sindaco n.244 del 31.10.2013

(8) Ordinanza del Sindaco n.79 del 10.04.2015

(9) Determinazione Dirigenziale n.2644 del 04.11.2013

(10) Determinazione Dirigenziale n.1643 del 18.06.2013 e Determinazione Dirigenziale n.1716 del 27.06.2013, entrambe precedenti all’operazione Nuova Alba del 26.07.2013

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OSTIA, POLO NATATORIO: PER IL M5S LA SCADENZA DELLA CONCESSIONE E’ REGOLARE

Virginia Raggi, Paolo Barelli e Daniele Frongia

Virginia Raggi, Paolo Barelli e Daniele Frongia

La brutta storia del Polo Natatorio di Ostia prosegue, con la complicità non solo dei vecchi corrotti partiti di Ostia ma anche dei nuovi movimenti cittadini, primo tra tutti il M5S. Ricordiamo che si tratta di un impianto sportivo dato in concessione dal Comune di Roma per 6 anni alla Federazione Italiana Nuoto (FIN) il 21 settembre 2009 in ottemperanza dell’articolo 11 del Regolamento degli Impianti Sportivi del Comune di Roma (Deliberazione del Consiglio Comunale di Roma n.170 del 7 novembre 2002). Dopo lo scandalo dei campionati mondiali di nuoto tenutisi a Roma ed Ostia dal 17 luglio al 2 agosto 2009, il Polo Natatorio di Ostia è diventato Centro Federale della FIN. Il canone ridotto applicato alla FIN per 6 anni è di 1.814,10 euro al mese e comprende non solo l’area delle piscine ma anche la foresteria e tutti i locali annessi, tra cui il bar (in totale, ben 23.400 mq).

Nessun prolungamento della concessione (scaduta nel 2015) è mai stato deliberato dal Comune di Roma e mai alcuna amministrazione recente (Alemanno, Marino, Tronca, Raggi) si è interessata del problema. La sindaca Virginia Raggi, in visita al Polo Natatorio il 26 aprile 2017 così si è espressa: “Complimenti, il centro è bellissimo. Realtà come questa di Ostia devono essere portate ad esempio ad altre“. La stessa Giuliana di
Pillo, prima delegata dalla Raggi al litorale, ora candidata del M5S alla presidenza del Municipio X, non ha incluso nel suo programma né si è mai interessata in questi ultimi due anni delle vicende dell’impianto sportivo, pur essendo stata sua acerrima nemica sin dal 2008 quando si candidò alle elezioni amministrative municipali con la Lista Civica Amici di Beppe Grillo. Come lei anche molti attuali candidati consiglieri, tra cui Vittorio Allegrini e Alessandro Nasetti (qui, la documentazione).
L’eventuale prolungamento della concessione doveva essere richiesto entro il 2013, secondo quanto previsto dall’articolo 11 sopra citato.

Il 24 luglio 2015 la giunta del sindaco Ignazio Marino annunciò, con grande enfasi dell’allora assessore allo Sport Paolo Masini, l’approvazione di un nuovo regolamento cosa mai avvenuta neppure con la sindaca Raggi che aveva annunciato di approvarlo “entro la primavera del 2017“. Uno degli obiettivi principali del nuovo regolamento era proprio quello di risolvere la poca trasparenza amministrativa del meccanismo di prolungamento delle concessioni. Nulla è stato ancora ad oggi fatto.
In questo scandaloso contesto, senza alcun prolungamento della concessione, a dicembre 2015 (tre mesi dopo la scadenza ) la FIN ha ‘creato’ la Società Sportiva Dilettantistica FINPLUS Ostia arl, ‘senza fini di lucro’, dedicata alla gestione di tutto l’impianto sportivo ostiense. In data 6 aprile 2017 la FINPLUS Ostia, in veste di ente appaltante, ha pubblicato una ‘manifestazione di interesse’ per l’affidamento del servizio bar e ristorazione interno al Polo Natatorio (“per il servizio ristorazione, lo stesso sarà effettuato presso i locali che la ditta aggiudicataria metterà a disposizione“).
Il bando è stato aggiudicato il 26 aprile alla ditta Al Pescatore srl con sede in Ostia Lido, via dei Pescatori 43. Inutile dire che la precedente gestione del bar e della ristorazione era sempre della stessa ditta, proprietaria dell’omonimo ristorante presso il Borghetto dei Pescatori, un ristorante sede di incontri tra Salvatore Buzzi e Andrea Tassone (ex presidente del Municipio X, condannato a 5 anni per corruzione) ed entrato nella cronaca per presunte fatture gonfiate alla FIN.

Nessuno, neppure la Commissione Prefettizia insediatasi a Ostia da 24 mesi, si è mai curata di fare chiarezza sulla vicenda, come invece avrebbe dovuto fare secondo la deliberazione n.1 del 22 settembre 2015, casualmente corrispondente alla data della scadenza della concessione del Polo Natatorio. La Commissione Prefettizia insomma non ha ritenuto in due anni di dover verificare le pesanti accuse lanciate dal presidente della FIN, senatore Paolo Barelli (Forza Italia), circa le “pressioni che s’intendevano esercitare sulla FIN al fine di farla recedere dalla concessione ottenuta a favore di ‘gruppi di potere’ allo stato, non identificati”.
Per ultimo, il M5S e la Commissione Prefettizia non hanno mai avuto nulla a che dire circa l’utilizzo improprio della foresteria del Polo Natatorio, le cui camere risulta possibile affittare come un semplice albergo seppure lo scopo di lucro non sia consentito. Un esempio su tutti viene dalla convenzione ottenuta con la FINPLUS Ostia da parte della Federazione Italiana Vela in occasione del campionato CICO 2017 tenutosi al Porto di Ostia a metà marzo 2017. Queste le ‘imbarazzanti’ tariffe applicate dalla foresteria del Centro Federale (tutte comprensive di colazione): camera singola € 60,00, camera doppia € 90,00 e camera tripla € 120,00, tutte più alte di ogni altra struttura ricettiva del litorale romano.

Tutto verrà inoltrato agli organi competenti per una verifica contabile, amministrativa e penale circa eventuali reati commessi da una gestione, a dir poco ‘sportiva’, di uno dei più grandi scandali di Ostia degli ultimi 20 anni.

 

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OSTIA, PUA: GLI ERRORI DELLA REGIONE E DEL COMUNE

esposto maresoleIl Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA) prevede che il 50% dell’arenile di competenza dei singoli comuni marittimi sia riservato alla pubblica fruizione. Se ciò non accade, è vietato ai comuni di rilasciare nuove concessioni. Peccato che gli albi regionali e comunali che riportano i singoli dati per il litorale romano, concessione per concessione, siano pieni zeppi di errori, fatto questo che altera il risultato finale. L’esposto presentato in Comune, Regione, Capitaneria e alla Procura della Corte dei Conti segnala il caso della concessione dell’Associazione Maresole il cui retrostante compendio edilizio è stato di recente (dopo 18 anni!) finalmente riconosciuto non di competenza del Comune ma della Regione. Danni ingiustificati ed erariali compiuti dalla pubblica amministrazione non sempre così diligente.

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ESPOSTO

Roma, 25 settembre 2017

Il sottoscritto dr.Ing. Andrea Schiavone, nato a Roma il 18 marzo 1963, cell. 340-5708124, in qualità di Presidente di LabUr (Laboratorio di Urbanistica, www.labur.eu) espone i seguenti fatti relativi alla definizione in corso del Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA) del Comune di Roma.

I FATTI
In applicazione della L.R. 26 Giugno 2015, n. 8 Art. 7 (Disposizioni transitorie e finali) comma 5, così come sostituito dall’articolo 17, comma 29 della legge regionale 14 agosto 2017, n. 9 , che impone ai comuni di “riservare alla pubblica fruizione una quota pari ad almeno il cinquanta per cento dell’arenile di propria competenza”, si ritiene urgente segnalare gli errori contenuti nei dati pubblici inerenti la linea di costa prospicente le concessioni demaniali marittime.

La linea di costa rsulterebbe, per l’arenile di competenza del Comune di Roma, inferiore di 250 metri lineari rispetto alle previsioni di legge con la conseguenza, riportata nel suddetto comma 5, che “nelle more dell’approvazione o dell’adeguamento del PUA comunale, ai comuni che non rispettano la suddetta quota pari ad almeno il cinquanta per cento dell’arenile da destinare alla libera fruizione, è sempre fatto divieto di rilasciare nuove concessioni demaniali marittime anche temporanee o di durata stagionale”.

In altri termini, analizzando i dati pubblici forniti dal Comune di Roma a seguito dei sopralluoghi effettuati, si rilevano per molte concessioni gravi imprecisioni sia in termini numerici del ‘fronte mare’, sia in termini amministrativi della tipologia e della sua validità. L’errato calcolo finirebbe per arrecare un ingiusto danno ai richiedenti nuove concessioni, nonché un evidente danno erariale.

PREMESSO
– che esistono precisi obblighi di legge, per la Regione Lazio e per il Comune di Roma – Municipio X, di pubblicare ciascuno l’albo delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative di propria competenza;
– che i dati, aggiornati al 31 dicembre 2016 per la Regione Lazio e all’8 giugno 2017 per il Comune di Roma – Municipio X, considerano vigente la Determinazione Dirigenziale n.846 del 24 marzo 2014 emessa dal Comune di Roma – Municipio X (con la quale si prorogano fino al 2020 le concessioni demaniali marittime sopra citate);
– che a ben 5 (cinque) concessioni demaniali marittime tra quelle sopra citate si associa per l’anno in corso la nota “tratti di arenile per cui si sta valutando la tipologia di utilizzo da assegnare, nelle more dell’approvazione del PUA”, così risultando:

1. la Coop. Roma Solidarietà C.R.S. onlus ha rinunciato alla propria concessione (nr. 23/2009)
2. la concessione dell’Istituto Figlie di Maria Immacolata è stata revocata (nr. 1/2009)
3. la concessione de La Casetta srl è scaduta (A.F. 122/1992)
4. la concessione della Mednet srl è prorogata fino al 2020 in applicazione della DD 846/2014 (nr. 4/2011)
5. la concessione dell’Associazione Maresole è scaduta il 31 dicembre 2013 e non è soggetta a nessuna proroga.(nr. 7/2012)

– che le 5 concessioni sopra citate, così come descritte in entrambi gli albi, potrebbero essere utilizzate per il raggiungimento della quota mancante sopra indicata;
– che il Comune di Roma – Municipio X ha sempre sostenuto di aver eseguito attenti e precisi sopralluoghi sull’arenile,

CONSIDERATO
– che tra le 5 concessioni sopra citate quella dell’Associazione Maresole è stata oggetto negli ultimi due anni di dettagliata valutazione da parte della Commissione Straordinaria del Municipio X e che pertanto verrà presa come riferimento;
– che la concessione demaniale marittima per finalità turistiche-ricreative dell’Associazione Maresole (la 7/2012) risulta essere contigua all’insieme delle concessioni demaniali marittime che compongono il Compendio Maresole ma che, non avendo queste finalità turistiche-ricreative, non sono di competenza del Comune di Roma – Municipio X;
– che la concessione 7/2012 dell’Associazione Maresole, richiamata da entrambi gli albi pubblici sopra citati, risulta avere una superficie totale di mq 12.149,25 (di cui mq 110,63 di difficile rimozione e mq 12.038,62 di area scoperta);
– che pertanto è errato il valore di mq 1.238,62 di superficie scoperta riportato nell’albo del Comune al n.71 della concessione 7/2012 dell’Associazione Maresole (il valore riportato nell’albo della Regione al n.16 è invece corretto);
– che il valore della superficie scoperta della concessione 7/2012 include parte dei camminamenti interni alle concessioni del Compendio Maresole (mq 3.785) e che dunque non si può a quella superficie attribuire la classificazione di arenile,

VISTO
– che entrambi gli albi riportano due macroscopici errori per la concessione 7/2012 dell’Associazione Maresole, errori che potrebbero condizionare la definizione del PUA:

a) il fronte mare non è di 110 metri lineari ma di 70 metri, come facilmente rilevabile in loco;
b) la concessione 7/2012 dell’Associaizone Maresole è prorogata dalla DD 846/2014 fino al 2020 in quanto valida fino al 31 dicembre 2015 e non al 31 dicembre 2013,

PRESO ATTO
che esistono altri gravi e pregiudizievoli errori nei due albi, che non solo non risultano allineati tra di loro (p.es. la concessione 21/2009, Ass. Sport. Dilett. Nauticlub Castelfusano, risulta esser per il Comune uno stabilimento balneare, SB, e un’Attività Ricreativa e Sportiva, ARS, per la Regione)

SI CHIEDE CON URGENZA
di allineare e correggere tutti gli errori presenti nei due albi a partire dalla concessione 7/2012 e di darne immediata evidenza mediante pubblicazione sostitutiva degli atti originali, in quanto ogni errore dovuto a una mancata diligenza da parte dell’amministrazione potrebbe causare non solo un danno ingiustificato al singolo concessionario ma soprattutto generare un danno erariale, sia per il conteggio dei canoni demaniali sia per l’immagine negativa che ne deriva per le istituzioni.
Si resta a disposizione per fornire un elenco di dati errati presenti nei due albi e finora non riscontrati finora dalla pubblica amministrazione.

In fede,
dr.Ing. Andrea Schiavone

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OSTIA, AZZERAMENTO DELLE SPIAGGE LIBERE

spiaggia__ex-AmanusaCon determinazione dirigenziale 1248 del 9 giugno 2017, la Commissione Straordinaria del Municipio X di Roma Capitale, facendo seguito ad un esposto di LabUr ha determinato che:

1. il Comune di Roma non è mai stato concessionario delle spiagge libere a partire dal 1999;
2. i chioschi realizzati dal Comune di Roma non hanno alcun titolo edilizio;
3. esiste un danno erariale compiuto dal Comune di Roma per la gestione delle spiagge libere.

Quanto sopra ha finalmente chiarito, con una capillare attività della Commissione Straordinaria di Ostia, dal Comune di Roma, dalla magistratura Inquirente sia penale che contabile, nonché dall’attività investigativa della Guardia di Finanza; anni e anni di denuncia da parte di LabUr. in altre parole, il primo absuivo sul litorale romano è stato proprio il Comune di Roma ma la Giunta Tassone (condannato a 5 anni di reclusione nel processo di Mafia Capitale) nulla aveva visto, pur avendo segnalato evidenti anomalie. Al tempo, neppure Rodolfo Murra (capo dell’Avvocatura Capitolina), Alfonso Sabella (Assessore alla Legalità) e Claudio Saccotelli (Direttodre del Municipio X) si erano espressi a riguardo, anzi, avevano trasformato il caso della spiaggia libera affidata a Libera (ex Amanusa, poi denominata SPQR) in un caso politico accusando il M5S.
Lo schieramento politico del tempo, facente capo al PD condannato per Mafia Capitale, oggi deve tacere: parla la legalità, quella vera, non quella mistificata su giornali prezzolati come Repubblica.

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PORTO DI OSTIA: ESPOSTO PER PRESUNTE IRREGOLARITÀ DELLA REGIONE

(da sx) Guglielmo Muntoni, Nicola Zingaretti, Giovanni Salvi, Donato Pezzuto

(da sx) Guglielmo Muntoni, Nicola Zingaretti, Giovanni Salvi, Donato Pezzuto

In un municipio ancora in cerca della legalità amministrativa scoppia il caso delle presunte false autorizzazioni rilasciate dalla Regione Lazio al porto di Ostia. Nell’esposto presentato da LabUr a tutte le autorità di vigilanza (qui sotto integralmente riportato) si pone il quesito se il cambio di titolarità della concessione marittima del 2001, intestata alla ATI Spa, poteva essere autorizzato nel 2007 a favore della Porto Turistico di Roma srl con l’applicazione di un regolamento regionale relativo alle concessioni demaniali fluviali e lacuali e non con quello relativo alle concessioni marittime. In virtù di tale cambio di titolarità, la Porto Turistico di Roma srl ha avuto nel 2012 il via libera dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma per la realizzazione dell’ampliamento del porto, poi bloccato dai recenti fatti giudiziari. Dal Prefetto Dott. Domenico Vulpiani a capo della Commissione Straordinaria di Ostia, commissariata per mafia, e dal Giudice Delegato Guglielmo Muntoni, Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Roma, che sono a conoscenza di un precedente esposto, si attende una chiara presa di posizione.

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ESPOSTO

OGGETTO: PORTO TURISTICO DI ROMA – presunta illegittimità del cambio di titolarità della concessione demaniale marittima del porto di Ostia a favore della Porto Turistico di Roma srl. Richiesta di urgente intervento.

Il sottoscritto dr.Ing. Andrea Schiavone, nato a Roma il 18 marzo 1963, cell. 340-5708124, in qualità di presidente di LabUr, Laboratorio di Urbanistica (www.labur.eu), espone di seguito quanto si evince dalla documentazione in proprio possesso e da leggi e regolamenti appresso indicati.

I FATTI
Fino alla data del presente esposto, nessuna autorità giudiziaria o di vigilanza ha contestato che la società Porto Turistico di Roma srl sia la titolare della concessione demaniale marittima del porto di Ostia , attualmente sotto sequestro per i recenti e noti fatti giudiziari .
Tale concessione risulta (in tutti gli atti prodotti) ottenuta tramite la determinazione n. B0892 del 1 marzo 2007 con cui la Regione Lazio – Dipartimento Territorio (Ambiente e Cooperazione tra i Popoli, Area Difesa del Suolo) autorizzò a firma del Direttore Vicario del Dipartimento, dott. Raniero De Filippis, il cambio di titolarità in favore della Porto Turistico di Roma srl della concessione demaniale marittima già rilasciata il 30 ottobre 2001 alla A.T.I. Spa .
Per quanto più avanti illustrato, tale cambio di titolarità sarebbe del tutto illegittimo, senza alcun valore.
A seguito del cambio di titolarità, in data 12 novembre 2012 il Sindaco di Roma ha ratificato l’adesione all’Accordo di Programma del “Progetto di ampliamento del Porto di Roma in località Lido di Ostia” presentato dalla Porto Turistico di Roma srl, poi confermato con ordinanza sindacale n.274 dell’11 dicembre 2012. Lo stesso Accordo di Programma è stato infine approvato, come dovuto per legge, tramite il Decreto del Presidente della Regione Lazio 7 giugno 2013, n. T00122 (pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n.47 del 11 giugno 2013).
Risulta pertanto assai grave che né il Comune di Roma né la Regione Lazio abbiano annullato in autotutela il “Progetto di ampliamento del Porto di Roma in località Lido di Ostia” non avendo entrambi neppure istituito dopo 16 anni dall’inaugurazione del porto il Collegio di Vigilanza, organo esplicitamente previsto dall’Accordo di Programma da essi stessi approvato.

PREMESSO

– che Il cambio di titolarità della concessione autorizzato dalla Regione Lazio con la determinazione n. B0892 del 1 marzo 2007 è avvenuto in funzione dell’articolo 22 del Regolamento Regionale n.3 del 15 dicembre 2004 affermando che esso “consente il cambio di titolarità delle concessioni” ma non specificando quale tipologia di concessioni;
– che il cambio di titolarità di concessione in questione interessa il porto di Ostia e dunque si riferisce a una concessione demaniale marittima (non fluviale, non lacuale);
– che l’articolo 22 del suddetto regolamento si riferisce a concessioni di pertinenze idrauliche, aree fluviali, spiagge lacuali e di superfici e pertinenze dei laghi e non a concessioni demaniali marittime;
– che quanto sopra espresso è confermato anche dal Regolamento Regionale 30 Aprile 2014 n. 10 che, sostituendo il regolamento del 2004, all’articolo 1 comma 1 definisce l’ambito di applicazione della legge ai sensi dell’articolo 40 bis della legge regionale 11 dicembre 1998, n. 53;
– che tale articolo 40 bis definisce l’organizzazione regionale della difesa del suolo in applicazione della legge 18 maggio 1989, n. 183, avente per oggetto (articolo 2) opere idrauliche, opere ed impianti di bonifica, opere di forestazione protettiva, opere di consolidamento e difesa degli abitati e opere di difesa delle coste.

SI CHIEDE CON URGENZA
di intervenire per competenza in applicazione di quanto sopra esposto risultando ogni negligenza od inerzia della Pubblica Amministrazione, delle Forze dell’Ordine e dell’Autorità Giudiziaria fatto grave e lesivo dell’interesse pubblico all’interno del contesto del Municipio X (altrimenti identificato come ‘Ostia’) da 24 mesi commissariato per mafia.
Si resta a disposizione per ogni eventuale chiarimento e reperimento dei documenti sopra citati, tutti in possesso dello scrivente.

Con osservanza,
dr.Ing. Andrea Schiavone

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STADIO DELLA ROMA: ECCO LA DELIBERA E IL FALSO MATERIALE DEL M5S

Nella foto: Angelo Diario, presidente della Commissione Sport che per prima ha dato l'ok alla nuova delibera

Nella foto: Angelo Diario, presidente della Commissione Sport che per prima ha dato l’ok alla nuova delibera

Con la delibera di Giunta Capitolina firmata il 6 giugno 2017, il M5S ha prodotto un atto falso (art.476 del Codice Penale) (1). Si legge infatti all’interno della delibera che si conferma “ai sensi della lettera a) comma 304 art.1 della legge n.147/2013 la dichiarazione di pubblico interesse sulla proposta di realizzazione del Nuovo Stadio in località di Tor di Valle, in variante al PRG vigente, di cui alla Deliberazione di Assemblea Capitolina 132/2014” (2) del 22 dicembre 2014 (‘Dichiarazione di pubblico interesse’). La stessa delibera ammette che lo studio di fattibilità presentato dal proponente (Eurnova srl) è stato “acquisito da Roma Capitale in data 29 maggio 2014 con protocollo n. 82424”. Sono dunque passati più dei 90 giorni previsti dalla legge richiamata in delibera: ben 207.
Si tratta di incompetenza del M5S o di accordi trasversali con i costruttori romani, alla stregua delle peggiori giunte rosso-verdi e nere degli ultimi 20 anni?

(1) Art. 476 Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici – Il pubblico ufficiale, che, nell’esercizio delle sue funzioni, forma, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero, è punito con la reclusione da uno a sei anni.
Se la falsità concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso, la reclusione è da tre a dieci anni.

(2) a) il soggetto che intende realizzare l’intervento presenta al comune interessato uno studio di fattibilita’, a valere quale progetto preliminare, redatto tenendo conto delle indicazioni di cui all’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, e corredato di un piano economico-finanziario e dell’accordo con una o piu’ associazioni o societa’ sportive utilizzatrici in via prevalente. Lo studio di fattibilita’ non puo’ prevedere altri tipi di intervento, salvo quelli strettamente funzionali alla fruibilita’ dell’impianto e al raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell’iniziativa e concorrenti alla valorizzazione del territorio in termini sociali,
occupazionali ed economici e comunque con esclusione della realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale. Il comune, previa conferenza di servizi preliminare convocata su istanza dell’interessato in ordine allo studio di fattibilita’, ove ne valuti
positivamente la rispondenza, dichiara, entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello studio medesimo, il pubblico interesse della proposta, motivando l’eventuale mancato rispetto delle priorita’ di cui al comma 305 ed eventualmente indicando le condizioni necessarie per ottenere i successivi atti di assenso sul progetto;

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OSTIA, PORTO DI ROMA – ESPOSTO PER PRESUNTE IRREGOLARITA’ NEI BILANCI DI UTENZA DEL 2016/17

PezzutoE’ stato inviato il 26 maggio 2017 un esposto da parte del Dott. Ing. Andrea Schiavone, all’ANAC, alla Capitaneria di Porto, alla Regione Lazio, al Comune di Roma, alla Guardia di Finanza, all’Agenzia del Demanio, alla Corte dei Conti e alla Prefettura di Roma (Raccordo Enti Locali), su presunte irregolarità nei bilanci di utenza (aa. 2007-2016; anomalia di importo, oltre 750.000,00 euro/anno). In particolare, l’esposto si concentra sulla variazione delle tabelle millesimali in funzione della realizzazione di nuove unità immobiliari non previste nell’Accordo di Programma, oltre che sul danno erariale per violazione di interessi pubblici giuridicamente protetti in assenza di vigilanza da parte del Comune di Roma e della Regione Lazio. Come da anni denunciato da LabUr, dal 2001 mai è stato istituito per il Porto turistico di Roma il necessario Collegio di Vigilanza come previsto per legge dall’Accordo di Programma ratificato tra Comune di Roma, Regione Lazio e privato per la realizzazione e gestione del Porto della Capitale. Nonostante ciò, in mancanza delle necessarie autorizzazioni del Collegio di Vigilanza, sono state modificate negli anni, in quantità e destinazione d’uso, le unità immobiliari come previste dagli atti amministrativi e notarili originari, modificando di conseguenza la tabella millesimale da applicare al bilancio di utenza. Tutto questo (e altro ancora) accade nonostante il Porto sia sotto il controllo dell’Amministratore Giudiziario, il Dott. Donato Maria Pezzuto, e molte delle voci in bilancio risultano gravate da presunte attività criminose emerse nel procedimento penale che hanno di fatto condotto al sequestro del Porto (p.es. l’attività di vigilanza interna di competenza della Gestione Servizi Porto di Roma srl).
Il Dott. Pezzuto è arrivato a sostenere che a differenza di quanto contenuto nell’atto notarile del 2002, i posti barca non sono più 794 bensì 831, con 1.500 mq in più di superficie d’acqua, con conseguente variazione nei calcoli verso l’utenza tutta del Porto. Non risulterebbero per altro anche molte voci di spesa facenti parte dei bilanci di utenza consuntivati dal 2007 al 2015, tra cui (p.es.) la voce ‘Affitti Passivi’, così come altre anomalie nella stesura dei bilanci e dunque nel calcolo degli importi addebitati alla utenza del Porto (p.es. l’applicazione dell’IVA al 22% per ogni singola voce, ordinaria e/o straordinaria, di manutenzione e/o di servizi, in preventivo e in consuntivo di bilancio).
Ricordiamo che la concessione del Porto di Roma ad Ostia è a tutti gli effetti un contratto pubblico ad oggi non vigilato, e dunque con possibile conseguenza di danno erariale, inteso come violazione di interessi pubblici giuridicamente protetti e come detrimento dell’immagine e della personalità pubblica degli enti pubblici preposti alla vigilanza.

Paula de Jesus per LabUr – Laboratorio di Urbanistica

Nota: il testo dell’esposto non viene pubblicato in quanto sono in corso accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria

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ESPOSTO ALL’ANAC – ORDINANZA BALNEARE E DECENTRAMENTO MUNICIPIO X

ostia-spiaggiaLunedì 14 maggio 2017 LabUr – Laboratorio di Urbanistica ha presentato all’ANAC, Guardia di Finanza, Procura, Corte dei Conti e Municipio X un esposto molto importante chiedendo che vengano chiariti i poteri del Municipio X a seguito del decentramento del 2011. Ricordiamo che le tre aree di autonomia amministrativa sono commercio, spiagge e verde, tant’è che non solo Buzzi in una delle intercettazioni di Mafia Capitale ebbe a dire “hanno il decentramento e fanno quello che gli pare”, ma lo stesso Tassone ripeteva “E’ tutto mio”.
In particolare l’esposto si concentra sull’ordinanza balneare, firmata dalla Sindaca Virginia Raggi. LabUr chiede alle autorità competenti di chiarire come mai un evento come l’inizio e la fine della stagione balneare debba essere regolato con Ordinanza Sindacale, quando si tratta di un evento ordinario, che va regolamentato attraverso norme e disposizioni che garantiscano innanzitutto la fruibilità del bene pubblico. Per altro l’ordinanza balneare riguarda una categoria ben definita, quella dei balneari, che insiste su un territorio ben preciso, quello del Municipio X, in particolare di Ostia. Si parla dunque di un bene pubblico demaniale a cui il governo del Municipio X deve garantire una interazione con gli organi competenti e coinvolti, come ad esempio la Capitaneria di Porto, così come previsto dal decentramento. Dunque l’ordinanza non dovrebbe essere Sindacale e quindi straordinaria, ma ordinaria e doveva essere firmata solo dalla triade Prefettizia. Il potere del Sindaco infatti è quello di emettere ordinanze di contigibilità e urgenza, ma nel caso dell’ordinanza balneare non c’è alcuna urgenza né tanto meno imprevisto. Per altro il Municipio X ha poteri di pianificazione nell’ambito del PUA (Piano di Utilizzazione degli Arenili) e dunque è competente sia sotto il profilo di indirizzo politico amministrativo sia di vigilanza sia di prossimità. Perché allora la Raggi ha firmato? Il decentramento va inteso che non è più il IX Dipartimento a stendere l’ordinanza balneare, ma l’U.O.T. del Municipio X? E se la Raggi avesse voluto modificarla, dopo il nulla osta del Prefetto Vulpiani (che in realtà non poteva firmare solo lui) avrebbe potuto farlo? Cosa accadrebbe se al Comune governasse un colore politico e al Municipio X un altro? Siamo all’assurdo che le regole le scrive il Municipio X, il cui direttore (che stende l’ordinanza) però è scelto dal Presidente del Municipio, così come il capo della Polizia Municipale del X gruppo Mare, a cui competono ad esempio i controlli.
L’Art. 13 del decentramento spiega chiaramente che tutti i poteri amministrativi, anche quelli di indirizzo politico, competono al Municipio X a meno che non cadano nella straordinarietà o siano di competenza statale. Non è una questione di poco conto, in quanto si tratta di capire chi ha la responsabilità civile e penale. Inoltre, chiunque volesse fare ricorso contro l’ordinanza Sindacale (ad esempio un cittadino disabile perché non viene normato correttamente per lui l’accesso al mare) non avrebbe alcuna possibilità di vittoria, in quanto un’ordinanza sindacale, in quanto tale, pone il Sindaco nella posizione di godere di poterei superiori al Prefetto di Roma e al capo di Governo, perché va in deroga all’ordinamento giuridico. Per questo le ordinanze sindacali riguardano prevalentemente la pubblica e privata incolumità, la salute e l’igiene pubblica. Inoltre, le ordinanza Sindacali hanno esecuzione immediata, mentre quella balneare è stata pubblicata all’albo pretorio per i 30 giorni di impugnabilità, un ossimoro. Infine, all’interno dell’ordinanza Sindacale di balneazione vengono elencate norme, leggi e regolamenti di cui si prende atto (i c.d. “visto”) e inseriti regolamenti urbanistici (altezza dei muretti, ad esempio) che nulla hanno a che fare con la straordinarietà. Anche se prendessimo come esempio i piani di fuga, anche essi sono regolamentati dall’ordinamento ordinario. Quindi non c’è alcuna straordinarietà, né rispetto per il decentramento conferito al Municipio X nel 2011. Chi governa Roma dunque firma un’ordinanza in assenza di eventi straordinari, cioè avvalla un documento prodotto da un ufficio del Municipio X, che di fatto è una determina dirigenziale, senza alcuna discussione in aula consiliare, cosa che invece avverrebbe se l’ordinanza fosse ordinaria e dunque firmata dal minisindaco (o chi ne fa le veci) del Municipio X.
Ricordiamo che seppur sia vero che le disposizioni tecniche vengono stilate ogni anno per adeguarsi al contesto che è mutevole, è anche vero che qualora la stagione balneare fosse da considerarsi un evento straordinario si dovrebbero applicare gli stessi criteri che valgono per un mega concerto o una partita di calcio, eventi dove sono previsti assembramenti, e dunque diverrebbe una questione di ordine pubblico che spetta in primis al Prefetto di Roma. Vedremo chi dirimerà la questione, anche perché non solo non esiste un Piano di Protezione civile, ma non si capisce a questo punto a cosa serva il decentramento del Municipio X.

Commento di Paula de Jesus per LabUr

ESPOSTO DEL 2 MAGGIO 2017

RISPOSTA DEL MUNICIPIO X

INTEGRAZIONE DEL 14 MAGGIO 2017

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