OSTIA, LUNGOMARE VESPUCCI: SICUREZZA SOTTO VERIFICA

Nero Oro Gala Invito_20260313_155238_0000Riprese con drone e verifiche sul posto documentano la nuova configurazione della sede stradale del lungomare Amerigo Vespucci a Ostia dopo i lavori della pista ciclabile. Le analisi tecniche evidenziano criticità per la sicurezza della circolazione, per il passaggio dei mezzi di emergenza e per il traffico della stagione balneare.

Le immagini riprese con drone lungo il lungomare Amerigo Vespucci (video completo a questo LINK), mostrano una trasformazione profonda di una delle principali arterie del mare di Roma. La realizzazione della pista ciclabile e la conseguente riorganizzazione della sede stradale stanno modificando in modo significativo la geometria della carreggiata, riducendo gli spazi disponibili per la circolazione e cancellando numerosi posti auto.

Proprio da queste immagini e dalle verifiche effettuate sul posto emergono alcune criticità che meritano un accertamento tecnico da parte delle autorità competenti. In vista dell’imminente stagione balneare, quando il traffico sul litorale aumenta in modo esponenziale, il rischio è che una delle strade più frequentate del mare di Roma si trovi ad affrontare la pressione del traffico in condizioni potenzialmente problematiche per la sicurezza della circolazione, per il passaggio dei mezzi di soccorso e per il funzionamento del trasporto pubblico.
Il tema è stato portato all’attenzione delle istituzioni da LabUr – Laboratorio di Urbanistica, che ha avviato una serie di verifiche tecniche sulla nuova configurazione del lungomare che qui riportiamo per sommi capi.

Una carreggiata più stretta e irregolare
La realizzazione della pista ciclabile ha introdotto cordoli e delimitazioni che in diversi punti riducono la larghezza utile della carreggiata e ne modificano la geometria. In alcuni tratti la sezione stradale appare caratterizzata da restringimenti e variazioni improvvise che meritano una verifica rispetto alle norme tecniche di progettazione.

Il Decreto Ministeriale 5 novembre 2001, che disciplina le norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade, stabilisce infatti che la configurazione della sede stradale debba garantire condizioni di sicurezza, visibilità e regolarità della circolazione. In contesti ad alto traffico, come quello del lungomare di Ostia, eventuali restringimenti o discontinuità della carreggiata possono determinare criticità operative soprattutto nei periodi di maggiore afflusso.

Il nodo dei mezzi di soccorso
Uno degli aspetti più delicati riguarda l’accessibilità dei mezzi di emergenza.
Le autopompe dei Vigili del Fuoco utilizzate negli interventi urbani hanno generalmente una larghezza di circa 2,50 metri e una lunghezza che può arrivare fino a 8–9 metri, con un raggio di sterzata superiore ai 12 metri. Le indicazioni tecniche sull’accessibilità dei mezzi di soccorso prevedono normalmente una larghezza minima di transito pari a circa 3,5 metri per consentire il passaggio in sicurezza.
In presenza di traffico veicolare o di veicoli in sosta, la nuova configurazione della strada potrebbe non garantire tali condizioni in alcuni tratti del lungomare Vespucci. Una circostanza che, se confermata, potrebbe tradursi in difficoltà operative o in ritardi negli interventi di emergenza.

Trasporto pubblico e circolazione dei mezzi pesanti
La compatibilità della nuova configurazione della carreggiata riguarda anche il trasporto pubblico. Gli autobus urbani hanno una larghezza standard di circa 2,55 metri e una lunghezza fino a 12 metri.
Le norme tecniche di progettazione stradale richiedono che la sezione della carreggiata consenta la circolazione sicura dei veicoli pesanti e dei mezzi del trasporto pubblico locale. La presenza di cordoli e delimitazioni fisiche della pista ciclabile potrebbe rendere più complessa la manovra degli autobus in alcuni punti del lungomare.

La riduzione dei posti auto
La realizzazione della pista ciclabile ha comportato anche la soppressione di numerosi posti auto lungo il lungomare. In assenza di una riorganizzazione complessiva della mobilità e della sosta, questa riduzione potrebbe favorire fenomeni di sosta irregolare, con l’effetto di restringere ulteriormente la carreggiata disponibile per la circolazione.

La disciplina del traffico
Un ulteriore elemento che richiede chiarimenti riguarda la disciplina della circolazione. A quanto risulta, non sarebbe stata ancora adottata una nuova ordinanza di regolamentazione del traffico conseguente alla modifica della configurazione della strada.
Il Codice della Strada prevede che eventuali modifiche significative dell’assetto della viabilità siano accompagnate da specifici provvedimenti amministrativi. La mancanza di una nuova disciplina formale del traffico potrebbe quindi determinare una situazione di incertezza nella gestione della circolazione.

Accessibilità e barriere architettoniche
Infine, la nuova configurazione degli attraversamenti e dei percorsi pedonali merita una verifica anche rispetto alla normativa sull’eliminazione delle barriere architettoniche. La legge 13/1989 e il decreto ministeriale 236/1989 impongono infatti che gli spazi pubblici siano progettati in modo da garantire l’accessibilità alle persone con disabilità.

La richiesta di verifiche
Alla luce di queste criticità, LabUr – Laboratorio di Urbanistica ha chiesto, attraverso un esposto, che le autorità competenti procedano con urgenza a una verifica tecnica della conformità della nuova configurazione del Lungomare Amerigo Vespucci rispetto:

  • alle norme del Codice della Strada in materia di sicurezza della circolazione
  • alle norme tecniche di progettazione stradale
  • alle esigenze operative dei mezzi di soccorso
  • ai requisiti di accessibilità degli spazi pubblici
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