CHI SA, VEDE. OSTIA, ANNUNCI, RUSPE SENZA CARTELLI E PROGETTI FANTASMA. PILLOLA DI URBANISTICA #33

Bianco Nero Rosa Minimal Grunge Musica Copertina Album_20260402_175407_0000Lunedì scorso, al Cineland di Ostia, il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha lanciato un annuncio che ha sorpreso anche l’Assessore municipale al Patrimonio:

«Il piano di potenziamento dell’edilizia residenziale pubblica passerà dalla realizzazione di nuovi alloggi presso l’ex Idroscalo» (30 marzo 2026).

Una frase che, ascoltata da chi segue davvero le vicende del territorio, ha fatto alzare più di un sopracciglio.
Basta tornare indietro di qualche anno per scoprire che la storia raccontata dagli atti e quella raccontata a Cineland dal Sindaco non coincidono affatto.

Idroscalo: quattro anni di silenzio
Torniamo al novembre 2021. Nella prima seduta del Consiglio municipale, il Presidente del Municipio X Mario Falconi parlò del desiderio di festeggiare la vittoria all’Idroscalo di Ostia.

Peccato che proprio in quei giorni il Comune di Roma avesse pubblicato un documento ben più importante: l’avvio di una ricognizione interna tra tecnici e amministrativi per affidare lo studio di fattibilità tecnico-economica sulla riqualificazione ambientale dell’Idroscalo e sulla nuova edilizia sociale. Da allora, silenzio.
Nessun progetto presentato pubblicamente. Nessuna cabina di regia partecipata — quella promessa in campagna elettorale — per discutere davvero il futuro di quella Comunità che chiedeva di realizzare un borghetto.
Nel frattempo sono passati sia il PNRR sia il Giubileo, che nel Municipio X si sono tradotti soprattutto in piccoli interventi di decoro. Qualche luce, qualche sistemazione, qualche ristrutturazione di monumenti, ma nulla che cambi davvero il destino delle aree più fragili.

Case popolari: l’annuncio che non torna
Ed è qui che l’annuncio del Sindaco solleva più di una domanda, perché l’unico intervento di edilizia residenziale pubblica previsto nel Municipio X riguarda Dragoncello, non l’Idroscalo.

Negli anni passati, le poche ipotesi di trasferimento degli abitanti della foce del Tevere erano state collocate a Nuova Ostia, peraltro in un’area classificata a rischio idrogeologico R4.

Proprio lì — poco prima delle elezioni — il consigliere capitolino Giovanni Zannola si fece fotografare nel 2021 davanti a una ruspa impegnata in un cantiere senza autorizzazioni e senza nemmeno la cartellonistica obbligatoria.

La scena era semplice: si stava facendo “pulizia” di rifiuti speciali senza alcuna tracciabilità, presentando l’operazione come l’inizio di un “grande riscatto” territoriale. Quattro anni dopo, di quel riscatto restano solo imbarazzanti fotografie.

Confusione tra quartieri o annuncio a effetto?
Il dubbio viene. Il Sindaco ha confuso due quartieri distanti sette chilometri oppure siamo davanti all’ennesimo annuncio a effetto?
Perché mentre si parla con entusiasmo di grandi progetti come il Parco del Mare, continuano a restare fermi proprio i dossier più delicati di Ostia: Idroscalo, ex Colonia Vittorio Emanuele, Piazza Gasparri. Tre luoghi simbolo dove le promesse si accumulano da anni, ma le decisioni non arrivano mai.

Ex Colonia Vittorio Emanuele: la resa
Sempre a Cineland il Sindaco ha parlato anche dell’ex colonia Vittorio Emanuele. E qui il tono è stato molto diverso.

Tolte le formule istituzionali, il messaggio è stato chiaro: Roma Capitale non ha le risorse per affrontare da sola una riqualificazione da centinaia di milioni di euro. In altre parole, non c’è un piano. L’unica ipotesi sul tavolo resta un futuro partenariato pubblico-privato ancora tutto da inventare. Nel frattempo l’edificio resta lì, enorme, a tratti fatiscente, con tutti i problemi sociali da risolvere, simbolo di una città che annuncia più di quanto riesca davvero a fare.

I fondi spariti
C’è poi una domanda che continua a rimanere senza risposta. Che fine hanno fatto i fondi destinati a Ostia Ponente?

Le risorse pubbliche stanziate nel 2020 risultano ancora inutilizzate. I 4,3 milioni di euro di fondi privati previsti come opere compensative sono spariti dal dibattito. E la delocalizzazione degli abitanti dell’Idroscalo — condizione centrale del progetto proposto — non è mai avvenuta. Per fortuna, aggiungiamo noi.

La politica delle vetrine
Il contrasto è evidente. Quando si parla di progetti simbolici come il Parco del Mare, l’amministrazione elenca cronoprogrammi, cifre e cantieri.
Quando invece si affrontano le situazioni più complesse di Ostia — quelle che riguardano davvero la vita quotidiana dei residenti — tutto diventa improvvisamente vago. Il problema non è solo comunicativo. È politico.

Si accelera sui progetti più visibili, quelli che fanno immagine. Si rinvia su quelli più difficili. E così, anno dopo anno, Ostia continua a vivere di annunci, mentre i problemi veri restano fermi dove sono sempre stati: sulla carta e spesso pure sbagliata.

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LabUr è un watchdog civico indipendente che analizza atti e procedure amministrative, verificando la coerenza tra decisioni, norme e dichiarazioni pubbliche.
La critica non è opposizione: è metodo.

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