OSTIA, CAOS SPIAGGE: IL TAR ENTRA A GAMBA TESA, COMUNE NEL PANICO

Nero Oro Gala Invito_20260212_201755_0000Il TAR non sospende la gara delle 31 concessioni balneari di Roma.

Ma sposta le udienze dopo il 1° maggio 2026.
Tradotto: la stagione 2026 potrebbe partire mentre pende un giudizio che può annullare tutto.
La domanda è: con quale livello di rischio per il Comune di Roma e dunque per i cittadini?
Ostia merita certezze, non l’ennesima stagione balneare in bilico.

Con più ordinanze, il TAR del Lazio inizia a pronunciarsi circa l’avviso pubblico del 14.02.2025 per l’affidamento di 31 concessioni demaniali marittime del litorale di Roma Capitale ma anche la determinazione dirigenziale di indizione e le deliberazioni di Giunta Capitolina n. 136/2024 e n. 44/2025.

Il TAR non è entrato nel merito ma ha disposto l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli operatori inseriti nelle graduatorie fissando nuovi termini per le notifiche e per il deposito prova facendo di fatto slittare a dopo il 1 maggio 2026 (inizio della stagione balneare) l’udienza pubblica per la trattazione dei numerosi ricorsi.

Le ordinanze sono quindi meramente interlocutorie e processuali e non sospendono né annullano la gara impugnata dai balneari. La domanda è: si potrà iniziare la stagione balneare 2026 il 1° maggio? La risposta dipende da tre profili fondamentali:

1) Effetti delle ordinanze
le ordinanze non contengono una sospensiva, non annullano la gara, non bloccano le procedure di assegnazione. Dunque, in assenza di una misura cautelare ex art. 55 c.p.a., gli atti amministrativi impugnati restano efficaci ed esecutivi.

2) Pendenza del giudizio e rischio giuridico
Tuttavia le udienze di merito sono fissate dopo il 1 maggio 2026 e potrebbero arrivare successivamente (giugno/luglio 2026) creando di fatto una situazione di un rischio di “giudicato sopravvenuto” qualora il TAR dovesse annullare l’avviso e le graduatorie.
In tal caso gli eventuali concessionari già insediati dal 1° maggio potrebbero trovarsi in perdita del titolo legittimante con responsabilità risarcitoria.

3) Principi giuridici rilevanti
Eiste di fatto una presunzione di legittimità dell’atto amministrativo finché non annullato ma nello stesso tempo esiste un forte Interesse pubblico alla continuità del servizio perché la
stagione balneare incide su turismo, sicurezza, occupazione e servizi pubblici locali.
Neppure sarà possibile (su tale argomento è stata chiara la Procura, che l’anno scorso ha chiuso un occhio) che gli operatori attuali maturino un affidamento qualificato e cioè che possano condurre la gestione dello stabilimento fino alla sentenza. Ciò vale anche per gli operatori per ora indicati dalla graduatoria (i subentranti)

Per quanto sopra, avviare la stagione il 1° maggio 2026 è a questo punto una scelta ad alto rischio amministrativo. Quali soluzioni (da concordare tra Procura e Comune)?

1. Concessioni con clausola risolutiva espressa
2. Affidamenti temporanei “in via provvisoria”
3. Proroghe tecniche motivate (se compatibili con diritto UE)
4. Accelerazione richiesta al TAR (istanza di prelievo)

Resta il fatto che la determinazione dirigenziale del Comune di Roma del 16 maggio 2025 (nr rep QC/1398/2025, nr prot QC/60555/2025), spacciata per assegnazione definitiva pur non essendolo e rettificata più volte (con esclusione tardiva di molti partecipanti privi dei requisiti di gara), rappresenta un caso più unico che raro sul litorale romano negli ultimi 20 anni. Vediamo perché.

Una determinazione dirigenziale che approva la graduatoria definitiva di una gara può essere rettificata, ma solo entro precisi limiti e secondo i principi generali dell’azione amministrativa. Occorre distinguere due situazioni principali:

1) Rettifica per errore materiale
È l’ipotesi più lineare se l’atto contiene errori di calcolo, refusi, inesattezze meramente formali, errata trascrizione di punteggi o dati già risultanti dai verbali. In tali casi l’amministrazione può rettificare in autotutela senza riaprire la gara, perché non modifica la volontà amministrativa ma si limita a correggere un errore oggettivo.
In altre parole, non serve annullare l’intera graduatoria: basta una nuova determinazione che dia conto dell’errore e lo corregga.

2) Modifica sostanziale della graduatoria
Se invece la rettifica incide su criteri di valutazione, attribuzione dei punteggi discrezionali,
ammissibilità/esclusione dei concorrenti, non si parla più di semplice rettifica ma di esercizio dell’autotutela decisoria che prevede o l’annullamento d’ufficio (art. 21-nonies L. 241/1990) o la revoca (art. 21-quinquies L. 241/1990)

Nel caso in questione, il 2), oltre quanto dirà il TAR, occorre pertanto che in piena trasparenza amministrativa il Comune mantenga la sua discrezionalità entro i limiti importanti fissati dalla giurisprudenza e cioè non usare la rettifica per eludere un contenzioso in corso o peggio ancora per introdurre nella procedura degli altri perché l’’esercizio reiterato di poteri di autotutela sostanziale su un’aggiudicazione definitiva è ammissibile solo in presenza di nuove circostanze.

In conclusione, il Comune di Roma, sulla base di una sedicente aggiudicazione definitiva di quasi un anno fa (che in realtà è una ‘proposta’) ha introdotto a sua discrezione delle rettifiche non dovute a nuovi motivi ma a correzione di una negligente condotta delle commissioni aggiudicatrici che hanno compiuto sbagli su sbagli, alcuni eclatanti.
Sta forse il Comune eludendo la revoca della gara correggendo di volta in volta i suoi errori iniziali (segnalati peraltro da LabUr e dagli operatori concorrenti e mai per iniziativa del Comune) per non incorrere in reati anche di carattere penale (p.es. omissione di atti d’ufficio)?

Ora, in questa evidente incapacità del Comune di far partire regolarmente la stagione balneare 2026 addirittura peggiorando la situazione con inviti rivolti ai concorrenti (uscenti ed entranti) a mettersi d’accordo (inviti da alcuni erroneamente indicati come ‘ordini di sgombero’), si è intromesso a gamba tesa il TAR spostando la data dopo il 1 maggio.

Mai il testo di una canzone fu più appropriato per descrivere questo disastro amministrativo: “ Onda su onda, il mare mi porterà alla deriva, in balia di una sorte bizzarra e cattiva”. Povera Ostia.

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