Criticità nella perimetrazione del demanio marittimo nel tratto Lungomare Paolo Toscanelli. Uno studio documentale riapre la questione dei confini tra demanio marittimo e aree sdemanializzate Le concessioni coinvolte sono Elmi, Edonè, Salus, Urbinati e La Conchiglia, per ora. Prima delle gare, serve certezza giuridica.
Il bando 2025 relativo all’affidamento di concessioni balneari presenterebbe, secondo gli studi condotti da LabUr, possibili criticità istruttorie: alcune strutture inserite nei lotti risulterebbero collocate su aree che, alla luce della documentazione amministrativa storica esaminata, potrebbero non appartenere al demanio marittimo.
La sovrapposizione tra base catastale attuale e cartografia allegata al verbale del 25 gennaio 1923 evidenzierebbe una possibile difformità nella classificazione giuridica delle superfici interessate.
IL FATTO – SDEMANIALIZZAZIONE
Il quadro normativo storico indicherebbe che parte dell’area litoranea tra Castel Fusano e il Tevere fu oggetto di intervento ministeriale culminato nel verbale del 1923, che avrebbe qualificato alcune superfici come beni patrimoniali disponibili, non più destinati a uso marittimo.
Secondo la ricostruzione documentale effettuata da LabUr, non risulterebbero atti successivi di ripristino formale del regime demaniale sulle medesime porzioni.
SEFI
Il contesto storico confermerebbe una destinazione urbanistico-economica dell’area già negli anni ’20, con lo sviluppo di Ostia quale polo turistico integrato ferrovia-spiagge, anche attraverso la gestione della Società Elettro-Ferroviaria Italiana (SEFI). Tale ricostruzione suggerirebbe una progressiva trasformazione funzionale del litorale.
ISTRUTTORIA RISORSE PER ROMA E DIPARTIMENTO PATRIMONIO
Nel 2024 il Comune avrebbe affidato a Risorse per Roma un rilievo topografico georeferenziato finalizzato alla verifica delle superfici tra linea SID e linea di costa, comprensivo di censimento manufatti e verifica urbanistico-edilizia.
Secondo l’analisi svolta da LabUr, la documentazione tecnica disponibile avrebbe consentito una verifica approfondita della natura giuridica delle superfici interessate. Tuttavia, allo stato, non risulterebbe effettuato un accertamento formale mediante procedimento di delimitazione.
ISTANZA ALLA CAPITANERIA DI PORTO
Per tali motivi, LabUr ha presentato formale istanza alla Capitaneria di Porto chiedendo la verifica della delimitazione vigente e l’eventuale attivazione del procedimento di delimitazione ai sensi dell’art. 32 del Codice della Navigazione.
L’istanza evidenzierebbe un possibile disallineamento tra delimitazione storica e perimetrazione attuale, chiedendo un accertamento tecnico definitivo.
DIRITTI DEI CONCESSIONARI
Qualora gli accertamenti richiesti dovessero confermare la sdemanializzazione storica delle aree in questione, si porrebbe un tema di corretta qualificazione giuridica delle concessioni eventualmente rilasciate su tali superfici.
Le eventuali conseguenze giuridiche e patrimoniali resterebbero subordinate all’esito del procedimento di verifica richiesto.
CONCLUSIONI
L’insieme coordinato di elementi documentali storici, catastali e tecnici evidenzierebbe, secondo gli studi LabUr, una possibile criticità istruttoria nella gestione amministrativa del litorale romano.
In particolare:
– esisterebbe documentazione ufficiale attestante la sdemanializzazione di porzioni costiere;
– tali risultanze potrebbero risultare non pienamente coerenti con la perimetrazione demaniale attualmente utilizzata;
– un rilievo tecnico commissionato nel 2024 avrebbe potuto costituire occasione per un approfondimento formale della questione.
Per tali ragioni si è ritenuto necessario richiedere un accertamento tecnico ufficiale, volto a garantire certezza giuridica nella qualificazione dei beni pubblici. Un passaggio che impone una verifica formale prima della piena attuazione del bando, al fine di evitare future incertezze interpretative.