24, 55, 67 milioni: è il toto numeri, che raccontano cose profondamente diverse.
Sul Parco del Mare di Ostia circolano numeri diversi: 24, 55, 67 milioni.
I 24 milioni fanno riferimento alla quota finanziata con fondi europei (PR FESR Lazio 2021–2027). Della sua genesi ne abbiamo parlato a questo LINK.
I circa 55 milioni rappresentano invece il costo delle lavorazioni, cioè delle opere risultanti dalla somma degli stralci progettuali.
Il valore invece di 65/67 milioni include l’intero quadro economico: IVA, spese tecniche, incentivi, imprevisti e altre somme a disposizione della stazione appaltante.
Si tratta di livelli distinti, che non possono essere sovrapposti.
Analizzando i quadri economici emerge una criticità molto rilevante. Una quota significativa dell’investimento è concentrata su opere puntuali, in particolare sul ponte sul Canale dei Pescatori, che da solo vale oltre 16/17 milioni di euro di lavorazioni e circa 20 milioni a quadro economico complessivo.
Si tratta di un’incidenza molto elevata su una singola opera. A questa voce si aggiunge una componente estesa di allestimento urbano (arredi, pavimentazioni specialistiche, attrezzature) e lavorazioni legate a terre, verde e modellazioni del suolo, che per loro natura presentano un elevato grado di variabilità in fase esecutiva.
Parallelamente, dalla stessa Conferenza dei Servizi, è emerso che il livello progettuale non è ancora pienamente consolidato, con richieste di integrazione su elementi rilevanti (LINK). Siamo cioè in presenza di un costo già strutturato a fronte di un progetto ancora in evoluzione e con diverse importanti criticità.
A tutti questo si aggiunge un ulteriore incertezza: alla quota FESR si affianca un cofinanziamento comunale indicato in circa 30 milioni di euro (dichiarazione dell’Assessore Veloccia il 9 febbraio). Ma allo stato degli atti analizzati, non emerge una puntuale individuazione dei capitoli di bilancio e degli impegni contabili a copertura integrale dell’intervento, né la loro articolazione temporale. Ricordiamo che la programmazione finanziaria non coincide necessariamente con la disponibilità effettiva delle risorse.
Non è quindi una questione di quanto costa, ma di coerenza tra costo, progetto e copertura finanziaria che ad oggi non c’è.