Mentre si attende ancora l’assegnazione definitiva dei bandi degli 8 lotti, Capocotta e Castelporziano, LabUr – Laboratorio di Urbanistica ha inoltrato questa mattina una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) dopo l’assegnazione definitiva della gara per l’affidamento di 31 concessioni di beni demaniali marittimi.
L’esclusione tardiva di alcune società da noi segnalate ben due mesi fa, non è sufficiente. Le anomalie presenti, soprattutto nelle 39 concessioni e a Castelporziano, sono tante, troppe.
Quando per inseguire la propaganda politica si fanno simili errori da principianti, bisogna avere la spina dorsale di far saltare i bandi in autotutela per difendere l’interesse pubblico e collettivo. Gare così delicate e importanti non possono partire alle porte della stagione balneare né tanto meno essere gestite da 4 gatti, a mezzo servizio, in modo così superficiale. È un danno per l’economia di Roma Capitale e un pessimo esempio nazionale.
Qui non si tratta solo di applicare le 4 regoline inserite nei bandi, per giunta scritti male. Qui si tratta che l’Amministrazione capisca a chi sta consegnando le spiagge di Roma Capitale. Qui si tratta di conoscere il territorio, la città, i poteri, i legami, le infiltrazioni, il tessuto sociale e civile, senza banalizzazioni e scorciatoie.
Per questa ragione, il primo passo che abbiamo fatto oggi, dopo l’aggiudicazione definitiva di ieri, è stato quello di scrivere all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) perché c’è stata una evidente turbativa d’asta, riconosciuta per altro ieri, sebbene solo parzialmente, anche dallo stesso RUP, Tommaso Antonucci, che però si limita a fare il travet davanti all’innegabile. Ma non basta.
Lo ricordiamo:
– più cartelli d’imprese
– violazioni multiple del Codice degli Appalti
– codici ATECO non corrispondenti alle richieste del Capitolato
– ribassi percentuali (leggasi Royalty) fuori mercato, veri e propri blocchi (cartelli), e relazioni tecniche (quando non addirittura Statuti) ‘copia e incolla’, con gli stessi errori di battitura
– società tutte controllate direttamente o indirettamente dalle stesse persone/familiari, spesso nate qualche giorno prima del bando di gara, con sedi legali farlocche e con un uso disinvolto di prestanomi, soprattutto stranieri.
Siamo quasi a Ferragosto e tra una mistificazione e un falso ideologico quotidiano da campagna elettorale, sarebbe proprio il caso che il Sindaco tiktoker dichiari la prima e unica cosa vera e giusta sul “Mare di Roma”: ‘Scusate, è stata una vampa d’Agosto’.
Uscita questa mattina la graduatoria definitiva del bando #4788 sulle 31 concessioni balneari. Come avevamo denunciato nel Dossier Spiagge 1 e 2, le anomalie da noi riscontrate 2 mesi fa, vengono accolte dalla Commissione di Gara presieduta dal Direttore del Dipartimento Patrimonio, nonché RUP, Tommaso Antonucci.
Le società BB Pannonia Srl, Caffé Tre Srl, Margherita Appia Srl e Meccanismo Appio Srl, che avevano partecipato ai lotti A3 (Urbinati), A4 (Elmi), A5 (Lido Beach) e A6 (Marechiaro-Kelly’s), sono tutte controllate direttamente o indirettamente da Federico Ferracci, violando così il punto 4.1 lettera A) dell’Avviso Pubblico. Pertanto il lotto A6 viene vinto dalla Sun Beach Srl.
Si è rilevata dunque intimidatoria e priva di fondamento la lettera inviataci via mail il 29 luglio dall’Avv. Francesco Annarumma (nel consiglio di amministrazione della società di Barbara Mezzaroma nell’ATO I-12 Borgo dei Pescatori ad Ostia), legale rappresentante di Federico Ferracci ed Emiliano Petrillo (LINK) in cui sosteneva, tra l’altro, che “nell’interesse delle società mie clienti, BB Pannonia S.r.l., Caffè Tre S.r.l., Meccanismo Appia S.r.l., Margherita Appia S.r.l. (…) tutte persone giuridiche autonome e con compagini sociali differenti, hanno partecipato al Bando indetto da Roma Capitale in perfetto ossequio della normativa di gara, tanto è vero che non sono state soggetto di procedimenti di esclusione da parte della PA”. Pertanto, l’Avv. Annarumma verrà segnalato all’Ordine degli Avvocati di Nola, al Dipartimento Patrimonio in qualità di stazione appaltante e alle altre autorità competenti. Chiederemo chiarimenti alla Direzione di Fratelli d’Italia, in quanto l’Avv. Francesco Annarumma ha eletto domicilio presso via della Scrofa, 39 che coincide con la sede legale del partito del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Sullo stabilimento Vecchia Pineta (lotto A11) e Miami (lotto A19), vengono escluse Roma Levante Srl, Orizzonte Srl e Stabilimento Balneare Lido di Roma perché, come da noi segnalato, controllate al 100% le prime due e al 51% la terza da persone appartenenti allo stesso nucleo familiare, tutte aventi lo stesso domicilio alla data di pubblicazione del bando e in corso di gara due dei tre soggetti coinvolti hanno effettuato cambi di residenza strumentali, violando l’Art. 95 c.1 lettera d) del Codice degli Appalti. Il lotto A11 se lo aggiudica la Sailing 809 Srl e il lotto A19 la Hydra srls.
Sullo stabilimento La Bicocca (lotto A16), la MAMB srls e S. Fra srls vengono escluse per le stesse ragioni. Entrambe sono amministrate da Fabrizio Burlone, dipendente della società La Bicocca e Marcello Milani parenti fra loro essendo Milani marito della sorella di Burlone.
Questa è la storia di un cadavere. Il corpo è quello di “Aneme e Core”, su cui si sono avventati (e continuano a farlo) sciacalli e avvoltoi, che tutto vogliono fare tranne che dire la verità.
CHI È “ANEME E CORE”
“Aneme e Core” è uno stabilimento balneare che si trova sul Lungomare Paolo Toscanelli, 211 a Nuova Ostia. È il primo e unico stabilimento balneare che si incontra in quel quadrante complicato di città ed è da sempre in concessione alla società Repubbliche Marinare Srl.
I titoli autorizzativi sono facilmente ricostruibili da numerose fonti aperte, prima fra tutte il Sistema Informativo Demaniale (SID) del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Consultandolo, al foglio 1084 – sez. B del Catasto del Comune di Roma (aggiornato al 2021) si individuano due concessioni: la 77/1995, riferita all’originario Centro Nautico Marini, e la 38/2009, riferita all’attuale Stabilimento Balneare, diventato tale tramite determinazione dirigenziale del Comune nel 2003 (1), in cui la particella 321 (locali del Centro Nautico) viene unificata alla 344 (arenile).
Dunque, le strutture in muratura, che si distinguono sul lato strada, non risultano mai censite (salvo da interpretarsi come ‘trasformazione’ della precedente ‘opera esistente’ relativa alla particella 341). Infatti, la scheda tecnica compilata dal Municipio X per l’affidamento dello stabilimento in occasione del bando spiagge del 2020, riporta le stesse indicazioni.
Tradotto, il vecchio Centro Nautico sarebbe stato trasformato abbattendo il precedente e ricostruendo l’esistente senza titoli autorizzativi, come si evince chiaramente nella figura qui sotto.
L’AGONIA DI “ANEME E CORE”
In data 16 luglio 2021 è avvenuta la confisca definitiva “dell’intero capitale sociale della soc. Repubbliche Marinare Srl, detenuto dalla società Industrie Commerci zone marittime SACIM Srl e dell’intero complesso aziendale”, fase conclusiva del sequestro per bancarotta fraudolenta nei confronti di Mauro Balini avvenuto 19 luglio 2016, cioè 5 anni prima.
“Aneme e Core” però era stato sottoposto a controlli da parte degli ‘specialisti’. Infatti nel 2016 era stata inoltrata la “comunicazione di avvio procedimento chiusura attività abusiva stabilimento Aneme e Core” a seguito del sopralluogo del 10 dicembre 2015 eseguito dall’Agenzia del Demanio, dalla Capitaneria di Porto di Roma, dalla Polizia Locale X Gruppo Mare e dal Municipio X (Ufficio Demanio Marittimo).
LA MORTE DI “ANEME E CORE”
Sconcertante che l’Autorità Giudiziaria abbia per 5 anni esercitato la conduzione dello stabilimento balneare “Aneme e Core” in piena coscienza degli abusi esistenti, allo scopo di ‘garantire’ ESCLUSIVAMENTE gli interessi della società Repubbliche Marinare Srl e il consistente stipendio degli Amministratori Giudiziari (stipendio che parte dalla modica cifra di 95mila euro l’anno più percentuale).
Non stiamo dicendo che ciò non sia avvenuto ‘a norma di legge’, ma rimaniamo perplessi su alcune questioni non di poco conto. La prima: il bene demaniale è stato dichiarato abusivo SOLO a fine luglio 2025, cioè subito dopo lo scioglimento della società Repubbliche Marinare Srl avvenuto il 4 giugno 2025 e iscritto l’8 luglio 2025.
IL MORTO CHE CAMMINA
Ma questa storia ha anche risvolti grotteschi, ed è il secondo punto che ci lascia stupiti.
A vincere la gara per la stagione balneare 2020 è stata proprio la società Repubbliche Marinare Srl, quando TUTTI sapevano che le opere erano abusive (e dunque non potevano essere messe a bando, un ‘vizio’ diffuso al Comune di Roma come abbiamo visto anche nei bandi 2025). Non solo. La società era stata confiscata in primo grado il 25 settembre 2018.
Il canone concessorio? Poco più di 5.000 euro all’anno, con la clausola che “l’aspirante concessionario, nel progetto di gestione dello stabilimento, dovrà prevedere l’acquisizione di tutti i certificati/autorizzazioni/nulla osta previsti dalla normativa vigente per l’esercizio dell’attività”.
È un mondo fantastico! Un’Amministrazione Giudiziaria (lo Stato), che però tutela esclusivamente gli interessi di un privato e non quelli pubblici, partecipa ad un bando del Municipio X di Roma Capitale (lo Stato) che mette a gara opere abusive su area demaniale marittima che è sempre dello Stato, e lo vince la società considerata dallo Stato riconducibile ad una persona accusata di bancarotta fraudolenta e per questo gestita dallo Stato.
Dal 2018, sempre lo Stato, rappresentato dall’Amministrazione Giudiziaria, prosegue l’attività della società, ormai confiscata per bancarotta fraudolenta, senza sanare alcun abuso edilizio. Neppure interviene in danno alla società che li ha commessi.
A CHI TOCCA SEPPELLIRE IL CADAVERE DI “ANEME E CORE”
Così, dopo il danno compiuto prima del sequestro del 2016, su l’agonizzante corpo di “Aneme e Core” si sono tuffati in questi nove anni e anche in queste ore, sciacalli e avvoltoi. Ai cittadini è rimasto solo il ruolo del becchino, cornuto e mazziato, a cui spetta il compito anche di pagare il conto del funerale. Un funerale imperiale, alla modica cifra di circa 1MLN di euro per abbattere le strutture abusive, di facile e difficile rimozione.
LA FINE DI UNA STORIA TRISTE
C’è qualcosa che non va nella gestione di questi beni sequestrati e confiscati alla criminalità con strumenti tipici della lotta alle mafie.
Abbiamo uno Stato che ha fatto una scelta, quella di mettere a reddito il bene demaniale. Al di là che qualcuno non la condivida, come coloro che vorrebbero solo spiagge libere (i cui costi sono maggiori rispetto alle aree in concessione e ricadono interamente su tutti i cittadini), rimane il meccanismo perverso del caso di “Aneme e Core”. Una spiaggia libera non ha per lo Stato la stessa redditività di uno stabilimento balneare (che comunque rimane tra le offerte possibili per i cittadini), soprattutto in un quadrante di città – da sempre penalizzato per le scellerate scelte urbanistiche e speculative – che ha una spiaggia ridotta ai minimi termini e servizi scadenti. Assistiamo anno dopo anno a sanatorie di ogni tipo da parte dello Stato. Nonostante ciò, nessuno dello Stato si è posto la domanda se nell’analisi dei costi e benefici valesse la pena sanare in tutto o in parte la struttura invece che abbatterla.
Lo Stato, ha infatti legiferato affinché un bene pubblico non finisse nelle mani di imprenditori spregiudicati. Poi, sempre lo Stato, si accorge che qualcosa non torna e sequestra la società. Poi continua a gestire come se nulla fosse. Peccato che se un imprenditore, non sottoposto a misure cautelari, non paga il canone o commette abusi, lo Stato chiama la decadenza della concessione, a cui segue l’incameramento del bene all’Erario preceduto da un testimoniale di stato. Ma questa regola evidentemente vale solo per i discepoli e non per i maestri. Se le opere sono abusive e insanabili, è il concessionario uscente a dover ripristinare lo stato dei luoghi, prevedendo anche la demolizione forzosa in suo danno. Ma per chi viene confiscato, no. Non solo, viene anche consentito di operare con concessione scaduta e su beni abusivi.
Dunque, i cittadini hanno sopportato in questi anni che si realizzasse abusivamente uno stabilimento su un bene demaniale (la spiaggia) che appartiene a tutti oltre che un illecito arricchimento realizzato pagando un canone ridicolo. Dopo di che, sempre il cittadino, ha dovuto pagare anche tutte le spese derivanti dal sequestro e dalla gestione giudiziaria, ritrovandosi alla fine a pagare anche le spese di demolizione. Tutto questo in totale assenza di trasparenza amministrativa, prima, durante e dopo… e anche domani.
Ma si sa, la campagna elettorale si avvicina e anche i rimasugli di quel cadavere che è “Aneme e Core” vanno bene per nani e ballerine. Perché fra tutti i beni immobili ormai confiscati a Mauro Balini, il Sindaco non manda le ruspe al Porto di Roma o presso altre strutture esistenti sulle spiagge? Perchè sceglie di demolire solo “Aneme e Core”?
Si vede che tra avvoltoi e sciacalli si sono spartiti tutto di quel corpo e poco importa cosa abbiamo controllato o fatto gli “specialisti”.
Tra dubbi sequestri estivi di stabilimenti balneari, si inserisce nel cuore dell’AXA, quartiere residenziale di lusso del Municipio X, il maxi sequestro di un intero edificio di 21 appartamenti più quello di una megavilla tirati su laddove sorgeva una unità residenziale con piscina. A permetterlo, una distorsione amministrativa dell’art. 6 della Legge n. 7 emessa dalla Regione Lazio il 18 luglio 2017 (Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio) che si dovrebbe applicare per migliorare la qualità della vita dei cittadini, per favorire il recupero delle periferie, per limitare il consumo di suolo, per promuovere tecniche di bioedilizia consentendo “interventi di demolizione e ricostruzione con incremento fino a un massimo del 20 per cento della volumetria o della superficie lorda esistente”.
Premesso che l’AXA non è un quartiere degradato, nato l’8 febbraio 1961 per convenzione con il Comune di Roma su circa 150 ettari, perimetrato da via C.Colombo, via di Macchia Saponara, via Euripide e via di Acilia, in grado di gestire a proprie spese la manutenzione del verde, delle strade e del proprio depuratore, l’evidenza di quanto avvenuto si riassume nelle due foto: prima e dopo.
L’area si trova a ridosso del trafficato incrocio tra via Ibico, via Aristofane e via Eschilo, percorso da migliaia di persone, dalle forze dell’ordine, dai mezzi pubblici. Nessuno ha visto crescere questo mostro e neppure si è posto la domanda del perché, fino a quando il 15 luglio 2025, con funzione di polizia giudiziaria, la Polizia Locale di Roma Capitale (sezione distaccata presso la Procura di Roma) ha apposto i sigilli. Per il Gruppo X Mare e per la Direzione Tecnica del Municipio X, il permesso di costruire n.92 del 30 luglio 2024 era regolare, un po’ come accaduto all’Infernetto dove tra i villini su via Antonio Lotti sono spuntate palazzine a 4-5 piani con successivo sequestro da parte della Procura dei finti ‘locali tecnici’ trasformati in super attici.
A costruire, all’Infernetto e all’AXA, sempre le società facenti capo all’architetto Pablo Alejandro BRITOS. In particolare all’AXA la progettazione è stata fatta dalla Britos and Partners Srl e la costruzione (in quanto divenuta proprietaria dell’area dal 16 luglio 2025) dalla BE AXA srl, costituita il 05 maggio 2023, iscritta al registro Imprese l’11 maggio 2023 ed operativa dal 1 luglio 2024, cioè poco prima dell’acquisto, del permesso di costruire e dell’inizio lavori (31 luglio 2024, consegna prevista, dicembre 2026). Socio di Britos la Essematica Holding Spa della famiglia Saladino (il rappresentante legale è SALADINO Carmine, che ne detiene il 70% della proprietà, imprenditore della cybersecurity, amico del Ministro della Difesa, Guido CROSETTO).
Sempre a comune tra Infernetto e AXA è l’agenzia immobiliare ARIES (Via di Casal Palocco, 22) che ha curato la vendita delle singole unità immobiliari addirittura mostrando nei filmati promozionali (nel caso dell’Infernetto) il cambio di destinazione d’uso non consentito dei locali, venduti già a finiture terminate.
Le nuove costruzioni in vendita all’AXA sono state pubblicizzate in funzione della metratura con prezzi oscillanti tra i 313.000 e gli 810.000 euro (circa 4.500 euro a mq), con la seguente motivazione: “Nel prestigioso quartiere AXA nasce The Corner, unʼicona dellʼabitare contemporaneo, firmata Britos and Partners Srl per BE AXA Srl”, a conferma che l’AXA non è un quartiere ‘degradato’ che ha bisogno di progetti (speculativi) di ‘rigenerazione’ previa ‘demolizione’ dell’esistente, a solo vantaggio dell’imprenditore (per inciso, il corpo distaccato, costituente maga villa, era già stato assegnato a Saladino).
A questo punto, attendendo gli sviluppi giudiziari (si tratta di sequestro preventivo) sorge il dubbio che sul territorio del Municipio X ci sia un attento controllo da parte delle autorità locali, considerato il continuo intervento da parte della procura di Roma. Resta il fatto che, aldilà di ogni dubbio, che non esiste più un controllo urbanistico del territorio lasciato in balìa di trucchi e trucchetti consentiti dalle leggi vigenti e troppo spesso lasciti impuniti dagli uffici preposti al rilascio del permesso di costruire.
Già sulla carta si notava che non poteva trattarsi di rigenerazione urbana all’interno di un’area convenzionata.
Ostia terra di “supercazzole” giuridiche. Dopo quella del commissariamento (così l’ha definito l’ex Prefetto Franco Gabrielli), ne arriva un’altra, questa volta dalla Capitaneria di Porto di Roma sulla concessione demaniale marittima di Castelporziano.
Avevamo posto il problema del subentro del Comune di Roma nella concessione intestata a Mario Falconi, Presidente del Municipio X (LINK). Ebbene, Il “subentro” (art. 46) nel Codice della Navigazione, in ambito di concessioni demaniali marittime, si riferisce alla possibilità per un nuovo soggetto di subentrare nel godimento di una concessione già esistente, sostituendosi al precedente concessionario. È il caso di Castelporziano dove a gennaio 2025 il Comune di Roma ha chiesto di sostituire, come concessionario della spiaggia dei romani, il Sindaco Roberto Gualtieri a Mario Falconi. E qui la “supercazzola” (illegale) della Capitaneria di Porto di Roma che ci ha scritto proprio oggi. Non essendo previste le condizioni richieste dal Comune nell’art.46 (voltura) si è applicato illegalmente l’art. 24 del REGOLAMENTO del Codice della Navigazione che però riguarda solo variazioni in spazio e tempo della concessione (*). Non si può con l’art. 24 sostituire il concessionario. Dunque, il bando indetto dal Dipartimento Patrimonio del Comune di Roma (stazione appaltante), guidato da Tommaso Antonucci, era senza titolo.
Vista la gravità della questione e alla luce del Consiglio Straordinario su Ostia che si terrà domani in aula Giulio Cesare, chiederemo alla Capitaneria di Porto di Civitavecchia se questa “supercazzola” sia tollerabile, ma soprattutto accettabile sotto il profilo giuridico. Perché, se questa è la modalità con la quale si può cambiare il titolare di una concessione, a cosa serve l’art. 46 del codice della navigazione sul subentro? Tanto vale eliminarlo!
Gualtieri riferisca in aula cosa sta accadendo.
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(*) (Codice della navigazione)
Art. 46.
(Subingresso nella concessione).
Quando il concessionario intende sostituire altri nel godimento
della concessione deve chiedere l’autorizzazione dell’autorita’
concedente.
In caso di vendita o di esecuzione forzata, l’acquirente o
l’aggiudicatario di opere o impianti costruiti dal concessionario su
beni demaniali non puo’ subentrare nella concessione senza
l’autorizzazione dell’autorita’ concedente.
In caso di morte del concessionario gli eredi subentrano nel
godimento della concessione, ma devono chiederne la conferma entro
sei mesi, sotto pena di decadenza. Se, per ragioni attinenti
all’idoneita’ tecnica od economica degli eredi, l’amministrazione non
ritiene opportuno confermare la concessione, si applicano le norme
relative alla revoca.
(Regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione- art. 24)
Art. 24.
(Variazioni al contenuto della concessione)
La concessione e’ fatta entro i limiti di spazio e di tempo e per
le opere, gli usi e le facolta’ risultanti dall’atto o dalla licenza
di concessione.
Qualsiasi variazione nell’estensione della zona concessa o nelle
opere o nelle modalita’ di esercizio deve essere richiesta
preventivamente e puo’ essere consentita mediante atto o licenza
suppletivi dopo l’espletamento della istruttoria. Qualora, peraltro,
non venga apportata alterazione sostanziale al complesso della
concessione e non vi sia modifica nell’estensione della zona
demaniale, la variazione puo’ essere autorizzata per iscritto dal
capo del compartimento, previo nulla osta dell’autorita’ che ha
Kursaal in tedesco significa propriamente “luogo di cura” (Kur «cura» e Saal «sala»), ampiamente impiegato nell’uso internazionale per gli stabilimenti termali o balneari. Oggi però questo storico stabilimento di Ostia non gode di ottima salute ed è in corso una sua sistematica distruzione, come si vede dal video qui allegato e dalla comparazione delle foto aeree (nello specifico, periodo 2023-2025 e confronto tra la situazione del 2019 con la scheda tecnica a firma di Nicola De Bernardini del 2020, costituente il lotto 12 del bando 2020 per la stagione balneare 2021).
La prima cosa che si nota è che sono state demolite (un po’ dalle mareggiate, un po’ dalle opere di risanamento) tutte le cabine in muratura, dislocate perpendicolarmente alla battigia, erroneamente individuate dal Comune di Roma come “opere di facile rimozione” e soggette dunque a controllo. In realtà nella sopra citata scheda tecnica, in contrasto con la realtà, risultano essere ‘cabine in legno’ in difformità o non autorizzate dalla concessione edilizia 860/c del 1996.
Recentemente, 16 luglio 2025, è stato demolito il muro di confine e il blocco docce e servizi lato Hibiscus, più il padiglione di cabine, la boutique e il blocco docce e servizi lato Shilling, tutto quanto assolutamente stabile e non pericolante.
Un vero e proprio ‘aiutino’, con soldi pubblici (quali, non si sa) a vantaggio del nuovo concessionario, la Insolito Day&Night, che voci attendibili riferiscono avere intenzione, la prossima stagione, di trasferire la propria attività da piazza Anco Marzio al Kursaal.
Eppure, secondo il bando del 2020, la Insolito Day&Night avrebbe dovuto (nel progetto di gestione dello stabilimento) prevedere l’acquisizione di tutti i certificati/autorizzazioni/nulla osta previsti dalla normativa vigente per l’esercizio dell’attività di stabilimento balneare. Essendo stato asportato tutto il blocco fronte mare (oggetto di contestazione), oggi è stato di fatto risolto ogni problema, non per questa stagione ma per la prossima. Sic transit gloria mundi, soprattutto quando si tratta di affari.
IL FALLIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE RAGGI
Il Comune, nelle more dell’approvazione da parte dell’Assemblea Capitolina del nuovo Piano di Utilizzazione Arenili (Decisione di Giunta Capitolina n. 76 del 22.11.2019 recante “Adozione preliminare della Proposta di Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA) del Litorale di Roma Capitale”), decide di rilasciare Concessioni Demaniali Marittime Temporanee, con finalità turistico-ricreative, di durata pari alla stagione balneare e mette a bando 37 concessioni, tra cui il Kursaal (Lotto 12). Il RUP del bando è Giacomo Guastella, che ha sostituito Nicola De Bernardini, che dichiara che l’obiettivo è “la conservazione degli arenili e la manutenzione dei manufatti a questi afferenti, mediante l’erogazione di attività manutentive correlate a finalità ricreative-turistiche balneari, coerenti e compatibili con l’ambito e il contesto marino e paesaggistico del luogo di riferimento”.
Le condizioni in cui versa da anni e in cui versa anche oggi, sono sotto gli occhi di tutti, a decretare il fallimento di un’operazione politico/amministrativa di facciata e controproducente che ha causato e causerà un danno erariale, paesaggistico e ambientale.
DESCRIZIONE DEL BENE DEMANIALE
Lo Stabilimento Kursaal, fu inaugurato nel 1950 su progetto dell’Arch. Attilio Filippo Lapadula e realizzato dall’Impresa dell’Ing. Pier Luigi Nervi. Fa parte degli edifici balneari storici con valore architettonico, che, insieme a quelli con valore testimoniale, costituiscono gli Elementi di Valore del c.d. PUA (Piano di Utilizzazione degli Arenili del Comune di Roma).
Il manufatto principale era costituito da un corpo centrale di forma rotonda, delimitato da ampie vetrate, con terrazza sul mare, sormontato da una copertura circolare nervata. Era adibito ad attività commerciale, ristorante con relativi ambienti annessi quali cucina, depositi, dispense e servizi. Un secondo fabbricato, a livello dell’arenile e ad un piano, ubicato all’ingresso, era invece adibito a biglietteria e servizi.
Lo Stabilimento era dotato di cabine in muratura, dislocate perpendicolarmente alla battigia, articolate in blocchi di elementi quadrati disposti in fila. Presenti, inoltre, due piscine, una per adulti, olimpionica, dotata di un trampolino, originariamente in ferrocemento, poi in legno lamellare, e una per bambini.
AREA DEMANIALE MARITTIMA: I CONTI NON TORNANO
Con un fronte mare lineare di 144 ml, l’area demaniale marittima che si voleva affidare in concessione con il bando 2020 (per la stagione balneare 2021), era di 17.400 mq di cui 2.516 mq di difficile rimozione, 14.884 mq di area scoperta, per un canone annuo di € 28.927,40, numeri del tutto diversi da quelli presenti nella Determinazione n. G04716 emessa dalla Regione Lazio in data 14/04/2025, relativa all’Albo Regionale delle Concessioni Demaniali Marittime per finalità turistico-ricreative, ai sensi dell’art. 75 comma 1 lett. m) della Legge Regionale 06.08.1999, n. 14, aggiornato alla data del 31 dicembre 2024, dove risulta
fronte mare lineare 144,00 (vs 144,00)
area demaniale marittima 29.496,00 (vs 17.400,00)
mq di difficile rimozione 4.345,92 (vs 2.516,00)
mq area scoperta 22.906,34 (14.884,00)
canone annuo 0,00 perché decaduta la concessione
REGOLARITA’ URBANISTICA
Dall’esame documentale per la messa a bando si è accertato che dalla Concessione Demaniale Marittima n.9 del 2009, nel complesso balneare risultavano delle trasformazioni.
I titoli edilizi erano in fase di accertamento e verifiche.
L’aspirante concessionario, nel progetto di gestione dello stabilimento, doveva prevedere
all’acquisizione di tutti i certificati/autorizzazioni/nulla osta previsti dalla normativa per l’esercizio dell’attività. Oggi invece si assiste a demolizioni per ‘sanare’ le opere non autorizzate e difformi con la scusa della somma urgenza.
IL BANDO 2020
Il 21 ottobre 2021, a seguito di una serie di ricorsi, esce la graduatoria (Prot. CO/N. 125130). Insolito Night & Day di Gennaro Arena si aggiudica il Lotto 12 (Kursaal) e vince anche il Lotto 6 (Battistini) con la società Gruppo Arena Srl nonostante non potesse partecipare con più di un’offerta al bando, visto che la società è sempre riconducibile a lui.
Ad un certo punto il Municipio X con Delibera di Giunta n.24 del 15/12/2921 (Prot. CO/N. 147279/2021) revoca in autotutela il bando indetto con DD n.3040/2020 e n. 3116/2020 per l’assegnazione di 37 + 9 concessioni demaniali marittime con scadenza 31/12/2020 per la stagione balneare 2021 e proroga le concessioni scadute al 31/11/2020 fino al 31/12/2023.
Nei vari pronunciamenti del TAR (Sezione Seconda Quarter) che si sono susseguiti nel 2021 e che hanno dato torto a Roma Capitale, si rileva il “vizio di incompetenza della Giunta Municipale”.
COSA È AVVENUTO DOPO IL BANDO 2020
Innanzitutto la chiusura della campagna elettorale della Dem Emanuela Droghei (LINK), moglie di un altro storico dirigente del Partito Democratico ed ex Capogruppo del PD sotto Ignazio Marino, Francesco D’Ausilio, che oggi insegna Storia dell’alimentazione alla LUISS dopo le vicende di Mafia Capitale che lo vedono imputato nel processo Mafia Capitale Ter che si concluderà forse il 12 febbraio 2026.
Poi diverse mareggiate che hanno lambito persino la Rotonda.
Infine un video di luglio 2025 in cui la Droghei, accompagnata dal Presidente della Commissione Patrimonio, Yuri Trombetti, dall’Assessore al Patrimonio, Tobia Zevi e dal Presidente del Municipio X, Mario Falconi, presso il Village, si lascia sfuggire che Insolito Night & Day stava decidendo se riprendersi il Kursaal.
(Crediti Mauro Delicato, riprese del 5 luglio 2025)
LAVORI IN ASSENZA DI TRASPARENZA
Da mesi si susseguono lavori lungo il tratto che va dall’Hibiscus (Dopolavoro ATAC – Cotral/ Metro) allo Sporting Beach senza alcuna trasparenza amministrativa. Persino il cartello lavori non corrisponde a quanto sta avvenendo. Non si sa dove siano stati presi i soldi e quanto stia costando questa operazione. Neppure risulterebbe la provvisoria disciplina di traffico sul lungomare ad altezza cantiere per l’ingresso e l’uscita dei mezzi pesanti.
Quello che è certo è che con ordinanza della Capitaneria di Porto datata 11 ottobre 2024 viene interdetto il tratto di mare del Litorale romano compreso tra il Canale dei Pescatori e lo stabilimento balneare Venezia, dopo il sopralluogo del 9/10/2024 per la “pericolosità” di stazionamento, transito pedonale, balneazione, immersione, sport acquatici e pesca, creatasi dopo le mareggiate che hanno coinvolto gli stabilimenti Vecchia e Nuova Pineta, Pinetina, Hibiscus, Kursaal, Shilling, Sporting Beach e Venezia.
Il 10 giugno 2025 (CIG B700EF0755; B700E9C205) la Regione Lazio autorizza interventi di somma urgenza nel tratto compreso tra lo storico stabilimento Kursaal e la terrazza belvedere denominata “Rotonda”. Si tratta della Det. Dirigenziale G07176 su proposta n.18342 del 27/5/2025 con un impegno di spesa di €292.899 a favore della società Terza Srl, più ulteriori 15mila a favore di Interprogetti Srl. Responsabile del Procedimento (RUP) è Valerio Camponeschi che si occupa in Regione Lazio della manutenzione straordinaria su beni demaniali terzi essendo Dirigente dell’Area Pianificazione e Attuazione Interventi a Difesa della Costa. E lo fa su sollecitazione e segnalazione del Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale, guidato da Tommaso Antonucci, a seguito delle mareggiate verificatesi nella seconda metà di gennaio 2025 con arretramento della linea di costa di oltre 10m. “Il mare è avanzato spingendosi in alcuni punti ad una distanza di solo qualche metro dal fronte inerodibile, provocando il crollo parziale di molte strutture temporanee (!!!) fino ad arrivare a lambire le fondazioni della terrazza belvedere con crepa verticale lungo tutto il muro di fondazione della terrazza”, per cui il 7/2/2025 viene redatto un verbale di somma urgenza dall’Ing. Camponeschi insieme al Dipartimento Patrimonio, i tecnici del Municipio X e la Direzione Rigenerazione Litorale e Grandi Progetti di Roma Capitale per “salvare la Fontana dello Zodiaco e la piscina del Kursaal, per il pregio storico della Fontana e per il valore architettonico simbolo dell’estate italiana degli anni ’50, progetto di Pierluigi Nervi e Attilio Lapadula, realizzato con fondi pubblici”. Decidono così di fare una barriera rigida semi sommersa di 350ml.
CONCLUSIONI
Siamo di fronte all’ennesima operazione opaca dell’Amministrazione Gualtieri sugli arenili della Capitale, gestita con fondi pubblici in totale assenza di trasparenza, che avrà ripercussioni ambientali importanti e che con molta probabilità servirà solo a ‘sanare’ a spese della collettività per conto di un privato.
Siamo al 15 luglio e questo è il quadro desolante in cui versano gli arenili del “Mare di Roma”.
CASTELPORZIANO – In data odierna abbiamo inviato alla Capitaneria di Porto l’invito ad adempiere al provvedimento di decadenza della concessione demaniale del Comune di Roma ai sensi dell’Art. 20 comma 1 della Legge 241/90. Nei mesi scorsi infatti LabUr aveva fatto istanza di parte in quanto il Comune di Roma, concessionario esattamente come qualunque stabilimento balneare, non ha provveduto dopo ben due mesi dall’inizio della stagione balneare a dotare le spiagge di Castelporziano di ogni servizio, compreso quello di garantire la pubblica e privata incolumità.
La Capitaneria di Porto sta intervenendo in questi giorni a liberare i bagni e gli spogliatoi dagli occupanti abusivi. I concessionari hanno invece provveduto a rimuovere le opere illegittime a loro contestate. Rimane ancora da definire chi deve pulire le spiagge lasciate in abbandono dalla scorsa stagione.
È di oggi la notizia che la Pool Service, famigerata società di servizi balzata agli onori delle cronache giudiziarie nelle precedenti stagioni balneari per affidamenti poco chiari, starebbe cercando i bagnini per Castelporziano per conto di Zétema. “L’azienda Capitolina che opera nel settore della Cultura” avrebbe anche preso la gestione dei bagni affidando in subappalto il servizio di pulizia alla società BFS Srl. Tutto questo starebbe avvenendo senza le necessarie autorizzazioni da parte della Capitaneria di Porto (ex art. 45bis del Codice della Navigazione). Peccato che queste attività fossero incluse nel bando di gara #6169 pubblicato l’11 giugno 2025, gara di cui ancora si attende di sapere come abbia potuto vincere la società Happy Surf One (LINK).
CAPOCOTTA – Sono ancora in costruzione i chioschi nonostante manchino le autorizzazioni dell’Agenzia delle Dogane, atto propedeutico ad ogni altro titolo, perché il Comune di Roma non ha provveduto in tal senso. Chioschi che, lo ricordiamo, non sono a Patrimonio del Comune di Roma e neppure accatastati.
Assente il servizio di salvamento e solo oggi sono state concesse le convenzioni per il noleggio dei lettini e ombrelloni. L’unica attività garantita sulla spiaggia ad oggi è la vagliatura.
Questo pomeriggio alle 15 si è tenuto l’incontro presso il Dipartimento Tutela Ambiente del Comune di Roma per richiedere con che tipo di atto si sono costituite le imprese affidatarie dei chioschi. Abbiamo ricevuto nota da parte di Giuseppe Contenta (PD e vincitore del Lotto Akuna Matata – LINK), che pubblichiamo, con cui si formalizza la rappresentanza ai tavoli istituzionali a partire dal 30 maggio.
Inoltre, le Istituzioni stanno avanzando l’ipotesi che la spiaggia di Capocotta sia assimilabile a quella di Castelporziano, dotazione della Presidenza della Repubblica, come da tempo sostenuto da LabUr.
STABILIMENTI BALNEARI – Si è tenuta invece ieri una riunione presso il Dipartimento Patrimonio (guidato da Tommaso Antonucci) con i rappresentanti sindacali delle imprese balneari durante la quale è stato richiesto ai concessionari di giustificare e/o demolire/rimuovere gli eventuali abusi riscontrati da Risorse per Roma, attività che si sarebbe dovuta effettuare prima del bando sulle 31 concessioni. Ricordiamo che non si potrebbe assolutamente mettere a bando degli abusi. Nel frattempo vanno avanti le demolizioni al Kursaal e la messa in sicurezza del tratto di arenile, devastato dalle mareggiate, fino allo Sporting Beach. Ancora oggi non è chiara l’occupazione dello stabilimento Hibiscus da parte della ditta operante e nemmeno quali fondi di Roma Capitale e della Regione Lazio vengano impiegati.
Permanendo la provvisorietà delle assegnazioni, restano incerti anche i subentri derivanti dal precedente bando Raggi a seguito della recente sentenza a favore dello stabilimento La Marinella.
Dopo il nostro articolo di ieri (LINK) sulla ACSOM, ci ha contattato Raffaele Mosca (pubblicheremo la sua nota scritta non appena la riceveremo). Raffaele Mosca ha confermato telefonicamente che non è stata apposta da parte del RUP alcuna contestazione del codice ATECO sul Lotto B28 – Ristorante Kelly’s confermando i comportamenti anomali nel bando di gara.
SPIAGGE LIBERE – Permangono dopo due mesi gazebi improbabili al posto dei chioschi previsti nel bando di gara e che difficilmente potranno ottenere a breve la necessaria autorizzazione paesistica. Anche per le spiagge libere rimane aperta la questione dei bagnini per le tre spiagge di ponente affidate sempre a Zétema che ancora non ha comunicato, come previsto da Ordinanza balneare, alla Capitaneria di Porto il censimento dei bagnini. Parliamo delle spiagge libere di Roma Capitale, che dovrebbero essere di esempio per tutti. Quindi il progetto “Mare Sicuro”, sbandierato dall’Assessore al Patrimonio Tobia Zevi, va bene solo per Tik-Tok e Instagram.
GARA 8 LOTTI – Il Consorzio il Melograno società cooperativa onlus, avrebbe firmato per il Village. Rimangono tutti i nostri dubbi giuridici su come una struttura confiscata alla mafia sia stata messa in un bando del Comune di Roma. Ci sono infatti questioni patrimoniali circa l’utilizzo da parte di un affidatario di un bene confiscato e questioni amministrative che riguardano le irregolarità presenti al Village da tempo denunciate da LabUr (LINK).
5 bandi, gestiti tutti da Tommaso Antonucci, Direttore del Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale, tutti pieni di anomalie. Il caso più eclatante è quello della società di Casoria (NA) ACSOM, l’unica non romana che partecipa a ben 3 gare transfrontaliere. Chi c’è dietro la società, le interconnessioni con sport, politica e con Antonucci. La storia dei re di Riccardo Magi.
Nelle settimane scorse abbiamo analizzato le anomalie che hanno caratterizzato i 5 bandi di gara (LINK 1, LINK 2, LINK 3, LINK 4) e rilevato i legami anche con il mondo politico/amministrativo. E’ il caso della Società Cooperativa Lido di Roma a Responsabilità Limitata di Giuseppe Contenta, ex consigliere di lungo corso del PD nel IX Municipio (EUR), “amico” (così lo hanno definito fonti interne al PD) del Presidente della Commissione Patrimonio di Roma Capitale, Yuri Trombetti, e rappresentante non ufficiale dei chioschi di Capocotta ai tavoli istituzionali. Oggi analizziamo un altro caso (ma ce ne sono altri) di legami con la politica e non solo, quello della ACSOM.
IL MONDO ACSOM Da visure camerali e da fonti aperte, la ACSOM è una cooperativa sociale che si occupa di gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e di attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione è un giovane di 24 anni, Michelangelo Mosca, cugino del ben più noto Raffaele Mosca (classe 1998), che è stato Presidente della ACSOM fino al 17/4/24.
Di Michelangelo Mosca si conoscono solo la passione per la musica e per Thomas Michael Shelby, protagonista della serie televisiva Peaky Blinders, una banda irlandese di criminali di Birmingham nel periodo tra le due guerre mondiali. Molto di più invece si conosce di Raffaele Mosca, al quale Michelangelo è molto legato. Giovane e rampante imprenditore di Afragola con la passione per il calcio e la politica, è stato ex coordinatore dei Giovani del Partito “Noi Campani” di Clemente Mastella e per oltre 4 anni collaboratore nella Segreteria a Gruppo Misto del Consiglio Regionale della Campania. Nel 2020 si candida alla regionali e raccoglie 4.300 voti. Nel 2021 fa un “passo di lato appoggiando la candidatura di mio cugino Michelangelo”, nella lista da lui fondata “Pensiero Comune” per Capannone Sindaco, nelle elezioni amministrative del 2021 ad Afragola. Raffaele Mosca lascia polemicamente il partito di Mastella perché fondamentalmente gli va troppo stretto e a settembre 2024 entra nella Segreteria Nazionale di +Europa. In occasione dell’ultimo congresso del partito, tenutosi a febbraio scorso, pubblica un video accalorato contro il Direttore del quotidiano Il Tempo, Tommaso Cerno, reo di aver scoperchiato il caso delle tessere dell’ultimo minuto. Cerno, raccogliendo alcune testimonianze interne al partito, annota le anomalie delle iscrizioni nelle 48 ore precedenti il congresso di +Europa in particolare in due Comuni della Campania, Afragola e Giuliano. Ben 1/3 dei tesseramenti (1.900 tessere) arrivano da lì, tanto che Della Vedova, che non verrà rieletto Segretario, apostrofa il duo campano con l’appellativo di “mezza potenza”. Il duo campano è Raffaele Mosca e Franco Moxedano che appoggia, con successo, Riccardo Magi a Segretario di +Europa, impegnato da anni ad “aprire le coste alla concorrenza” in una lotta senza quartiere contro i balneari. I suoi (del partito) l’hanno preso in parola, come vedremo.
Raffaele Mosca è infatti legato da “profonda gratitudine” a Francesco (detto Franco) Moxedano, già coordinatore a Napoli per +Europa e, dopo il congresso, nominato unico delegato a partecipare ai tavoli in vista delle imminenti elezioni regionali in Campania.
Franco Moxedano è un nome noto a Napoli. Ex Assessore regionale e comunale, ha ricoperto nel corso della sua lunga carriera politica diversi incarichi istituzionali. Nel 2015, in piena campagna elettorale in qualità di capolista dell’Italia dei Valori alle Regionali in Campania, finisce nella relazione dell’Associazione Nazionale “Antonino Caponnetto”. Luigi Di Maio, allora nel M5S, il 10 luglio 2015 fa un’interrogazione parlamentare a risposta scritta alla Camera dei Deputati al Ministero dell’Interno sul voto di scambio in Campania alle Regionali 2015 e sui condizionamenti camorristici comparsi appunto nella relazione dell’Associazione Caponnetto. Il nome di Franco e del fratello Marco Moxedano compaiono tra “le situazioni di alcuni eletti che sulla base di considerazioni legate a precedenti riguardanti i soggetti interessati, ovvero persone loro vicine per legami di natura familiare, lavorativa o amicale, presentano elementi di rischio”. Si legge: “Per quanto riguarda Franco Moxedano, eletto nelle liste dell’Italia dei Valori con 4.413 voti (113 voti in più di Raffaele Mosca n.d.r.), il fratello Mario e suo figlio Raffaele sono stati arrestati dalla Procura di Catanzaro durante l’ultima campagna elettorale per aver truccato le partite della locale squadra di calcio: per Mario Moxedano i PM calabresi ipotizzano collegamenti con il clan Iannazzo della ‘ndrangheta”. Si tratta dell’operazione denominata “Dirty Soccer” (LINK) a cui sono seguiti altri guai giudiziari (LINK1 e LINK 2). Marco Moxedano vanta nel suo curriculum di essere stato, per alcuni mesi nel 1994, anche vice Presidente del Napoli dopo Corrado Ferlaino, poi Presidente del Neapolis Mugnon e del Saria con interessi sparpagliati tra edilizia e sale da gioco.
Anche Raffaele Mosca ha una grande passione per il calcio tanto da diventare, poco più che ventenne, Presidente e finanziatore dell’AC Afragolese, dopo aver comprato il titolo dell’Atletico Calcio, squadra che ha traslocato la sede da Cardito ad Afragola adottando la denominazione di ASD Atletico Calcio Afragolese e dove Gianluca Moxedano, figlio di Franco, è Segretario Amministrativo, oltre che responsabile delle Risorse Umane della più importante società di Raffaele Mosca, la Cooperativa Sociale Raggio di Sole. La AC Afragolese ha vinto il girone A del Campionato di Eccellenza Campana per la stagione 2024-2025 imbattuta.
LE SOCIETA’ DI RAFFAELE MOSCA
Impresa Sociale Baby Garden di Raffaele Mosca sas: si occupa di istruzione prescolastica
Raggio di Sole – Soc. di coop. sociale onlus: si occupa di attività di assistenza diurna per l’infanzia.
Speak Easy Srl: si occupa di PR e Comunicazione
Real Estate Mosca Srl: si occupa di vendita di beni immobili effettuata su beni propri.
ABU – Soc. di coop. sociale onlus: si occupa di attività assistenza diurna per l’infanzia.
Greens B.V., società europea con sede legale ad Amsterdam, si occupa di lavoro interinale.
Come abbiamo visto Raffele Mosca ha cessato di essere consigliere e procuratore della ACSOM (nata il 23/2/2017), il 17/4/2024 e il cugino Michelangelo, già consigliere, diventa Presidente del Consiglio di Amministrazione. Al di là di qualche problemino (si veda la protesta sindacale contro le cooperative insolventi LINK), le cooperative Raggio di Sole e ACSOM spesso partecipano agli stessi bandi quando ci sono lotti diversi.
Raggio di Sole ha anche clienti blasonati. E’ gestore dell’Asilo Nido della Presidenza del Consiglio, dei servizi ai minori del Quartier Generale della Guardia di Finanza a Roma, della gestione degli asili nido dell’Aeronautica di Pratica di Mare, dell’Ospedale San Martino di Genova, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, del Ministero della Difesa della Caserma Riberi di Torino, giusto per citare solo quelli tra i più importanti dei 90 asili gestiti sul territorio nazionale. Ma tra questi un cliente in particolare ha catturato la nostra attenzione: si tratta della Fondazione Policlinico Tor Vergata dove sia ACSOM sia Raggio di Sole operano all’interno del Policlinico. La ACSOM si occupa in particolare della gestione dei servizi socio-sanitari ed educativi.
Vice-Presidente della Fondazione Policlinico Tor Vergata è, da molti anni, proprio Tommaso Antonucci, Direttore del Dipartimento Patrimonio nonché RUP di tutte le gare sulle spiagge di Roma Capitale. Il ricercato, anche dalla Corte dei Conti, Tommaso Antonucci, dal 2012 al 2014 è stato Direttore Generale di BagnoliFutura SpA, il carrozzone pubblico che ha ingoiato vagoni di milioni pubblici (LINK) quando Franco Moxedano era consigliere al Comune di Napoli per poi diventare nel 2015 Assessore al Personale.
ACSOM E LE ANOMALIE NEL BANDO DI GARA SULLE SPIAGGE DI ROMA CAPITALE
La ACSOM partecipa a ben 13 lotti in 3 bandi di gara su 5 (esclusi i bandi di Capocotta e Castelporziano) tutti in mano al RUP Tommaso Antonucci: 9 spiagge libere, 31 concessioni balneari (stabilimenti, ristoranti e chioschi) e 8 lotti tra cui anche il Village confiscato alla Mafia.
Spiagge libere: Lotto 5 (ex Faber Beach), 6, 8, 9
31 concessioni: Lotti A10, A1 e A19 e Lotti B28 e B29 e infine il Lotto C31
8 concessioni: Lotto 1 (Village), Lotto 7 (Ristorante Peppino a Mare) e Lotto 8 (Hakuna Matata)
In tutti e tre i bandi era motivo di esclusione il non avere il codice ATECO (codice identificativo dell’idoneità professionale) corrispondente alla tipologia di Lotto a cui si partecipava. Si poteva infatti partecipare alla gestione di stabilimenti balneari e spiagge con il codice ATECO 93.29.20 e alla gestione di attività di ristorazione con il codice ATECO 56.10.11. Era dovere del RUP acquisire d’ufficio agli atti le visure camerali dei concorrenti per comprovare l’esistenza del necessario codice ATECO e non bastava enunciare i requisiti di idoneità professionale nella ragione sociale. Chi ancora non aveva il codice ATECO corretto alla data del bando sarebbe stato escluso. Non solo. Alla categoria del codice ATECO 93 o 56 doveva seguire la specifica classe richiesta 29 (per il 93.) e 10 (per il 56.) ad indicare con precisione il requisito di idoneità professionale di cui all’art. 7.2.1 del bando.
Con queste premesse, risulta inspiegabile come abbia potuto partecipare la coop. sociale ACSOM nei 13 lotti delle 3 gare sulle spiagge di Roma Capitale, in quanto ancora ad oggi nella visura camerale n.T611663938 (estratta dal Reg. Imprese in data 12 luglio 2025) risulta dichiarato, a 4 mesi dalla gara, dalla ACSOM solamente il codice ATECO 88.91.00 cioè servizi di asili nido e assistenza diurna per minori.
Il problema sul loro codice ATECO si è posto per la prima volta solo in fase di valutazione della seconda gara, quella delle 31 concessioni balneari (Lotto A10 Plinius, A16 La Bicocca e A19 Miami, tutti stabilimenti balneari), dove la ACSOM è stata esclusa “per mancanza di relativo codice ATECO così come estrapolato dalla visura camerale” (essendo attività non corrispondente a quella indicata nel bando), mentre nulla si dice, sullo stesso verbale, circa la partecipazione della ACSOM al Lotto B28 relativo al ristorante Kelly’s dove esce addirittura vincitrice e al Lotto C31 Il Curvone. Si legge infatti sul verbale QC/0045754 del 30 aprile 2025, riferito alla seduta del 10 aprile, a pagina 13, per il Lotto B28 e C31: “non ci sono cause di esclusione per la ACSOM” pur indicando il codice ATECO 88.91 e non il codice 56.10.11. E ancora più incredibile è il fatto che DOPO aver vinto il lotto B28 sul ristorante Kelly’s, nella gara successiva degli 8 lotti la ACSOM partecipa al Lotto 7 – Ristorante Peppino a Mare, ma lo stesso RUP di tutte le gare, Tommaso Antonucci, chiama il soccorso istruttorio perché la ACSOM non possiede il codice ATECO corretto.
A complicare la situazione è intervenuto (nel corso della gara dei 31 Lotti) il ricorso al TAR promosso dalla ACSOM nel quale la stessa dichiara di aver ottenuto il 17 marzo 2025 un inesistente (ad oggi) codice ATECO 93.29.20 da parte dell’Agenzia delle Entrate e il Comune di Roma riammette sulla fiducia la ACSOM impedendo così che la giustizia amministrativa entrasse nel merito, con tanto di spese legali pagate dal Comune di Roma.
Nonostante l’assenza dunque del codice ATECO, la società ACSOM è oggi assegnataria del ristorante Kelly’s in barba alle regole del disciplinare tecnico di tutte e tre le gare, persino di quella delle spiagge libere, iniziata per prima in ordine temporale, dove la ACSOM è stata ammessa prima ancora dell’artificioso ricorso al TAR. Inoltre, la società coop. ACSOM è stata l’unica a richiedere e ottenere in sede di gara che sui “segreti tecnici o commerciali contenuti nell’offerta tecnica” si “rigetta ogni eventuale istanza di accesso agli atti da parte di qualsiasi altro operatore economico partecipante alla gara”.
Atti contrari al Codice della Navigazione, messa a bando di opere abusive, codici ATECO non rispondenti ai bandi, ricorsi al TAR vinti dall’unica società transfrontaliera, assegnazione punteggi tecnici anomali, autorizzazioni ancora non pervenute a metà della stagione balneare, nessuna tutela ambientale sulle spiagge, decine di società che hanno la stessa sede legale dove sono presenti parenti, amici, soci e dipendenti e costituitesi a ridosso dei bandi vincenti più Lotti. Eppure l’Assessore al Patrimonio Tobia Zevi la scorsa domenica su Report ha affermato “È il momento di fare chiarezza. Se ci sono segnalazioni da fare, vi prego fatele”, ma nessuno dal Campidoglio si è presentato questa mattina in Commissione Trasparenza convocata in Municipio X dal Presidente Pietro Malara.
LabUr dunque presenterà una dettagliata denuncia anche sulle spiagge libere presso le autorità competenti in attesa della nuova convocazione per il prossimo venerdì e per la quale abbiamo richiesto di informare le forze dell’ordine.
Avevamo diverse questioni da chiarire, come ad esempio: come sia stato possibile assegnare il punteggio massimo per ogni anno di esperienza alla Sun-Torini nata il 23/12/2024. Come sia stato possibile che sulle spiagge libere di Roma Capitale siano state ammesse ASD sportive, gestori di discoteche e night club, società che fino al giorno prima si occupavano di rifiuti o di gestione di alberghi e case vacanze? Come sia stato possibile che società quali la Beccaccini, che ha gestito per due stagioni balneari le spiagge libere, prenda 0 punti su esperienza specifica, mentre Reposea srl ed Evoluzioni Ambientali, che fanno capo alla stessa persona di fatto, ottengano 10 punti? Come sia stato possibile che l’unica società transfontraliera di Napoli sia stata ammessa alla gara sulle spiagge libere, ma non a quella dei 31 lotti che si svolgeva parallelamente con lo stesso RUP (Tommaso Antonucci, Direttore del Dipartimento Patrimonio) e dopo ricorso al TAR che ha condannato Roma Capitale al pagamento delle spese, viene riammessa? Come mai la società “Es solo Musica”, dal codice ATECO improbabile, non abbia sulla griglia del verbale alcun punteggio sulle concessioni possedute o sulla voce società a prevalente carattere giovanile e nella gara sugli 8 Lotti venga esclusa perché non ha prodotto quanto richiesto dal soccorso istruttorio? Come sia stato possibile che i punteggi dati sul sistema di inclusione per le spiagge a Castelporziano siano gli stessi sia per chi ha prodotto partenariati con enti del terzo settore che per chi non li ha?
Ci auguriamo che venerdì prossimo l’Assessore Zevi venga a chiarire questi e molti altri aspetti.
La Capitaneria da un anno chiede invano al Comune di Roma di ripristinare lo stato dei luoghi sulle spiagge di Castleporziano, ma il Dipartimento Patrimonio che sbandiera legalità e trasparenza mette a bando le opere abusive.
Il 15 giugno l’Assessore al Patrimonio del Comune di Roma, Tobia Zevi, in un video sui suoi social dichiarava: “Oggi possiamo dire che ci siamo… Chioschi, salvataggio, bagni pubblici… al via il 7 luglio”.
Siamo al 9 luglio e la Capitaneria di Porto scrive al Comune di Roma ieri ribadendo che è un anno che gli chiede di eliminare le opere abusive presenti sulle spiagge di Castelporziano al fine di ripristinare lo stato dei luoghi. Eppure l’Assessore Zevi, anche durante la puntata di Report andata in onda domenica scorsa, si è vantato di aver fatto delle “buone gare” in nome della “, trasparenza e della legalità” sbugiardato dalla giornalista pochi secondi dopo (LINK).
Non ci pare che sia legale mettere a bando strutture in cui siano presenti abusi.
Inoltre, la Capitaneria di Porto ha dato il suo diniego, ovviamente, alla consegna delle aree in occupazione preventiva come richiesto dal Comune di Roma, perché contrario al Codice della Navigazione. Si tratta infatti di un’aggiudicazione provvisoria, che per altro ha bisogno che siano ottemperati tutta una serie di passaggi richiesti per legge.
Tra l’altro, sempre ieri la Capitaneria, ha chiesto al Comune di fornire le posizioni camerali mancanti, cioè quella di Happy Surf One che a nostro avviso non aveva i requisiti previsti dal bando (LINK) e che il fato ha voluto vincesse proprio l’unico lotto senza abusi.
L’unica nota positiva è che dopo nostra segnalazione (LINK) il Comune di Roma ha fatto la voltura della concessione dal Presidente del Municipio X, Mario Falconi, al Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri proprio nei giorni scorsi, cioè dopo l’uscita del bando.
Quello che è certo è che i romani non avranno servizi sulla Spiaggia del Presidente della Repubblica almeno fino a fine luglio: per concedere il 45bis al Comune, la Capitaneria di Porto chiarisce quali siano tutti i passaggi che devono essere rispettati dal concessionario ‘capitale’.
Siamo di fronte ad un mix letale di arroganza e ignoranza da parte dell’Amministrazione Capitolina. Ignoranza amministrativa nel chiedere un atto arrogante, perché contra legem, in nome della somma urgenza derivante da un’incapacità amministrativa. Ricordiamo che la delega per ottenere il 45bis è del Sindaco. È lui che si deve assumere la responsabilità di ottemperare a quanto richiesto dalla Capitaneria e non i gestori, per altro provvisori, di un raffazzonato bando di gara.