SPIAGGIA CASTELPORZIANO CHIOSCO 3: IL CDS SOSPENDE SENTENZA TAR

Nero Oro Gala Invito_20260311_140332_0000Spiaggia Castelporziano Chiosco 3: il Consiglio di Stato sospende la sentenza del TAR e l’assegnazione ad Happy Surf One ASD. 

Da quasi un anno la vicenda del bando dei chioschi di Castelporziano è accompagnata da polemiche, attacchi anche personali e tentativi di delegittimazione nei confronti di chi ha posto domande sugli atti amministrativi. Per mesi le analisi pubblicate da LabUr sono state liquidate come polemiche o insinuazioni.

Oggi però è intervenuto il Consiglio di Stato che con ordinanza cautelare ha sospeso gli effetti della sentenza del TAR, congelando di fatto la situazione fino alla decisione nel merito fissata per il 7 luglio 2026.

Secondo il Consiglio di Stato “risulta prima facie fondata la censura volta a contestare la possibilità per l’ASD Happy Surf assegnataria di svolgere l’attività di ristoro”.
Non si tratta di un dettaglio tecnico. Nel disciplinare di gara, infatti, l’attività di ristoro è indicata come primo servizio previsto, elemento che rende difficile considerarla una funzione accessoria o secondaria rispetto all’attività sportiva.

Il Collegio osserva inoltre che tale attività presenta indubbie finalità lucrative e dunque sono necessari approfondimenti: se l’attività economica non è secondaria, diventa problematico il ricorso al regime proprio delle associazioni sportive dilettantistiche. È esattamente il nodo che da mesi segnaliamo nella vicenda del bando di Castelporziano.

Sospesa quindi l’efficacia della decisione del TAR e dunque anche l’invito allo sgombero.

 

UN ANNO DI ATTI, DOCUMENTI E DOMANDE

La vicenda del bando di Castelporziano non nasce oggi. Negli ultimi mesi è stata oggetto di una lunga serie di analisi e approfondimenti basati sugli atti amministrativi. Tra luglio e settembre 2025 LabUr ha pubblicato diversi articoli che ricostruiscono passo dopo passo la gestione del bando e le sue criticità (in calce i link agli articoli):

– 5 luglio 2025 – dossier sulla gestione delle spiagge e sul caso Castelporziano (LINK)

– 9 luglio 2025 – analisi del bando e delle opere abusive messe in gara (LINK)

– 15 luglio 2025 – aggiornamento sulle novità amministrative relative alle spiagge di Ostia (LINK)

– 12 agosto 2025 – critica alle dichiarazioni sull’apertura dei chioschi (LINK)

– 14 agosto 2025 – Castelporziano a Ferragosto con chioschi chiusi (LINK)

– 15 agosto 2025 – “Ostiopoli”, il vicolo corto amministrativo di Castelporziano (LINK)

– 22 agosto 2025 – approfondimento sulla gestione della spiaggia (LINK)

– 4 settembre 2025 – dubbi sui documenti prodotti nella gara (LINK)

– 7 settembre 2025 – il ruolo opaco di alcuni soggetti nella gestione del bando (LINK)

– 11 settembre 2025 – la prima decisione cautelare del TAR (LINK)

Per mesi queste analisi, liquidate come polemiche, sono le questioni al centro della valutazione del Consiglio di Stato.

 

UNA STAGIONE BALNEARE CHE NON PARTIRÀ IL 1° MAGGIO

La sospensione disposta dal Consiglio di Stato produce anche un effetto immediato sul piano amministrativo.

Il 1° maggio, data di apertura della stagione balneare, Castelporziano dunque non aprirà come sperava e come ha annunciato Carlo Mazzei, Direttore della Direzione “Rigenerazione del Litorale e Grandi Progetti” di Roma Capitale, in Commissione Patrimonio settimana scorsa.  L’assetto della concessione resta infatti congelato fino alla decisione di merito fissata per il 7 luglio 2026.

LE AFFERMAZIONI CONTENUTE NELLA MEMORIA PROCESSUALE

Nella memoria difensiva depositata dalla controparte sono state inoltre formulate affermazioni pesanti e inappropriate nei confronti dei gestori del chiosco, in particolare che non avrebbero alcun titolo sull’area, che sarebbero stati destinatari di uno sgombero definitivo, che il chiosco sarebbe rimasto chiuso e fatiscente e che avrebbe impedito la fruizione della spiaggia. Tutte affermazioni false e tendenziose assieme a quelle che attribuiscono invece ad Happy Surf One ASD di avere invece regolari titoli per partecipare.

Non risulta infatti alcun ordine di sgombero, ma solo un semplice recente invito a rilasciare l’area. Inoltre il chiosco risulta ancora nella piena disponibilità materiale degli storici gestori (titolari di licenza) comprensiva di beni e attrezzature. Infine, ricordiamo, che sulla vicenda è in corso una consulenza tecnica d’ufficio (CTU) presso il Tribunale di Roma.

 

UNA VICENDA ANCORA APERTA

La sospensiva non chiude la vicenda.
Il giudizio di merito dovrà stabilire definitivamente se il bando e la gestione delle attività siano conformi al quadro normativo. Ma una cosa è già chiara: le criticità segnalate non erano polemiche, bensì questioni giuridiche reali, oggi poste all’attenzione del massimo giudice della giustizia amministrativa.
A volte, per capire cosa sta accadendo, basta semplicemente leggere gli atti. In buonafede.

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