OSTIA, COOP SOCIALI E USO URBANISTICO DELLE SPIAGGE LIBERE

Isla Bonita InfernettoIl 29 maggio l’Assessore alle Politiche Sociali della Giunta Gualtieri, Barbara Funari, verrà ad Ostia ad inaugurare la spiaggia libera “ex Spiaggetta” affidata alla coop. Isla Bonita, che l’ha gestita fino al 2014 (annus horribilis per il Municipio X) ai tempi in cui ne faceva parte Gianluca Cavino, oggi collaboratore della Funari. La spiaggia però presenta un grosso problema, come denunciato anche da Il Messaggero: le strutture della “ex Spiaggetta”, dopo le demolizioni per abusivismo delle altre presenti nel 2014, sono occupate da senza fissa dimora e pertanto i locali presenti sull’arenile non possono essere utilizzati per far partire la stagione balneare. Davvero incredibile che si ripeta quanto avvenuto con la manifestazione di interesse indetta dall’ex amministrazione guidata da Giuliana Di Pillo (M5S), attuale consigliere pentastellata al Municipio X, con l’ex Ufficio Tecnico, messo a gara pur essendo occupato da persone in stato di fragilità nonostante la legge lo vieti. Deduciamo dunque che per il 29 maggio prossimo sarà operato lo sgombero della spiaggia a stagione balneare ormai avviata. La Funari ha però espresso in passato più volte la sua posizione: “Lo sgombero è una pratica provvisoria e costosa è non risolve il problema”. Dove andranno queste persone? Quale politica si sta mettendo in campo? Non si sa. Così come rimane un mistero il fatto che la sede legale di Isla Bonita, sita in Via Giordano 95 all’Infernetto, sia la stessa sede di una società della Regione Lazio, la Lazio Crea SpA, un piccolo ufficio vuoto e pieno di bottiglie d’acqua, sempre chiuso. Ai tempi di Cavino la Coop. Sociale aveva la sua sede in Via Isole Samoa 15. In Via Giordano 95 c’era anche la sede, durante l’ultima campagna elettorale, di Sinistra Unita con Eugenio Bellomo, ex capogruppo sotto Andrea Tassone, uomo di fiducia del Presidente Mario Falconi e per questo scelto alla guida dell’Assessorato ai LL.PP. e Patrimonio, costretto a rinunciare all’incarico dopo le pressioni dei GD proprio a seguito della disputa su come gestire le spiagge del litorale romano. Ci auguriamo che la Funari non venga dunque semplicemente a tagliare il nastro, ma spieghi alla cittadinanza anche, e soprattutto, quale sia la politica che l’amministrazione capitolina vuole portare avanti circa l’ “uso sociale” di un bene pubblico come le spiagge libere per evitare che accada quanto avvenuto con l’ex Arca, spiaggia gestita dalla Caritas che ospitava nelle cabine i “senza dimora” che vivevano lì “senza dignità”. Sappiamo quanto la Funari sia vicina alla Sant’Egidio, avendoci collaborato per 30 anni, ma è ora di aprire una seria riflessione su questi ‘esperimenti sociali’ a cui viene sottoposto il Municipio X da anni. Un modello no-profit biopolitico e mercantilistico espressione di una evidente, quanto non auspicabile, abdicazione dello Stato e che Mafia Capitale ha mostrato plasticamente in tutta la sua fragilità. Un settore che soffre di patologie che se non costituiscono violazioni di legge rappresentano un modello di governance non accettabile sotto diversi profili, anche quello urbanistico.

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