PONTILE DI OSTIA, LA “ZONA BIANCA” ALL’OCCORRENZA

Copia di Nero Oro Gala Invito_20260517_160924_0000Il Pontile non è una location qualunque. È il simbolo pubblico di Ostia, tutelato come “zona bianca”. Eppure basta chiamare un evento “gratuito”, tenerlo poche ore, alleggerire le strutture e avere le giuste coperture istituzionali perché quello spazio diventi palco, set televisivo e vetrina promozionale.
Chi decide quando il bene comune può diventare format privato?

 

Sulla carta geografica e nei regolamenti comunali, la rotonda finale del Pontile di Ostia è una “zona bianca”. Un luogo intoccabile, tutelato dalla storica delibera n. 18 del 2003 che lo consacra a passeggiata panoramica e ne vieta la privatizzazione, l’uso commerciale e l’installazione di strutture di grande impatto. Eppure, basta una consolle leggera, l’etichetta di “manifestazione culturale gratuita” e una spinta mediatica strategica per trasformare un simbolo del decoro urbano in una discoteca sul mare.

Il live set che inaugura la stagione balneare 2026, con le telecamere di Radio Roma Tv e i droni di RomaEvents a catturare il tramonto, solleva alcuni interrogativi perché aggira, in modo creativo, le regole. Un gioco di prestigio burocratico benedetto dai vertici del Municipio X.

L’escamotage della performance estemporanea e i nodi dell’acustica
Come si trasforma un’area protetta in un club senza violare formalmente la legge? Sfruttando le maglie larghe delle deroghe per la promozione del territorio: niente palchi pesanti, niente biglietti all’ingresso e una durata limitata a poche ore. Tutti parametri che permettono all’evento di non configurarsi come occupazione commerciale stanziale di suolo pubblico.

Il vero “buco” normativo risiede però nella gestione dell’inquinamento acustico.
Il litorale è teoricamente disciplinato dall’Ordinanza Balneare Sindacale n. 63, che fissa paletti rigidi alle emissioni sonore e agli orari della movida. Tuttavia, classificando l’esibizione come evento istituzionale estemporaneo patrocinato, l’amministrazione concede deroghe che bypassano le ordinarie sanzioni per il disturbo della quiete pubblica e i limiti di decibel zonali previsti per le aree urbane di pregio paesaggistico. Un patrocinio gratuito che, di fatto, regala uno spazio pubblico inestimabile a partner privati per i propri rientri pubblicitari.

Il fenomeno “Qvinto” e la regia di Federico Salamone
Al centro della scena c’è Qvinto, all’anagrafe Leonardo Salamone. Il DJ è un talento indiscutibile della musica elettronica: ha solo 11 anni, un contratto con la Virgin/Universal e alle spalle la formazione nella prestigiosa accademia di Joe T Vannelli. Ma in un territorio complesso come quello del litorale romano, le storie di precocità artistica si intrecciano inevitabilmente con il contesto politico e imprenditoriale circostante.

Dietro la gestione della giovanissima promessa si muove il padre, Federico Salamone, fondatore del gruppo Ostia Holiday e figura ben nota alle cronache locali del litorale. Salamone è finito ripetutamente nel mirino delle inchieste territoriali per la gestione della c.d. “spiaggia rossa” a Ostia Ponente, come hanno riportato allora le cronache de Il Messaggero. In passato, le sue attività commerciali legate alla balneazione erano state infatti contestate per aver posizionato cartelli e strutture pubblicitarie (“Greed Lounge Beach”) senza i necessari titoli autorizzativi, estendendosi abusivamente sulle limitrofe spiagge libere destinate alla cittadinanza. La presenza odierna di Salamone in veste di promotore proietta un’ombra di forte interesse privato su una manifestazione spacciata per pura beneficenza culturale.

Il peso politico: tra il blocco dello Shilling e lo stile “sportivo” di Caliendo
Il via libera istituzionale a questa operazione porta la firma politica dell’Assessore alle Attività Produttive e al Turismo del Municipio X, Antonio Caliendo, rimasto coinvolto nelle delicate indagini giudiziarie relative alla gestione dello “Shilling”, lo storico stabilimento e locale della movida di Ostia finito sotto sequestro per presunti abusi edilizi e irregolarità nel rinnovo delle concessioni demaniali sul litorale (LINK).

C’è un cortocircuito evidente in questa gestione.

Ricordiamo quando l’allora consiliere Antonio Caliendo si opponeva in aula Massimo di Somma contro la Giunta Vizzani proprio per l’uso disinvolto del Pontile (LINK).
Ma mentre oggi le storiche discoteche del litorale (come è stata proprio lo Shilling) subiscono la scure dei sigilli, dei blocchi amministrativi e delle chiusure forzate, le medesime attività di intrattenimento musicale risorge magicamente nei luoghi pubblici protetti grazie al modo decisamente “sportivo” e disinvolto con cui l’assessorato interpreta le norme di salvaguardia.

Due pesi e due misure, proprio sul tema caldissimo della gestione degli spazi costieri, in cui si concede l’ennesima “deroga” sul Pontile riaccendendo così il dibattito sull’opportunità delle scelte politiche locali e sull’uso dei beni comuni.

Ostia si ritrova ancora una volta davanti allo specchio delle sue storiche contraddizioni: da un lato la rigidità di regolamenti scritti per proteggere il territorio, dall’altro la facilità con cui la politica locale concede spazi di pregio a format privati, muovendosi in un limbo amministrativo dove le regole sembrano fatte per essere aggirate, purché a tempo di musica e santi amici in paradiso.

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