PARCHI DELLA COLOMBO, LA DENSIFICAZIONE AVANZA MA SULLA RETE IDRICA MANCANO LE RISPOSTE

Copia di Nero Oro Gala Invito_20260908_073709_0000La compensazione di Tor Marancia arriva all’Infernetto mentre la VAS riconosce la “potenziale inadeguatezza” dell’approvvigionamento idrico. Dopo il disservizio del 29 agosto LabUr ha chiesto ad Acea cause, infrastrutture coinvolte e possibili vulnerabilità della rete. La risposta è arrivata, i chiarimenti tecnici no.

 

Il Programma Urbanistico Parchi della Colombo all’Infernetto, sottoposto in queste settimane a Valutazione Ambientale Strategica (le osservazioni scadono il 18 settembre), è l’ultimo passaggio di una vicenda urbanistica molto lunga, che parte dalle compensazioni originate dalla tutela di Tor Marancia e approda, molti anni dopo, all’Infernetto.
È uno dei meccanismi più controversi della pianificazione romana: diritti edificatori che non vengono esercitati nelle aree originariamente interessate e che, attraverso la compensazione, vengono trasferiti altrove.
Nel caso dei Parchi della Colombo, quei diritti arrivano in un quadrante che nel frattempo è profondamente cambiato.

L’Infernetto di oggi non è quello sul quale furono costruiti molti degli scenari urbanistici e infrastrutturali originari. La popolazione è cresciuta, il territorio si è densificato e le reti stradali e tecnologiche devono sostenere carichi molto diversi da quelli di alcuni decenni fa.

L’Accordo di Programma di Parchi della Colombo

Il Programma prevede 16.264,66 mq di SUL complessiva, 13.687,66 residenziale, 365 abitanti. Il problema non sono soltanto quei 365 abitanti, ma la capacità residua del territorio nel quale vengono collocati.

Una criticità scritta nel Rapporto Ambientale

La documentazione ambientale del Programma individua espressamente, tra le principali possibili conseguenze dell’aumento del carico insediativo, la “potenziale inadeguatezza del sistema di approvvigionamento idrico”, insieme alla possibile inadeguatezza del sistema di smaltimento dei reflui e all’incremento dei flussi veicolari. Una cosa è dimostrare che il nuovo insediamento potrà essere materialmente allacciato all’acquedotto, un’altra è dimostrare che la rete esistente disponga della portata, della pressione e della capacità residua necessarie a sostenere nuovi carichi senza compromettere il servizio già reso al territorio.

E proprio mentre è aperta la procedura ambientale (VAS) dei Parchi della Colombo, sul territorio avviene una coincidenza davvero curiosa. 

La VAS e il collasso del sistema idrico

Il 29 agosto l’acqua sparisce o arriva con poca pressione nel quadrante Infernetto, Casal Palocco e AXA. La stessa Acea riconduce il disservizio generale a problemi nel riempimento dei serbatoi di alimentazione della zona.
Il 30 agosto LabUr segnala ad Acea Ato 2 il grave disservizio verificatosi a partire dal giorno precedente. Il fenomeno risultava protratto per oltre ventiquattro ore (LINK).
La PEC, inviata ad Acea Ato 2, alla Segreteria Tecnico Operativa dell’ATO2 e al Municipio X, con ARERA per conoscenza, conteneva dieci domande tecniche precise, tra cui:

  • quale fosse stata la causa dell’evento; 
  • se fosse stata interessata una condotta primaria, una dorsale, un nodo di regolazione, un distretto idrico/DMA o una rete locale; 
  • quali territori fossero stati effettivamente coinvolti; 
  • quando fossero iniziate le operazioni di riparazione; 
  • perché il normale livello di pressione non fosse stato immediatamente ripristinato. 

Domande normali dopo un disservizio di quella dimensione che si è protratto fino al 1° sttembre.

Ma ne abbiamo posta un’altra. Alla STO dell’ATO2 abbiamo chiesto di verificare l’eventuale presenza di “criticità strutturali nel sistema di adduzione e distribuzione del quadrante Infernetto–Acilia–Palocco–Ostia” aggiungendo che “la richiesta assume particolare rilievo anche alla luce della progressiva densificazione urbanistica dell’Infernetto (Parchi della Colombo) e dei nuovi carichi insediativi previsti nel quadrante”. Tradotto: il disservizio ha evidenziato limiti o vulnerabilità della rete attualmente esistente? 

Le non risposte di ACEA al reclamo

Acea Ato 2 non ha, di fatto, risposto. Ha semplicemente richiamato il Regolamento di utenza e la Carta del Servizio Idrico Integrato. Rispetto alla richiesta di documentazione, ha indicato la necessità di presentare una formale istanza di accesso agli atti.
Quello che non troviamo nella risposta ricevuta è però ciò che avevamo chiesto di conoscere sul piano tecnico:

  • Qual è stata la causa del disservizio?
  • Quale infrastruttura è stata interessata?
  • È stata coinvolta una dorsale, un DMA, un nodo di regolazione o una rete locale?
  • Perché il ripristino della pressione ha richiesto tanto tempo?
  • Sono emerse vulnerabilità strutturali della rete?

Non si sa. Quello che è certo è che intanto sulla rete si continua a lavorare anche in questi giorni. 

I lavori ACEA 

Da mesi sono visibili interventi sulla rete idrica del quadrante e, anche nei primi giorni di settembre, Acea ha comunicato lavori programmati con possibili interruzioni o abbassamenti di pressione in alcune zone dell’Infernetto. Che siano o no collegati alla futura densificazione dei Parchi della Colombo non lo sappiamo con certezza perché semplicemente non ci hanno risposto.  Quello che è certo è che occorre sapere quali interventi siano in corso, quali problemi siano destinati a risolvere e soprattutto se essi costituiscano semplice manutenzione, recupero delle perdite e dell’efficienza della rete esistente oppure determinino anche un incremento della capacità infrastrutturale disponibile. Perché le due cose non sono equivalenti.

Se un acquedotto viene risanato per recuperare perdite, pressione o affidabilità necessarie a garantire un servizio adeguato agli utenti che già esistono, la capacità recuperata non può essere automaticamente considerata capacità libera per nuova urbanizzazione. 

Prima gli abitanti, poi la capacità della rete? No

La questione dei Parchi della Colombo impone di chiedersi: 

  • Quanta capacità possiede oggi la rete dopo aver soddisfatto la popolazione esistente?
  • Quanta ne assorbiranno le trasformazioni già autorizzate ma non ancora completamente insediate?
  • Quali interventi sono necessari per recuperare eventuali deficit pregressi?
  • E infine, quale capacità rimane effettivamente disponibile per nuovi carichi urbanistici?

È una distinzione fondamentale perché una rete può essere tecnicamente collegabile e contemporaneamente non possedere un margine infrastrutturale sufficiente nelle condizioni più gravose. E il problema non riguarda soltanto la quantità d’acqua disponibile, ma anche pressioni, condizioni di punta, resilienza del sistema e capacità di garantire il servizio quando una parte della rete è indisponibile.

La VAS dei Parchi della Colombo

Le osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica dei Parchi della Colombo possono essere presentate fino al 18 settembre. LabUr sta completando l’esame della documentazione e presenterà le proprie osservazioni nei termini.
Non ne anticipiamo oggi il contenuto, ma una cosa può essere detta già adesso: la VAS non serve a certificare che un nuovo insediamento potrà essere collegato alle infrastrutture esistenti. Serve a valutare preventivamente se il territorio e le sue infrastrutture siano in grado di sostenerne gli effetti, anche insieme a quelli delle altre trasformazioni previste.

Quando lo stesso Rapporto Ambientale parla di “potenziale inadeguatezza del sistema di approvvigionamento idrico”, la risposta non può arrivare dopo l’edificazione. Deve arrivare prima. Per questo torniamo a chiedere pubblicamente ad Acea Ato 2 e alla STO dell’ATO2: qual è oggi la capacità residua della rete idropotabile che serve l’Infernetto? Quali sono natura e finalità degli interventi attualmente in corso? Quale capacità resterà effettivamente disponibile dopo avere garantito il servizio alla popolazione esistente e assorbito i carichi urbanistici già previsti?

Se la rete è adeguata, i dati potranno dimostrarlo. Se invece necessita di potenziamenti, è necessario sapere quali, quando, a carico di chi e prima di quale fase della nuova edificazione. Non vorremmo scoprire che ACEA si sta preparando le carte per la conferenza dei servizi di questo ennesimo Accordo di Programma.


LabUr è un laboratorio indipendente di ricerca urbana specializzato nell’analisi documentale dei procedimenti amministrativi che producono le trasformazioni urbane. Verifica atti, piani urbanistici, procedimenti amministrativi e politiche pubbliche nell’interesse collettivo.

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