Ci è stato detto che sarebbe una lettura “ideologica” e “mistificatoria” sostenere che, a Roma, sempre più spesso il procedimento si capovolge: invece di verificare se il progetto è coerente con il piano, si finisce per adattare il piano al progetto (LINK).
Abbiamo quindi fatto ciò che facciamo sempre: verificare i procedimenti amministrativi.
Abbiamo preso in esame 20 tra i casi più mediatici di trasformazione urbana a Roma.
Nel 30% dei casi analizzati, la documentazione mostra che la decisione sostanziale si è consolidata prima del completamento del procedimento urbanistico ordinario.
Ecco alcuni esempi.
• Parco del Mare
PFTE, Conferenza di Servizi e variante ex art. 19 del DPR 327/2001 definiscono l’impianto dell’intervento prima della conclusione del procedimento urbanistico ordinario.
• Santa Maria della Pietà
Lo Schema di Assetto Preliminare viene approvato dalla Giunta; il percorso partecipativo viene attivato successivamente.
• Ex Mercati Generali
Accordo, investitore, progetto e convenzione risultano definiti prima dell’attivazione di un procedimento partecipativo strutturato.
• Anello Verde
Lo Schema di Assetto Generale viene approvato dalla Giunta; il confronto pubblico viene avviato solo successivamente.
• Testaccio
Il Masterplan viene approvato mentre una richiesta formale di avvio del procedimento partecipativo, presentata dai cittadini tre anni prima, risulta ancora priva di seguito.
• Tor Vergata Green City
La costruzione dell’operazione economica precede la conclusione della pianificazione comunale: l’Agenzia del Demanio avvia la ricerca di partner privati mentre Comune e Regione stanno ancora definendo il percorso amministrativo e la destinazione urbanistica dell’area.
Abbiamo trovato anche procedimenti che non confermano questa dinamica. Li abbiamo considerati con la stessa attenzione, perché il nostro obiettivo non è dimostrare una tesi precostituita, ma comprendere quando e dove si forma realmente la decisione urbanistica.
La domanda, quindi, resta la stessa:
In quale momento una trasformazione urbana diventa, di fatto, irreversibile?
Se questa ricostruzione è errata, saremo i primi a correggerla sulla base degli atti.
Se invece la cronologia dei procedimenti è corretta, allora il confronto dovrebbe riguardare gli atti e le procedure, non le intenzioni di chi li analizza.
Questi casi non rappresentano anomalie isolate. Appartengono a una modalità di governo della trasformazione urbana che negli ultimi anni si è progressivamente consolidata.
Le forme cambiano: poteri commissariali, procedure speciali, accordi, strumenti strategici, normative derogatorie. Il risultato, però, tende a essere il medesimo: la decisione sostanziale matura prima del completamento del procedimento urbanistico ordinario e la pianificazione si trova sempre più spesso a recepire assetti già definiti.
È esattamente questo scarto temporale tra la formazione della decisione e la sua successiva formalizzazione amministrativa che riteniamo meriti un confronto pubblico.
Perché è lì che si misura, concretamente, quanto spazio resta alla pianificazione, alla partecipazione e, in ultima analisi, alla capacità della città di orientare il proprio futuro.
Siccome ci è stato attribuito un intento manipolatorio, un’accusa che prendiamo molto sul serio – perché la credibilità di un laboratorio di ricerca si misura sul metodo prima ancora che sulle conclusioni – anticipiamo che trasformeremo questa contestazione in un’occasione di verifica ancora più rigorosa.
Entro la conclusione del mandato della Giunta Gualtieri pubblicheremo un report che ricostruirà, con una metodologia uniforme, i principali procedimenti di trasformazione urbana avviati durante questa consiliatura.
Le accuse sulle intenzioni si respingono con un solo strumento: gli atti. È su quelli che continueremo a lavorare.
LabUr è un laboratorio indipendente di ricerca urbana specializzato nell’analisi documentale dei procedimenti amministrativi che producono le trasformazioni urbane. Verifica atti, piani urbanistici, procedimenti amministrativi e politiche pubbliche nell’interesse collettivo.
Metodo LabUr — Questo contributo è stato realizzato attraverso l’analisi di atti amministrativi, strumenti urbanistici, normativa vigente e documentazione tecnica. L’obiettivo è verificare attraverso fonti documentali i procedimenti che producono le trasformazioni urbane e valutarne la coerenza con la pianificazione urbanistica, la normativa vigente e l’interesse pubblico.