PROCESSO MONDIALI DI NUOTO 2009: TUTTO FERMO MA NON PER MALAGO’

Il processo per i presunti abusi edilizi compiuti dagli impianti sportivi privati realizzati in occasione dei Mondiali di Nuoto 2009 sta diventando una barzelletta. Oggi l’udienza durante la quale si sarebbero dovuti ascoltare i test (che neppure si sono presentati, ad eccezione di due) non è stata aperta per l’astensione dell’avvocato Nicola Pisani. Così, tutto è stato rinviato a settembre con i tempi di prescrizione del processo (2014) che si avvicinano sempre di più.
Il colpo di scena è però stato un altro.
Con il consenso del PM Antonino Di Maio, l’avvocato Carlo Longari, difensore di Giovanni Malagò, ha chiesto e ottenuto di depositare, senza passare in cancelleria, come tecnicamente si dovrebbe fare, ulteriore documentazione relativa alla regolarità delle opere dell’impianto Aquaniene, la struttura del Circolo Canottieri Aniene di cui Malagò è presidente, nata con i Mondiali di Nuoto.
Non solo, ma Longari, proprio per aver depositato in aula tale documentazione, ha ottenuto subito dal giudice Marina Finiti una nuova udienza per il 12 luglio, ore 9:00, presso la 4° Sezione Penale del Tribunale di Roma, dedicata proprio e solo a Malagò. Il motivo è molto semplice. Gianni Petrucci, attuale presidente, sta cercando di far spostare le nuove elezioni del CONI a febbraio 2013 invece che tra il 1° maggio e il 30 giugno come previsto da regolamento. Malagò vuole candidarsi ma non può farlo fino a quando esiste la pendenza del suo procedimento che impedirebbe di rivestire tale carica pubblica. Così Longari ha invocato l’articolo 129 del codice di procedura penale per cercare di ottenere il 12 luglio, prima della fine del processo, la sentenza di innocenza per Malagò. E’ ovvio che una simile mossa nasconde la quasi matematica certezza che Malagò non sarà ritenuto colpevole. Quindi, mentre la Giustizia si sostituisce alla Verità, lo scandalo dei Mondiali di Nuoto si mette a tacere e i soliti noti continuano indisturbati nei loro giochi di potere. Se ci fosse rispetto per la Giustizia, gli imputati (tutti contumaci, mai presenti in aula, a parte Claudio Rinaldi e Angelo Balducci, ex-commisari delegati per i Mondiali di Nuoto) non potrebbero intravedere la prescrizione dei reati contestati ma avrebbero da temere una esemplare condanna. Aspettiamo di vedere cosa accadrà il 12 luglio.

dr.Ing. Andrea Schiavone – Presidente LabUr

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