OSTIA, SKATE PARK: UN CANTIERE CON IRREGOLARITA’

IMG-20210216-WA0000Da mesi Giuliana DI PILLO, presidente del Municipio Roma X, annuncia l’apertura dello Skate Park di Ostia su via della Martinica. In realtà i lavori, iniziati il 18 settembre 2019 e che dovevano concludersi dopo 220 giorni (il 25 aprile 2020), sono ancora in alto mare sebbene il Municipio continui a sostenere che l’impianto, definito “tra i migliori d’Europa” sia in fase di ultimazione. L’impressionante ritardo non è conseguenza dell’emergenza sanitaria ma di una palese impreparazione tecnica, come abbiamo già segnalato in un precedente articolo. L’ultimo esempio, forse il più eclatante, è costituito dalla determinazione dirigenziale n.3065 del 28 dicembre 2020 con cui Giacomo GUASTELLA, direttore del Municipio, ha stanziato a favore dell’impresa appaltatrice altri 163 mila euro (oltre ai 438mila di gara) per la recinzione dell’area, a suo dire “opera non prevista nel contratto originale”. In realtà il progetto esecutivo andato in gara comprendeva (Elaborato 9, “Computo Metrico Estimativo ed Elenco Prezzi Unitari”, voce n.46) la “Fornitura e messa in opera di recinzione di produzione industriale, tipo Acumina” per un importo di 47mila euro [1] (con ribasso effettuato del 31%): sbagliato il progetto o danno erariale? Oppure si sono introdotte illegittime opere di rifinitura generale?

Ricordiamo infatti che i lavori che si stanno eseguendo prendono i fondi dalla manutenzione stradale e fa rabbia il confronto con l’abbandono, tra erbacce e buche, in cui versano le prospicienti via della Martinica e via di N.S. di Bonaria.

 

Proprio a via di N.S. di Bonaria si riferisce il filmato qui allegato dove si vede che l’acqua di cantiere viene presa dal punto di consegna ACEA del vicino Mercato dell’Appagliatore, con tanto di attraversamento stradale rattoppato alla meno peggio. Tutto regolare? Il consumo d’acqua del cantiere dello Skate Park, per il cemento utilizzato, è stato enorme e di solito le spese delle utenze di cantiere sarebbero a carico della ditta e non dell’utenza intestata al Mercato dell’Appagliatore. Analogo discorso per l’impianto di illuminazione dello Skate Park, ancora da realizzare con la posa in opera di 6 pali da 9 metri di nuova fornitura e che non potranno di certo essere ‘sostituiti’ dall’esistente impianto di illuminazione stradale.

Manca ancora il completamento degli allacci per lo smaltimento delle acque bianche e nere in fogna, la sistemazione della vasca biologica di tipo Imhoff per il trattamento delle acque di scarico e il ripristino di quel poco che rimane dell’area verde, ormai cementificata. Eppure il 19 ottobre quando prima Roberta LOMBARDI e il giorno dopo Virgina RAGGI posarono la ‘prima pietra’ dell’impianto (chiamata la ‘pietra della legalità’) la sensazione era che tutto fosse regolare.

Ricordiamo infine, che il nuovo impianto dello Skate Park di via della Martinica sorge a ben 800 metri dal precedente impianto chiamato ‘The Spot’, che non fu affatto ‘bruciato’ dalla criminalità. Era infatti il 14 agosto del 2013 quando ad Ostia, dove ormai non si parlava altro che di mafia e criminalità, su iniziativa del PM Mario PALAZZI, fu sequestrato ‘The Spot’, ‘il più grande skate park di Ostia’ in via Domenico Baffigo 143, nato 10 anni prima. L’ipotesi di reato era quella di «abusi edilizi in zona con vincoli paesaggistici». Ex proprietà dell’Ater, poi del Comune di Roma, era stato dato nel 2003 “in convenzione alla società sportiva guidata da William Zanchelli”, lo stesso che oggi sta partecipando alla gara di affidamento in concessione del nuovo Skate Park di via della Martinica. Il terreno del ‘The Spot’ però, come appurato dall’indagine dei Carabinieri, era stato acquistato dal Vicariato già all’epoca della convenzione con l’intento di costruirci una nuova parrocchia, oratorio e uffici. Un progetto mai partito proprio per l’«occupazione abusiva» messa in atto con le strutture dello Skate Park.

Poi quel terribile incendio alle ore 15 del 23 luglio del 2014, dopo un anno di abbandono, che distrusse del tutto le strutture ancora sotto sequestro. Ora, un nuovo impianto e molti dubbi sulla sua legalità.


 

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