OSTIA, CONCESSIONI DEMANIALI: ERRATA L’ALTA VALENZA TURISTICA

ostia valenza turisticaLabUr aveva ragione anche stavolta: i criteri adottati dal Municipio Roma X in termini di canoni concessori: la classificazione di ‘alta valenza turistica’ per il litorale romano è sbagliata, come documentato dalla istanza di revisione in autotutela inviata in data 4 novembre 2022 al Comune di Roma e alla Regione Lazio (1).

Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale (Sezione Settima), ha infatti sentenziato in data 22 novembre 2022 (con pubblicazione del 4 gennaio 2023) a favore del ricorso proposto dalla Nuova Pineta S.r.l. (nr. 2023/00129) circa la errata valutazione da parte del Comune di Roma (fino al 2020) dei fenomeni erosivi lungo il litorale romano che hanno portato negli anni ad attribuire alle concessioni demaniali marittime la classificazione di “alta valenza turistica“.

In sostanza, essendosi incontrovertibilmente appurato in sede di verificazione giudiziale “che l’arenile si è ridotto a seguito di eventi dannosi di eccezionale gravità che hanno comportato una minore utilizzazione dei beni oggetto della concessione“, la fondatezza del ricorso è basata sul fatto che il Comune di Roma ha utilizzato le sole “pubblicazioni fonte ENEA” anziché l’ “Atlante regionale della Dinamica Costiera elaborata nell’ambito del “Progetto Europeo Maremed”, così come previsto dalla legge regionale 14 luglio 2014, n. 7.
In pratica, lo stesso errore commesso dalla delibera di giunta n.33 del 24 ottobre 2022 che ha utilizzato il “Rapporto spiagge Legambiente 2022” per definire di valore ‘medio’ l’effetto erosivo costiero attribuendo alle concessioni di nuovo una “alta valenza turistica” a fronte invece della gravità visibile a tutti, in primis alla Regione Lazio, anche a Legambiente stessa.

Non è infatti ammissibile che siano state stravolte le conclusioni di Legambiente che, testualmente, in linea con quanto sostenuto dalla Regione Lazio, ritiene grave e non ‘media’ l’erosione sul litorale romano: “Il litorale di Roma, la zona di Ostia e del X Municipio, ha visto negli anni numerosi interventi sia di opere rigide che di ripascimenti. Su questi 10 km di litorale sono state realizzate opere rigide come barriere sommerse ravvicinate (Ostia Ponente) o distanziate (Ostia Centro), pennelli semisommersi (Ostia Ponente e centro), ripascimenti con sabbie da cave terrestri (Ostia Ponente e Centro), con sabbia da cave marine (Ostia Ponente e Levante). Dal 1990 al 2015 (il periodo più importante per la mole di interventi) l’erosione complessiva del litorale di Ostia è passata da circa 50.000 mq a 120.000 mq. Dal 2016 al 2018 la situazione è ulteriormente peggiorata“.

Chiaramente tale sentenza non modifica questa ultima insana decisione del Municipio Roma X, ma crea un precedente di cui terranno conto le prossime sentenze in sede di TAR Lazio presentate dai balneari. Insomma, un eterno contenzioso dovuto alla incapacità di ascolto degli uffici (non solo del Municipio Roma X, ma anche regionali e dell’Agenzia del Demanio) che invece di far pagare il giusto approfittano della discrezionalità amministrativa per alzare i canoni concessori. Errori che comportano enormi spese da parte dell’Avvocatura Capitolina e un aumento delle tariffe stagionali applicate sulle spiagge, un danno per le tasche dei cittadini e non certo per gli amministratori.

 

(1) per l’annullamento della Deliberazione di Giunta del Municipio Roma X n. 33 del 25 ottobre 2022 e rettifica delle precedenti schede di analisi per la valutazione turistica del litorale romano (non resa pubblica in quanto in fase istruttoria)

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