INFERNETTO, CASA DELLA COMUNITÀ: CERTIFICATO IL TARGET PNRR A CANTIERE APERTO

Copia di Nero Oro Gala Invito_20260704_091054_0000Casa della Comunità dell’Infernetto: cronologia e documenti sollevano interrogativi pesanti sulla certificazione PNRR. Si certifica a cantiere aperto?

 

Per settimane ai cittadini dell’Infernetto è stato raccontato che la Casa della Comunità era ormai pronta (ne avevamo parlato a questo LINK). Eppure gli atti amministrativi, le immagini pubbliche e le stesse linee guida del Ministero della Salute fanno emergere un interrogativo che merita una risposta.

Su quali documenti è stata attestata la conformità richiesta dal Target M6C1-3 del PNRR?

Per rispondere è sufficiente ricostruire, in ordine cronologico, ciò che è accaduto tra il 23 giugno e il 3 luglio.

Una cronologia che merita chiarezza

Il 23 giugno Canale 10 apre il proprio servizio con parole inequivocabili (LINK):

«Nonostante i vincoli del PNRR rispetto al termine della costruzione della struttura, vediamo che siamo ancora un po’ indietro in questi lavori.»
Le immagini mostrano operai e mezzi d’opera ancora all’interno del cantiere della Casa della Comunità di via Lino Liviabella. Nello stesso servizio viene ricordato che la scadenza del 30 giugno rappresenta il termine fissato dal PNRR per il raggiungimento del relativo Target.

In quello stesso servizio Stefano Flego, presidente del Comitato di Quartiere Infernetto, richiama un’altra questione centrale: il rischio che la struttura possa trasformarsi in una “scatola vuota”, priva del personale e dei servizi previsti dal DM 77/2022. Perché non basta completare un edificio: servono medici, infermieri, tecnologie e organizzazione sanitaria.

Il 24 giugno: “i lavori saranno conclusi”

Il giorno successivo, durante l’assemblea pubblica organizzata dal Comitato di Quartiere Infernetto, viene proiettata una slide che oggi assume un particolare rilievo (LINK).

La frase riportata è chiara: «La vera sfida inizierà quando i lavori all’edificio saranno conclusi.»

Secondo gli stessi organizzatori dell’incontro, il 24 giugno i lavori risultavano ancora in corso, coerentemente con le immagini del cantiere diffuse il giorno precedente.

Il 25 giugno arriva l’annuncio dell'”accreditamento”

Il giorno successivo Roberto Morello, Direttore del Distretto 10 della ASL Roma 3, dichiara pubblicamente che la Casa della Comunità è stata “accreditata” dalla Regione Lazio e che, con tale passaggio, la ASL ha raggiunto il cento per cento degli obiettivi previsti dal PNRR.
Come è stato possibile?

Il 26 giugno il cantiere è ancora aperto

Il 26 giugno, cioè il giorno successivo all’annuncio dell’avvenuto “accreditamento”, un nuovo servizio di Canale 10 continua a mostrare un cantiere chiaramente operativo.
Recinzioni, materiali edili, sistemazioni esterne ancora da completare e lavorazioni in corso risultano visibili nelle immagini trasmesse dall’emittente.

Il 3 luglio, durante la Commissione congiunta del Municipio X, anche le immagini diffuse dal Comitato di Quartiere continuano a mostrare mezzi d’opera, materiali e lavorazioni esterne ancora presenti.

Il BURL racconta un’altra storia

Il 30 giugno viene pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio la Determinazione 15 giugno 2026, n. G08167 (LINK) .
L’atto, tuttavia, non contiene un provvedimento espresso di accreditamento sanitario della Casa della Comunità di via Lino Liviabella.
La Regione prende invece atto della documentazione predisposta ai fini della rendicontazione del Target PNRR M6C1-3 relativo alle “Case della Comunità messe a disposizione e dotate di attrezzature tecnologiche”, richiamando il cosiddetto Verification Mechanism previsto dalla Commissione europea.
Si tratta quindi di una presa d’atto della rendicontazione del Target PNRR che però non è stata resa pubblica.

Le linee guida del Ministero: non basta una dichiarazione

È proprio qui che la vicenda assume un rilievo ancora maggiore.
Le linee guida predisposte dal Ministero della Salute per il Target M6C1-3 stabiliscono che l’Esperto Indipendente non deve limitarsi alla verifica della documentazione amministrativa (LINK1 e LINK2). È chiamato infatti ad accertare che la Casa della Comunità sia formalmente e fisicamente disponibile.

La verifica comprende, tra l’altro:

  • il Certificato di Ultimazione dei Lavori;
  • il Certificato di Regolare Esecuzione oppure il Collaudo;
  • la disponibilità dell’immobile;
  • la conformità degli impianti;
  • la documentazione in materia di sicurezza;
  • una verifica visiva della struttura, finalizzata ad accertare la presenza delle finiture, degli arredi, dell’accessibilità e degli allestimenti richiesti dal DM 77/2022.

Non si tratta quindi di un semplice controllo documentale. La disponibilità fisica della struttura costituisce infatti uno degli elementi che l’Esperto Indipendente è chiamato ad asseverare nell’ambito del Verification Mechanism previsto dalla Commissione europea.

Il ruolo dell’ingegnere Lorenzo Quaresima

Per svolgere questa attività la ASL Roma 3 ha nominato l’Ing. Lorenzo Quaresima quale Esperto Indipendente incaricato della verifica del raggiungimento del Target M6C1-3.
La sua relazione costituisce uno dei principali documenti tecnici dell’intero procedimento. Proprio per questo la sua pubblicazione consentirebbe di chiarire definitivamente quale fosse lo stato della struttura nel momento in cui è stata certificata la conformità richiesta dal PNRR.

La Commissione congiunta del Municipio X del 3 luglio

Sono presenti Marco Possanzini, Presidente della Commissione Speciale PNRR, Leonardo Di Matteo, Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Mobilità, il Comitato di Quartiere Infernetto guidato da Stefano Flego e, da remoto, il Direttore del Distretto 10 della ASL Roma 3, Roberto Morello.

Da quanto emerso pubblicamente, nessuno affronta quello che appare il nodo principale della vicenda.

Se il 24 giugno il Comitato di Quartiere affermava che i lavori non erano ancora conclusi, se il 26 giugno le immagini mostravano un cantiere ancora operativo e se il 3 luglio risultavano ancora presenti mezzi e lavorazioni, quale documentazione ha consentito di attestare che la Casa della Comunità fosse già formalmente e fisicamente disponibile secondo quanto richiesto dal Target M6C1-3 del PNRR?

Non è una domanda polemica, ma tecnica. Ed è la stessa domanda che qualsiasi cittadino dovrebbe porsi quando un’opera pubblica finanziata con 5,8 milioni di euro di fondi europei viene dichiarata conforme agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

LabUr chiede gli atti, non le rassicurazioni

LabUr non mette in discussione l’importanza della Casa della Comunità dell’Infernetto. Al contrario, è tra coloro che da anni ne sostengono la realizzazione. Proprio per questo ritiene che oggi serva la massima trasparenza. Per fugare ogni dubbio sarebbe sufficiente pubblicare:

  • la relazione asseverata dell’Esperto Indipendente ing. Lorenzo Quaresima;
  • il Certificato di Ultimazione dei Lavori;
  • il Certificato di Regolare Esecuzione o il Collaudo utilizzato ai fini della certificazione;
  • la documentazione del Verification Mechanism trasmessa dalla ASL Roma 3 alla Regione Lazio;
  • l’eventuale provvedimento regionale di accreditamento, ove distinto dalla Determinazione G08167 di presa d’atto della rendicontazione del Target PNRR.

La trasparenza amministrativa non serve a confermare una tesi, ma a consentire ai cittadini di verificare i fatti.

Se la procedura è stata svolta nel pieno rispetto delle linee guida ministeriali, saranno gli atti stessi a dimostrarlo. Perché, quando sono in gioco risorse pubbliche europee, la fiducia dei cittadini passa dalla verificabilità dei documenti, non dalle rassicurazioni.

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