PARCO DEL MARE: LA PROPAGANDA SI FERMA DIETRO UNA RETE ARANCIONE

Copia di Nero Oro Gala Invito_20260726_111049_0000Per mesi il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e l’Assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, hanno annunciato l’inizio della grande trasformazione del litorale. Oggi, però, sul posto c’è soltanto un’area recintata e il muro di gomma di ANAS. Del ponte, delle opere promesse e di un cantiere realmente operativo non c’è alcuna evidenza visibile. Intanto LabUr segnala il caso al Prefetto di Roma e denuncia una grave carenza di trasparenza amministrativa.

Il Parco del Mare avrebbe dovuto rappresentare il simbolo della rinascita del litorale romano. Il Sindaco Gualtieri lo ha più volte indicato come una delle opere più importanti della sua Amministrazione, mentre l’Assessore all’Urbanistica Veloccia ha parlato insistentemente dell’imminente apertura dei cantieri.

Il copione mediatico ha avuto il suo apice il 19 giugno, quando ANAS – in qualità di stazione appaltante della fase esecutiva designata dall’Ordinanza commissariale n. 10 del 19 febbraio 2026 – ha emesso comunicato ufficiale, rilanciato da gran parte della stampa, per annunciare in pompa magna l’«apertura del cantiere» e l’«avvio dei lavori» per oltre 7,4 km di lungomare e un investimento di circa 24 milioni di euro, alimentando l’idea che l’opera fosse entrata nella sua fase realizzativa. 

parco del mareLa realtà dei fatti: via delle Quinqueremi tra recinzioni e vuoto operativo

A più di un mese da quell’annuncio, la realtà osservabile racconta una storia ben diversa. Lo avevamo documentato anche in un video i giorni scorsi.

In fondo a via delle Quinqueremi, tra via della Bussola, via dei Pescatori e l’omonimo Canale, si trova esclusivamente un’area perimetrata da una rete arancione. Del nuovo ponte, che costituisce uno degli interventi principali dell’intero progetto, non si scorgono opere strutturali, mezzi meccanici, prefabbricati o lavorazioni riconducibili alla sua effettiva costruzione. Già dai sopralluoghi compiuti nei giorni successivi all’annuncio, l’area mostrava solo la recinzione e la totale assenza di un cartello di cantiere obbligatorio per legge, privando i cittadini delle informazioni essenziali sui titoli autorizzativi, i responsabili e il CIG (Codice Identificativo di Gara).

Un’area recintata non equivale automaticamente all’avvio della fase esecutiva di un’opera pubblica. Tanto più quando la tempistica e la genesi dell’intervento presentano interrogativi amministrativi profondi.

Quando la procedura zoppica

Sotto il profilo amministrativo, la gestione del progetto Parco del Mare ad Ostia zoppica vistosamente:

  • Il Giubileo è finito, i poteri straordinari no: L’opera è stata inserita nel Programma dettagliato del Giubileo (DPCM 11 giugno 2024, ID 276) e affidata ad ANAS tramite l’Ordinanza commissariale n. 10/2026. Tuttavia, i documenti ufficiali fissano il completamento dell’opera al 2028, ben oltre la chiusura dell’evento giubilare. Quale concreto interesse giubilare giustifica l’uso di poteri straordinari per un cantiere i cui effetti si produrranno anni dopo?

  • Prima la fase esecutiva, poi il progetto? La cronologia degli atti mostra un paradosso formale: ANAS è stata individuata come stazione appaltante della fase esecutiva il 19 febbraio 2026, mentre il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) è stato approvato solo il 17 aprile 2026 e la variante urbanistica definitiva è arrivata il 28 maggio 2026. Come è possibile individuare chi realizza l’opera prima che il progetto e la variante siano approvati?

  • I fondi non sono del Giubileo, ma europei: L’intervento è finanziato con 23,8 milioni di euro dal Programma Regionale Lazio FESR 2021-2027 (Strategia Territoriale di Roma Capitale). L’annuncio d’urgenza del 18-19 giugno coincideva pericolosamente con la scadenza di un target amministrativo FESR. Ma quando è stato sottoscritto il contratto dei lavori? Quando è stato firmato il verbale di consegna? Quale stato di avanzamento è stato certificato alla Regione?

È qui che i proclami della politica se li porta via il vento di Ostia: un’area recintata non equivale automaticamente all’avvio della fase esecutiva di un’opera pubblica, soprattutto se finanziata con ingenti risorse pubbliche e vincolata a cronoprogrammi precisi. A peggiorare il quadro, a distanza di cinque settimane dall’apertura della recinzione, risulta del tutto assente la cartellonistica di cantiere obbligatoria per legge, impedendo ai cittadini di conoscere gli estremi dell’opera, i responsabili e i titoli autorizzativi.

Il cortocircuito della trasparenza: il muro di gomma di ANAS

Le risposte a questi interrogativi dovrebbero trovarsi negli atti, che però restano invisibili. In risposta all’istanza di accesso civico presentata da LabUr (dopo il sopralluogo) per ottenere la documentazione tecnica e d’appalto, ANAS ha risposto con nota formale (Prot. U.0658098 del 14 luglio 2026) a firma del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, Riccardo Di Bernardini.

Richiamando l’art. 2-bis del d.lgs. n. 33/2013, ANAS si è dichiarata esclusa dal regime di trasparenza generalizzata delle pubbliche amministrazioni, trincerandosi dietro un modello “volontaristico” e respingendo la richiesta, con un rinvio a un oneroso accesso ex lege 241/1990. Plasticamente un paradosso: un ente utilizza la massima cassa di risonanza mediatica per annunciare l’apertura dei cantieri a fini politici, ma si barrica dietro cavilli societari per negare ai cittadini e alle associazioni il controllo civico sugli atti concreti.

La segnalazione al Prefetto e la distanza tra proclami e amministrazione

Proprio a fronte di questo muro di gomma e dell’assenza di riscontri oggettivi, LabUr ha trasmesso una specifica segnalazione al Prefetto di Roma, chiedendo un intervento affinché siano garantiti i livelli minimi di trasparenza su un’opera di interesse pubblico strategico.

Proprio nelle scorse settimane, Roma Capitale giustamente ricordava che “il rispetto delle regole, delle procedure e delle valutazioni ambientali non è un ostacolo. È una garanzia”, a proposito delle vicende del litorale e delle sentenze sul Porto della Concordia a Fiumicino. Vale la pena ricordare che le regole non possono valere a corrente alternata: se sono una garanzia a Fiumicino, lo sono a maggior ragione per il Parco del Mare di Ostia.

La differenza tra la propaganda e l’amministrazione si misura qui: la prima vive di annunci e reti arancioni, la seconda vive di progetti validati, verbali di consegna, cartellonistica a norma e rispetto rigoroso delle procedure. Se la documentazione giustifica l’annuncio del 19 giugno, si rendano pubblici gli atti. Il silenzio, ad oggi, certifica solo l’ennesimo slogan di facciata.

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