TARI E TERMOVALORIZZATORE, GUALTIERI PROMETTEVA UN TAGLIO. NEL 2026 LA TASSA È SALITA

Copia di Nero Oro Gala Invito_20261105_121415_0000Nel 2023 LabUr contestava la promessa di ridurre la tassa sui rifiuti grazie al termovalorizzatore e segnalava il rischio di rincari. Tre anni dopo la TARI è aumentata, trattare l’indifferenziato costa il 40% in più rispetto al 2022 e AMA mette a gara altri tre anni di trattamento e trasporto, con 545 milioni di euro a base di gara.

 

Nel novembre 2023 il Sindaco Roberto Gualtieri indicava 100 milioni di euro di risparmi netti all’anno dal nuovo sistema dei rifiuti. Quelle risorse avrebbero dovuto migliorare la pulizia della città e contribuire a ridurre la TARI già nel 2026–2027. Nel 2026, primo anno della finestra indicata dal Sindaco, la tassa sui rifiuti è salita in media di circa il 5%. Intanto AMA ha pubblicato una gara da 545,265 milioni di euro a base di gara per assicurarsi altri 36 mesi di trattamento, recupero e trasporto dei rifiuti che gli impianti AMA e gli altri impianti regionali disponibili non riescono ad assorbire. Il valore complessivo stimato della procedura è di 836,073 milioni. www.ansa.it

L’avvertimento di LabUr del 2023

Il 20 aprile 2022, presentando in Assemblea Capitolina il progetto del termovalorizzatore da 600.000 tonnellate annue, Gualtieri aveva prospettato un taglio della TARI di almeno il 20%. LabUr aveva contestato quella promessa l’11 maggio 2023, prima dell’annuncio dei 100 milioni di risparmi. La tassa dipende dall’insieme dei costi riconosciuti per il servizio. Per stimare l’effetto di un nuovo impianto sulla bolletta occorre considerare infatti investimenti, gestione, logistica e costi evitati. LabUr aveva segnalato esplicitamente che un termovalorizzatore poteva anche comportare un aumento della tariffa. roma.corriere.it.

Nello stesso giorno LabUr aveva presentato ai Carabinieri per la Tutela Ambientale un esposto su presunte irregolarità nell’affidamento del servizio di ritiro, trasporto e recupero dell’organico eccedente la capacità autorizzata dell’impianto AMA di Maccarese. Si trattava di un altro flusso di rifiuti, ma la questione era già la stessa. Quando gli impianti disponibili non bastano, la capacità mancante va acquistata all’esterno e il suo costo entra nei conti del servizio.

La nuova gara AMA e il peso del trasporto

La procedura 26/000391, pubblicata da AMA il 16 ottobre 2026, è articolata in quattro lotti. I primi tre riguardano il trattamento dei rifiuti urbani residui (210 milioni), degli scarti da selezione meccanica (60 milioni) e del combustibile solido secondario (54 milioni). Il quarto vale 221,265 milioni per il trasporto, lo scarico e il conferimento degli stessi flussi verso impianti autorizzati in Italia o all’estero. La logistica vale da sola il 40,6% della base di gara. albofornitori.amaroma.it

Screenshot_2026-11-05-10-51-55-57_f541918c7893c52dbd1ee5d319333948Secondo le quantità riportate dal Corriere della Sera, i primi tre lotti coprono complessivamente 1,65 milioni di tonnellate nel triennio 2027–2029, di cui 1,05 milioni di rifiuti urbani residui. Il quarto lotto riguarda il trasporto di quelle stesse tonnellate. Le 550.000 tonnellate annue sono quindi una media del triennio. La spesa effettiva dipenderà dagli affidamenti attivati e dai servizi eseguiti. Il Corriere riferisce inoltre che AMA ha previsto un margine di sicurezza del 20–30%. Dai documenti esaminati resta da ricostruire quanto del volume messo a gara corrisponda al fabbisogno ordinario di ciascun anno, quanto alla riserva e come si compongano i 290,808 milioni che separano la base di gara dal valore complessivo stimato. albofornitori.amaroma.it

Più differenziata, quasi lo stesso residuo

Tra il 2021 e il 2024, secondo ISPRA, Roma è passata dal 44,98% al 48,03% di raccolta differenziata, quasi due punti sotto l’obiettivo del 50% fissato per il 2024. Nello stesso periodo la città ha raccolto separatamente circa 74.000 tonnellate in più, ma la produzione complessiva di rifiuti è aumentata di oltre 53.000 tonnellate. Il residuo da gestire è quindi diminuito di appena 21.000 tonnellate, pari al 2,4%. Guardando al solo periodo 2022–2024, la riduzione è stata inferiore all’1%. www.catasto-rifiuti.isprambiente.it

Con i volumi quasi fermi, il costo di trattamento e smaltimento dell’indifferenziato è passato da 176,3 milioni nel 2022 a 247,3 milioni nel 2024. Sono 71 milioni di euro in più in due anni, pari a circa il 40%. Già nel 2023 la spesa effettiva per questa voce aveva superato di 61,7 milioni la previsione del Piano economico-finanziario del servizio. www.catasto-rifiuti.isprambiente.it

Il prospetto AMA a preconsuntivo per il 2024 mostra anche dove è andato l’indifferenziato. Su 830.590 tonnellate avviate a trattamento, circa 176.434 sono passate per gli impianti AMA di Rocca Cencia e Romagnoli. Le altre 654.156 tonnellate, circa il 79%, sono state destinate a impianti di terzi, nel Lazio e fuori regione. Nel maggio 2026 la temporanea indisponibilità di diversi impianti regionali, nazionali ed esteri ha richiesto tre ordinanze per garantire la continuità del servizio. www.comune.roma.it

La TARI sale, Santa Palomba slitta

Nel 2026 la TARI è aumentata in media di circa il 5% per le utenze domestiche e non domestiche. Il costo complessivo del servizio indicato nel Piano economico-finanziario (PEF) passa da circa 863 milioni nel 2025 a 921,3 milioni nel 2026, con una previsione di 930,2 milioni nel 2027. Il PEF 2026 parte dai dati economici del 2024. Il dato 2027 riguarda il costo previsto del servizio, mentre la tariffa applicata alle utenze si determina con il relativo atto annuale. www1.finanze.gov.it

Nel frattempo sono cambiate le date di Santa Palomba. Nel dicembre 2022 il Campidoglio prevedeva il completamento nel 2026. Nell’ottobre 2024 il sindaco collocava i primi trattamenti nell’estate 2027. All’apertura del cantiere, nel maggio 2026, Roma Capitale ha indicato settembre 2029 per i primi conferimenti. Il Corriere indica il 2030 per l’entrata in funzione. Completamento, primi conferimenti ed esercizio sono fasi diverse. Il confronto fra le date dei primi trattamenti annunciati nel 2024 e quelle dei primi conferimenti comunicate nel 2026 mostra quanto si sia spostato in avanti l’orizzonte operativo. www.marcoaurelio.comune.roma.it

 

Il conto degli affidamenti esterni

Nel gennaio 2024 Invitalia aveva pubblicato per AMA una gara da 395,65 milioni per circa 1,9 milioni di tonnellate nel triennio 2024–2026. Rispetto a quella procedura, la nuova base di gara cresce di circa 150 milioni (+37,8%), mentre il volume riportato dal Corriere scende di circa 250.000 tonnellate (−13%). Le due gare comprendono prestazioni e flussi in parte diversi. Lo scostamento riguarda quindi i valori e i volumi messi a gara. Per misurare la variazione dei prezzi unitari occorre un confronto a parità di rifiuto, trattamento e trasporto. www.invitalia.it

C’è anche un secondo accordo quadro, CIG B8AEC76A5F, aggiudicato il 4 settembre 2026. Aveva una base di gara di 238,9275 milioni per 36 mesi di trasporto, scarico e recupero dei rifiuti urbani residui identificati dal codice EER 20.03.01. Lo stesso codice compare nei lotti 1 e 4 della nuova procedura, il cui lotto trasporto copre anche altri due flussi. Per stabilire se i due accordi rispondano a fabbisogni complementari o in parte coincidenti servono le decorrenze effettive e la ripartizione dei quantitativi. albofornitori.amaroma.it

«Cartelle pazze», Roma rischia il bis?

Per chi paga la TARI, il conto passa anche dagli avvisi di pagamento. Per la campagna dell’autunno 2024, Il Tempo ha riportato che il 69% delle richieste di riesame esaminate si è concluso con una rettifica o un annullamento. Quasi sette su dieci, dunque, fra le contestazioni esaminate. Nell’autunno 2025, dopo l’invio di oltre 72.000 solleciti e accertamenti, il Corriere della Sera riferiva che erano già state presentate circa 8.000 richieste di riesame. Dalle fonti consultate resta da accertare quante abbiano portato a una correzione o a un annullamento. Il precedente del 2024 dà una misura concreta del rischio che gli errori si ripetano.

Il bilancio delle promesse

Ferme le critiche di LabUr alla gara del termovalorizzatore di Santa Palomba, il giudizio sui risultati della gestione si può già formulare. La percentuale di differenziata è cresciuta, ma il residuo si è ridotto di poco. Trattarlo e smaltirlo è costato 71 milioni in più in due anni. Nel 2024 quasi quattro tonnellate su cinque di indifferenziato avviato a trattamento sono state destinate a impianti di terzi. È su questo bilancio che si innesta la gara da 545 milioni a base di gara. www.catasto-rifiuti.isprambiente.it

La percentuale di raccolta differenziata, letta da sola, lascia fuori l’aumento dei rifiuti prodotti, il poco residuo risparmiato e il costo crescente per gestirlo. Lo stesso vale per le promesse tariffarie. Vanno confrontate con i risultati nell’anno in cui il Campidoglio aveva annunciato che i cittadini avrebbero cominciato a beneficiarne. Nel 2023 LabUr aveva contestato la promessa di una TARI più bassa. Nel 2026 i 100 milioni di risparmi annui restano una previsione. L’aumento della TARI è già in bolletta. www.catasto-rifiuti.isprambiente.it


Nota metodologica sul Giubileo 2025.
Il confronto dei costi a consuntivo riguarda il periodo 2022–2024, precedente all’afflusso dell’anno giubilare. Il programma di accoglienza prevedeva già nel 2024 stanziamenti specifici per il potenziamento della pulizia e per lo smaltimento di maggiori quantità di rifiuti. Dagli atti esaminati resta da quantificare l’incidenza delle attività preparatorie sui costi riportati nell’articolo. Per il 2025 AMA ha comunicato un aumento complessivo di circa 60.000 tonnellate rispetto al 2024. Il dato riguarda l’intera città e le fonti consultate non permettono di isolare la quota attribuibile al solo Giubileo. www.societagiubileo2025.it


LabUr è un laboratorio indipendente di ricerca urbana specializzato nell’analisi documentale dei procedimenti amministrativi che producono le trasformazioni urbane. Verifica atti, piani urbanistici, procedimenti amministrativi e politiche pubbliche nell’interesse collettivo.

Metodo LabUr — Questo contributo è stato realizzato attraverso l’analisi di atti amministrativi, strumenti urbanistici, normativa vigente e documentazione tecnica. L’obiettivo è verificare attraverso fonti documentali i procedimenti che producono le trasformazioni urbane e valutarne la coerenza con la pianificazione urbanistica, la normativa vigente e l’interesse pubblico.

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