IL VILLAGE E LA LEGALITÀ DEL GIORNO DOPO

Nero Oro Gala Invito_20260505_094843_0000Sequestrato, confiscato alla mafia, gestito per anni dallo Stato e poi rimesso a bando dal Comune. Ma se gli abusi erano noti da oltre un decennio, perché il costo della “legalità” emerge solo oggi e lo paghiamo noi? Tutto quello che non vi dicono sullo stabilimento confiscato ai Fasciani. 

 

Sul litorale romano sta andando in scena una vasta operazione di “ritorno alla legalità” sulle concessioni balneari ad opera dell’Amministrazione Gualtieri. Sequestri, demolizioni, verifiche, ordinanze, ruspe. Il principio oggi rivendicato da Roma Capitale è chiaro: gli abusi devono essere eliminati prima della consegna al nuovo concessionario.

Nelle ultime ore però il quadro si è ulteriormente complicato.
Sul Village sono intervenuti anche Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Polizia di Stato e ispettori di Risorse per Roma nell’ambito delle operazioni di nuove demolizioni. Il motivo sarebbe legato anche alla necessità di verificare la presenza di materiali potenzialmente pericolosi, come eternit o amianto, oltre alla stabilità delle strutture durante le fasi di abbattimento (LINK)
Demolizioni, bonifiche e verifiche tecniche dunque stanno avvenendo ad un anno dalla gara e dopo l’assegnazione della concessione.

Le regole per gli stabilimenti balneari non applicate al Village
Il Village non è uno stabilimento qualsiasi. È lo stabilimento confiscato alla mafia, passato attraverso sequestri, amministrazione pubblica, degrado e infine nuova assegnazione tramite bando comunale. Una storia lunga almeno dieci anni.

Già nel 2016 LabUr – Laboratorio di Urbanistica aveva presentato un esposto sul Village parlando apertamente di possibile danno erariale e sollevando il tema della permanenza di strutture ritenute abusive all’interno di un bene ormai entrato nella disponibilità pubblica.
Il nodo posto allora era già molto chiaro: come poteva un bene sequestrato e poi confiscato continuare ad essere gestito e utilizzato in presenza di consistenze considerate irregolari?
In quegli stessi mesi LabUr pubblicava infatti i seguenti articoli:

  • “Ostia, esposto di LabUr sul Village: presunto danno erariale” (LINK)
  • “Municipio X: sequestri stabilimenti balneari, i costi della legalità e della disinformazione” (LINK)
  • “Ostia, cosa c’è dietro l’ondata di sequestri e dissequestri degli stabilimenti balneari sul litorale romano” (LINK)

Erano gli anni successivi al commissariamento del Municipio X, con Direttrice Cinzia Esposito e Sindaco Ignazio Marino. Già allora il tema centrale era lo stesso che riemerge oggi: il rapporto tra abusivismo, gestione pubblica del demanio, sequestri preventivi, demolizioni e assenza di una pianificazione definitiva del litorale attraverso il PUA.

Dieci anni dopo il quadro appare ancora irrisolto.


La messa a gara de Il Village nel 2025 e le dichiarazioni di Trombetti
Nel 2025 Roma Capitale pubblica la Gara #5308 (SUAFF E005308/2025) per l’affidamento di 8 concessioni demaniali marittime del litorale romano (LINK).
Il Village compare come Lotto A.1 tra gli stabilimenti balneari. Ne abbiamo parlato l’anno scorso nel Dossier Spiagge (LINK)
Nel bando si legge che le concessioni vengono assegnate “nelle more dell’approvazione del PUA” e con durata stagionale o annuale. Dopo oltre un decennio di emergenze e commissariamenti, il Piano di Utilizzazione Arenili ancora non esiste.

Ma il nodo vero emerge ieri, 4 maggio, durante una trasmissione su Radio Roma.
Intervistato sul caso Village, il Presidente della Commissione Patrimonio di Roma Capitale, Yuri Trombetti, conferma che le demolizioni in corso sono coordinate con Vigili del Fuoco e Dipartimento Patrimonio e dichiara che “quella parte lì era totalmente abusiva.” Ma soprattutto aggiunge un passaggio molto più rilevante: “anche nella scorsa concessione che era stata data, quella parte lì era abusiva.”

È una frase pesantissima sul piano amministrativo perché conferma ancora una volta che gli abusi erano conosciuti, che il bene è rimasto in gestione pubblica, che lo Stato ha continuato a convivere con quelle consistenze e che Roma Capitale ha successivamente rimesso il bene a bando.
Tutte cose che LabUr denuncia da anni.

La gestione dell’ANBSC
Nel frattempo il Village, confiscato e gestito per anni dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), veniva lasciato degradare fino a trasformarsi in un dormitorio e in un’area fortemente deteriorata nel cuore di Ostia Ponente.

La gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata che presentano abusi edilizi rappresenta una delle questioni più complesse per gli amministratori giudiziari e per l’ANBSC, nell’ambito della disciplina prevista dal Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011, LINK).
La presenza di difformità urbanistiche, infatti, non blocca automaticamente la procedura di confisca, ma impone verifiche tecniche, eventuali procedure di sanatoria e, nei casi insanabili, interventi di demolizione e ripristino ai sensi del D.P.R. 380/2001 (LINK).

Se gli abusi erano noti da anni, quali percorsi amministrativi sono stati concretamente avviati? Sono state tentate sanatorie? Sono stati valutati interessi pubblici prevalenti? Sono stati emessi ordini di ripristino? E soprattutto: chi avrebbe dovuto sostenere economicamente gli interventi?

Lo Stato e la sua convivenza con gli abusi
Perché lo Stato e gli enti pubblici hanno convissuto amministrativamente con quell’abuso per oltre un decennio?
Se infatti oggi il principio applicato alle concessioni balneari è che “l’uscente deve demolire gli abusi”, “il bene va riconsegnato ripristinato”, “le opere abusive non possono essere trasferite”, allora il caso Village apre una contraddizione enorme.
Chi era l’uscente nel Village? Chi doveva demolire? Chi sosterrà i costi? Perché le opere abusive sono rimaste per anni dentro un bene confiscato e gestito pubblicamente? Quale istruttoria è stata svolta prima della pubblicazione della gara 2025? Risorse per Roma e gli uffici tecnici quali consistenze hanno considerato legittime e quali abusive? Il canone concessorio è stato calcolato anche su superfici oggi ritenute abusive? Perché il principio del ripristino immediato sembra valere oggi per i concessionari uscenti e non per un bene confiscato alla mafia?
Gli abusi erano noti al sistema pubblico dal 2015-2016 che ha preso in carico il bene, ha continuato a gestirlo, ne ha consente l’utilizzo per motivi di profitto e infine lo ha rimesso a gara senza aver prima chiarito definitivamente responsabilità, costi e obblighi di demolizione.

Il punto politico
Al Village il problema non sono la ruspa o le demolizioni, ma la gestione pubblica dell’irregolarità perché la legalità dei fatti e non degli slogan non dovrebbe arrivare “il giorno dopo”, quando il bene è già stato utilizzato, amministrato e valorizzato economicamente per anni, ma prima.
Per altro, il concessionario vincitore non entra in possesso di un bene “pronto all’uso”, ma di una struttura ancora attraversata da demolizioni, verifiche statiche, interventi dei Vigili del Fuoco e possibili criticità legate alla presenza di materiali pericolosi. Tutto questo mentre la stagione balneare è iniziata il 1° maggio e il tempo economico utile della concessione sta già scorrendo. Come sarà ricompensato il vincitore? Chi sostiene i costi indiretti dei ritardi, delle demolizioni e delle eventuali bonifiche? In un sistema di concessioni brevi e stagionali, ogni settimana persa pesa enormemente. 

Il caso Village non è una vicenda di abusivismo edilizio, ma il simbolo di una legalità del giorno dopo, che rischia di scaricare sugli ultimi anelli della catena il costo di problemi conosciuti da anni e dove per oltre dieci anni lo Stato ha convissuto amministrativamente con quelle strutture, fino a rimettere a gara un bene ancora immerso tra abusi, demolizioni e verifiche di sicurezza.

Forse non dovremmo stupirci visto quanto è accaduto nel 2017 con la gestione da parte di Donato Maria Pezzuto, amministratore e custode goudiziario (LINK) finito poi così (LINK)

Chi sa, vede.

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.