Il Campidoglio celebra la demolizione dello Shilling e richiama alla guida del Municipio X il dirigente che nel 2021 aveva riferito delle richieste di denaro negli uffici. Esce Marcello Visca, il cui parere negativo aveva ostacolato la regolarizzazione cercata dai protagonisti delle intercettazioni. Tra sequestri, mareggiate e demolizione dei manufatti qualificati come corpo del reato, le risposte agli accessi di LabUr non restituiscono il quadro completo delle decisioni, degli accertamenti e delle spese.
Il Campidoglio mostra le ruspe allo Shilling e parla di legalità. E’ il 28 luglio 2026. Due mesi dopo richiama alla guida del Municipio X Nicola De Bernardini, il dirigente che nel gennaio 2021 aveva riferito agli investigatori delle richieste di denaro attribuite ai funzionari Antonio Loddo e Salvatore Saraceno, poi coinvolti proprio nella vicenda di corruzione legata al tentativo di regolarizzare le strutture del famoso stabilimento balneare.
A lasciare la direzione a De Bernardini è Marcello Visca. Nella vicenda Shilling, il suo parere negativo aveva ostacolato il risultato cercato dai protagonisti delle intercettazioni. Oggi viene mandato in ferie fino al pensionamento e sostituito dal vice capo di Gabinetto del Sindaco Gualtieri.
Questa successione merita più attenzione della fotografia delle ruspe. Soprattutto a Ostia, il Municipio sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2015, uno dei territori più estesi della Capitale e l’unico affacciato sul mare.
Gli uffici prima dello stabilimento
La storia comincia prima del sequestro e della demolizione. L’ordinanza cautelare del 28 aprile 2023 ricostruisce l’origine dell’indagine negli accertamenti sul ristorante La Bettola, effettuati nel settembre 2020, e nelle relazioni di Loddo e Saraceno. Secondo l’ipotesi accusatoria, le opere abusive vennero fatte apparire come semplici irregolarità amministrative per evitarne l’abbattimento.
L’inchiesta raggiunge anche il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, con la distinta vicenda contestata al funzionario Salvatore Migliaro. La filiera investigata oltrepassa dunque gli uffici municipali.
Le informazioni raccolte dagli investigatori attraversano due stagioni politiche:
- La prima ricade sotto l’amministrazione municipale di Giuliana Di Pillo e la Giunta capitolina di Virginia Raggi. La squadra del Municipio X comprendeva Alessandro Ieva, vicepresidente con delega all’Ambiente; Claudio Bollini, Lavori pubblici, Urbanistica e Mobilità; Damiano Pichi, Turismo e Attività produttive; Paola Zanichelli, Bilancio e Patrimonio; Silvana Denicolò, Sport e Politiche giovanili; Germana Paoletti, Politiche sociali ed educative.
- Dal novembre 2021 subentra la Giunta municipale presieduta da Mario Falconi, durante l’amministrazione capitolina di Roberto Gualtieri, composta da Valentina Prodon, Guglielmo Calcerano, Antonio Caliendo, Denise Lancia, Angela Mastrantoni e Giuseppe Sesa.
La successione politica non implica una responsabilità penale degli assessori, ma fissa la linea temporale della vigilanza: nel gennaio 2021 viene sentito De Bernardini, altri dipendenti riferiscono nel 2021 e nel 2022. Ciononostante, Loddo e Saraceno continuano a trattare pratiche delicate fino agli arresti del maggio 2023.
L’amministrazione reagisce introducendo gli appuntamenti tracciati per ricevere gli utenti. Gli incontri, come evidenzia l’ordinanza, si spostano fuori dagli uffici. La risposta organizzativa è debole e non interrompe le condotte contestate. È questo il fallimento sul quale la politica deve rispondere: informazioni disponibili, controlli insufficienti e procedimenti delicati ancora affidati agli stessi funzionari.
LabUr lo aveva scritto il 4 maggio 2023, sulla base dell’ordinanza cautelare acquisita: ridurre la vicenda a due soli funzionari di Ostia lasciava fuori la filiera di comando e il funzionamento complessivo dell’amministrazione.
Il parere negativo di Marcello Visca
La pratica Shilling riguarda strutture presentate come pergotende, ma chiuse fino a formare volumi destinati alla somministrazione di alimenti e bevande. L’ordinanza evidenzia l’assenza dell’assenso del proprietario demaniale e il parere contrario del geometra Massimo Catà, dell’Ufficio Demanio marittimo, dove presta servizio anche Rosa Rugari.
Fabio Campanella interviene come mediatore tra Loddo e Saraceno e il progettista Saverio Colivicchi. Le intercettazioni descrivono incontri, promesse di utilità e tentativi di aggirare gli ostacoli alla regolarizzazione. Secondo l’ordinanza, il 5 gennaio 2023 vengono consegnati circa 3.000 euro da Colivicchi e altri 5.000 euro dall’imprenditore Fabio Balini.
Si interviene anche sulla Conferenza di servizi: il rinvio strumentale, sfruttando il ritardo nella trasmissione del parere sanitario (ASL), e la gestione della verbalizzazione del parere contrario dell’Ufficio Demanio marittimo diventano strumenti per cercare un esito favorevole.
Ma il risultato non arriva. In una conversazione riportata negli atti, Saraceno si lamenta del parere negativo espresso da Marcello Visca, allora direttore apicale del Municipio X, incarico assunto dal 1° settembre 2022, come documenta il suo curriculum ufficiale. Quel parere ostacola l’esito cercato dai protagonisti delle intercettazioni. I 5.000 euro vengono successivamente restituiti a Balini, in attesa di un eventuale esito favorevole della pratica.
Nel maggio 2025 la cronaca giudiziaria riporta che Antonio Loddo definisce la propria posizione patteggiando tre anni e quattro mesi. Fabio Campanella patteggia un anno e dieci mesi. Salvatore Saraceno viene rinviato a giudizio.
Il patteggiamento chiude le singole posizioni processuali, ma non esaurisce l’accertamento politico e amministrativo sulla catena di controllo interna.
Dal “corpo del reato” alle macerie
Nel giugno 2024 lo Shilling viene sequestrato nel distinto procedimento penale relativo alle occupazioni e alle trasformazioni del demanio marittimo. Il 20 giugno il pubblico ministero dispone il sequestro preventivo urgente dello stabilimento, convalidato dal GIP il 26 giugno e integrato il 1° luglio: l’area e i manufatti vengono sottoposti a vincolo quali “corpo del reato” in relazione agli articoli 54 e 1161 del Codice della Navigazione.
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 13576 del 2025, respinge il ricorso contro il sequestro. La decisione ricostruisce gli accertamenti sulle opere e richiama anche le lavorazioni successive alla mareggiata del 22 novembre 2022 e quelle accertate nel 2023, rilevanti per contrastare l’eccezione di prescrizione.
Successivamente, nuove mareggiate danneggiano gravemente lo stabilimento già sottoposto a sequestro. Il 23 aprile 2026 una segnalazione urgente denuncia macerie, erosione e rischi per la sicurezza e l’ambiente. Seguono la risposta di ARPA Lazio del 30 aprile, la nota ASL del 2 luglio e la trasmissione degli uffici municipali del 6 luglio (LINK). La cronaca dell’intervento riferisce poi del dissequestro che consente la demolizione. Il relativo provvedimento e le sue prescrizioni restano tra gli atti necessari a ricostruire l’operazione.
Il 28 luglio 2026 comincia l’abbattimento, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, del prefetto Lamberto Giannini, del presidente del Municipio X Mario Falconi e dell’assessore capitolino al Patrimonio Tobia Zevi. Il Campidoglio celebra il “Metodo Roma”: collaborazione tra amministrazione, Prefettura, Municipio, Procura, forze di polizia e Vigili del fuoco.
Le ruspe eliminano ciò che resta dei manufatti che il GIP aveva qualificato come corpo del reato. L’operazione è irreversibile: quei luoghi non saranno più direttamente esaminabili nelle condizioni precedenti alla demolizione. Gli accertamenti già acquisiti restano, ma LabUr non ha ottenuto gli atti che permettono di ricostruire le condizioni poste dall’autorità giudiziaria e la documentazione formata prima dell’intervento.
Il Campidoglio celebra la rapidità delle ruspe. La sequenza che le precede — sequestro, mareggiate, deterioramento, disponibilità del bene e demolizione — resta invece documentata solo per frammenti.
L’emergenza finale non assolve la gestione precedente. Demolire ciò che resta dello stabilimento non equivale a risanare l’amministrazione che quella vicenda ha attraversato.
Anche l’impiego dei Vigili del fuoco è stato contestato. Il giorno della demolizione, il Coordinamento provinciale USB VVF Roma denuncia l’utilizzo di operatori ed escavatori per attività programmate, sostenendo che sottragga risorse al soccorso urgente mentre il presidio di Ostia affronta le conseguenze dell’inagibilità della caserma. È una contestazione sindacale precisa, che il racconto celebrativo lascia fuori.
Insieme davanti alle ruspe, separati davanti al FOIA
Dopo la demolizione, LabUr ha chiesto mediante istanze di accesso civico generalizzato autorizzazioni, nulla osta, sopralluoghi, corrispondenza istituzionale, documentazione ambientale, tracciabilità dei rifiuti e costi dell’intervento.
Le risposte ricevute non restituiscono il quadro unitario dell’operazione:
- La Prefettura, pubblicamente indicata tra i protagonisti dell’intervento, ha risposto di non possedere documenti o provvedimenti.
- La Capitaneria di Porto ha opposto il segreto investigativo sulle relazioni e sulla corrispondenza con Procura e Prefettura, rinviando a Roma Capitale per gli atti amministrativi.
- L’Agenzia del Demanio ha giudicato la richiesta troppo generica.
- I Vigili del fuoco hanno negato l’accesso, richiamando la riservatezza delle informazioni operative e l’onerosità della ricerca.
- AMA ha comunicato un esborso complessivo per Roma Capitale pari a 2.615.778,50 euro, relativo alle attività di rimozione degli stabilimenti balneari, «tra cui lo Shilling». Un importo cumulativo dal quale non è possibile ricavare quanto sia costato quello specifico intervento.
Negli atti consegnati da AMA non compare un ordine di servizio puntuale sullo Shilling, non è indicato chi abbia eseguito materialmente la demolizione, non vengono quantificati i relativi rifiuti e non compare una contabilità separata. L’azienda dichiara inoltre di non possedere i registri di carico e scarico e i certificati di smaltimento.
La demolizione ha una regia pubblicamente celebrata. La ricostruzione delle decisioni e delle spese si disperde tra gli enti.
Alle richieste di LabUr il “Metodo Roma” restituisce dunque risposte separate, dalle quali manca il quadro completo: tutti rivendicano il risultato, mentre il cittadino deve inseguire i documenti.
Visca esce, De Bernardini torna
In questo quadro torna centrale Nicola De Bernardini, che non è un estraneo alla storia amministrativa del litorale: è stato direttore tecnico del Municipio X dal gennaio 2017 al dicembre 2020 e, in parte di quel periodo, anche direttore apicale facente funzioni.
Il 25 gennaio 2021 aveva riferito agli investigatori di avere appreso da più fonti delle richieste di denaro attribuite a Loddo e Saraceno. Il Campidoglio oggi ne invoca l’esperienza per richiamarlo a Ostia. Proprio per questo deve spiegare quando quelle informazioni furono ricevute e quali iniziative seguirono.
L’articolo 331 del Codice di procedura penale impone ai pubblici ufficiali di denunciare senza ritardo al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria le notizie di reati perseguibili d’ufficio apprese nell’esercizio o a causa delle funzioni. Nella documentazione disponibile a LabUr non abbiamo individuato una denuncia di De Bernardini precedente alla sua audizione: è questo il passaggio da ricostruire.
A lasciare la direzione a De Bernardini è Marcello Visca, il dirigente il cui parere negativo aveva ostacolato il risultato cercato nella pratica Shilling. Canale Dieci descrive il suo “siluramento”: collocamento in congedo ordinario continuativo fino al pensionamento del 1° marzo 2027 e contestuale sostituzione per sei mesi affidata a De Bernardini con ordinanza sindacale del 23 settembre 2026.
Quest’ultimo assume ad interim la direzione del Municipio X e la relativa U.O. amministrativa, concentrando nelle proprie mani:
- l’incarico di vice capo di Gabinetto vicario del Sindaco Gualtieri;
- la direzione dell’Ufficio di scopo che coordina gli interventi dell’amministrazione centrale sul Municipio X;
- la direzione apicale del Municipio X;
- la responsabilità ad interim della struttura amministrativa municipale.
Ostia è commissariata di fatto: la direzione municipale viene concentrata nel vertice dello staff del Sindaco, mentre i cittadini devono inseguire tra più enti gli atti necessari a capire come viene amministrato il territorio.
Nel Municipio sciolto per mafia nel 2015, la trasparenza della filiera amministrativa dovrebbe essere la prima garanzia. Sullo Shilling abbiamo invece un’operazione celebrata davanti alle telecamere, costi non distinguibili nelle risposte ricevute e passaggi giudiziari e amministrativi ancora da ricomporre.
Visca esce. Torna De Bernardini, che nel 2021 aveva riferito delle richieste di denaro. Il Campidoglio ne valorizza l’esperienza senza spiegare come furono affrontate le informazioni che possedeva.
Le ruspe hanno concluso la storia materiale dello stabilimento. Quella degli uffici resta aperta.
Fonti: la ricostruzione dell’inchiesta per corruzione deriva dall’ordinanza cautelare del 28 aprile 2023 acquisita da LabUr. Il procedimento demaniale è ricostruito anche attraverso la sentenza della Cassazione n. 13576/2025. La sezione sugli accessi agli atti riferisce le risposte ricevute dal Laboratorio. Le ulteriori fonti pubbliche sono collegate nei rispettivi passaggi.
LabUr è un laboratorio indipendente di ricerca urbana specializzato nell’analisi documentale dei procedimenti amministrativi che producono le trasformazioni urbane. Verifica atti, piani urbanistici, procedimenti amministrativi e politiche pubbliche nell’interesse collettivo.
Metodo LabUr — Questo contributo è stato realizzato attraverso l’analisi di atti amministrativi, strumenti urbanistici, normativa vigente e documentazione tecnica. L’obiettivo è verificare attraverso fonti documentali i procedimenti che producono le trasformazioni urbane e valutarne la coerenza con la pianificazione urbanistica, la normativa vigente e l’interesse pubblico.