I fantomatici progetti del “Secondo Polo Turistico” nel XIII Municipio.

8 finti progetti, nessun cantiere aperto. Opere di cui ancora non esiste un bando di gara, altre già bloccate sul nascere da ricorsi al TAR e fronti antiespropri. Incapacità a gestire grandi progetti. Inclusa perfino l’apertura della tenuta presidenziale di Castel Porziano, che però esula dal Federalismo Demaniale. Nella centralità Acilia-Madonnetta il nuovo carcere di Roma? Il Secondo Polo Turistico nel XIII Municipio è semplicemente un manifesto di campagna elettorale permanente.

Sul “Secondo Polo Turistico” Mauro Cutrufo, vice sindaco di Roma, ha puntato la sua campagna elettorale permanente. Dei 23 progetti che lo compongono, per altro mai presentati nel dettaglio, solo i seguenti sono previsti nel XIII Municipio:

01 – waterfront di Ostia e viabilità tangenziale
12 – qualificazione, accessibilità e servizi dell’area archeologica di Ostia Antica
13 – sistema di fruizione e valorizzazione dei parchi naturalistici ed archeologici (Castel Fusano e Castel Porziano)
16 – centralità di PRG, ambiti di trasformazione urbana previsti con rilievo turistico (centralità Acilia-Madonnetta)
17 – viabilità di collegamento Ostia-Ponte della Scafa-Fiumicino
18 – viabilità di collegamento Cristoforo Colombo-Ponte di Dragona-Fiumicino
19 – riqualificazione della Via del Mare
21 – Porto turistico di Fiumicino e ampliamento porto turistico di Ostia

E’ evidente anche ad un neofita che nessuno di questi progetti sarà pronto nei prossimi 5 anni, sempre se si realizzeranno. Nel dettaglio, il Ponte di Dragona (nr.18) e la riqualificazione della Via del Mare (nr.19), di cui si parla da anni, sono solo delle chimere. Il progetto previsto per la Via del Mare è stato bloccato dopo i sondaggi archeologici che hanno portato alla luce una necropoli romana già nota, all’altezza dell’incrocio di Ostia Antica.
Assurdo l’inserimento della Centralità Acilia-Madonnetta (nr.16), che non ha alcun rilievo turistico, visto che l’unico progetto perseguibile è quello del nuovo carcere di Roma, previsto già da Ottobre 2008 dal Dipartimento Affari Penitenziari, con 1.456 posti, momentaneamente saltato dopo l’affossamento della Protezione Civile Servizi SpA.
In alto mare il raddoppio del Porto Turistico di Ostia (nr.21). Non è stata chiusa nemmeno la Conferenza dei Servizi.
Anche il sistema di fruizione dei parchi naturalistici (nr.13) è campato in aria: la tenuta presidenziale di Castel Porziano non si potrà mai aprire al pubblico perché esula dagli accordi sul Federalismo Demaniale; mentre la pineta di Castel Fusano ancora deve veder completata la progettazione iniziata dopo l’incendio del 4 luglio 2000, fattore che non consente di aggiungere altri nuovi interventi di riqualificazione.
Senza parlare dell’area archeologica di Ostia Antica, in degrado dopo il Commissariamento e l’unificazione delle Soprintendenze. Per altro non sono mai stati previsti interventi dentro l’area degli scavi.
Cosa rimane allora di concreto ? Il Ponte della Scafa (nr.17), il waterfront di Ostia (nr.01) e la riqualificazione dell’Idroscalo di Ostia (dentro il nr.13), inserita in una ipotetica Oasi Naturale di Fiumara Grande, alla foce del Tevere. Ma anche questi progetti sono fumosi. Per il Ponte della Scafa sono stati ipotizzati 32 milioni di euro di spesa. Fine lavori previsto in autunno 2013. Il termine ultimo per il ricevimento delle offerte è il 24 maggio p.v., a cui seguiranno i tempi di aggiudicazione, con tutti i rischi legati al quadro politico in cui versa la nuova Regione Lazio. Per altro nel bando di gara è scritto che “l’aggiudicazione definitiva dell’appalto è subordinata all’intervenuto di perfezionamento delle procedure di espropriazione e di occupazione ad urgenza e, con esse, all’intervenuta disponibilità delle aree”. E’ di questi giorni però la notizia di un fronte antiespropri di 500 persone, logica conseguenza dell’incapacità a gestire grandi progetti.
Per il waterfront di Ostia, poi, la situazione rasenta il surreale. Durante l’unico evento pubblico in cui se ne è parlato, presso l’Università LUISS lo scorso 6 maggio, si sono presentate le bozze progettuali del vecchio concorso di idee del 2004, bandito dal XIII Municipio nell’ambito del Contratto di Quartiere “Lungomare di Roma”. Nulla di più, niente di concreto. Il bando del 2004 nasceva dalla Legge n° 8/2002, art.11, con cui la Regione Lazio aveva disposto che i Municipi del Comune di Roma potessero presentare i c.d. Contratti di Quartiere, contenenti interventi di riqualificazione ambientale, miglioramento dell’arredo urbano, sostegno sociale e integrazione culturale. Insomma, un progetto vecchio di 6 anni. Ma Cutrufo è un amministratore creativo e nel waterfront di Ostia inserisce anche il famigerato Polo Natatorio, sorto per i Mondiali di Nuoto Roma ‘09, costato il doppio, ancora chiuso e non completato. Insomma, un modo per salvare in extremis dalle indagini della Procura di Roma un appalto vergognoso.
Infine, la ciliegina sulla torta: l’Idroscalo di Ostia, su cui pende un ricorso al TAR per le illegalità compiute dalla Giunta Alemanno sull’operazione di demolizione del 23 febbraio scorso, grazie ad un’ordinanza di protezione civile in area demaniale.
Il Secondo Polo Turistico nel XIII Municipio è semplicemente un manifesto di campagna elettorale permanente.

Comunicato stampa LabUr – 10 Maggio 2010

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Scandalo al Polo Natatorio di Ostia: arriva anche la Polizia Municipale.

Gare in vasca corta (25 metri) all’impianto di Ostia per la Polizia Municipale, ma i cittadini restano a secco. L’impianto, progettato dall’arch. Zampolini (coinvolto con il Ministro Scajola nello scandalo delle tangenti) è costato il doppio, non è ancora finito e non è mai stato aperto al pubblico. Esistono a Roma almeno altri 34 impianti uguali, perché scegliere proprio questo per le gare della Polizia Municipale, su cui sta indagando la Procura di Roma (PM Golfieri) ?

Siamo all’indecenza” – afferma Paula de Jesus, urbanista ed esponente del PD – “La Polizia Municipale nuoterà nei prossimi giorni nel Polo Natatorio di Ostia, reso disponibile dalla FIN per ‘il campionato italiano di nuoto in vasca corta riservato alle Polizie Municipali, giunto alla tredicesima edizione’. L’impianto che è pubblico, mai aperto alla cittadinanza, come invece promesso in più occasioni anche dallo stesso Sindaco, non solo è chiuso, ma è costato il doppio e come se non bastasse è sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Roma, da parte del PM Golfieri, a cui si aggiungono la violazione della normativa europea sulla trasparenza amministrativa e l’interrogazione del 21 Luglio 2009, n° 4/03667 dell’On. Andrea Sarubbi (PD), proprio sulla lievitazioni dei costi. Malgrado tutto questo la Polizia Municipale ci va a nuotare ?”

“Il progettista esecutivo dell’impianto, quello che ha fatto la piscina esterna più lunga di un metro e mezzo, è l’architetto Zampolini, indagato e coinvolto nelle dimissioni del Ministro Scajola per tangenti” – dichiara Andrea Schiavone, Presidente di LabUr – “Strano poi che si facciano le gare ‘in vasca corta’ proprio al Polo Natatorio visto che ci sono almeno 34 piscine da 25 metri a Roma. Facendoci nuotare la Polizia Municipale forse l’immagine che si vuole dare è che sia tutto a posto ? Per altro sull’impianto pende ancora il giudizio del Tribunale di Ostia sulla disputa tra la FIN e la Marziali, per mancato pagamento dei lavori”.

“E’ incredibile tra l’altro che il Comune di Roma, che non doveva sborsare neanche un euro, abbia invece pagato per questo impianto ben 10 milioni, come risulta dal Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2009/2011 del Comune di Roma, opera nr.798, cod.OP0912830001, 8.113.429,04 euro, ‘POLI NATATORI PUBBLICI OSTIA’, Responsabile del Procedimento Angelica Catalano, e opera nr.734, cod.OP0912860001, 2.000.000,00 euro, ‘COMPLETAMENTO MANUTENZIONE STRADE LIMITROFE AI POLI NATATORI DI OSTIA PER LO SVOLGIMENTO MONDIALI DI NUOTO ROMA 2009’, Responsabile del Procedimento Massimo Ruopoli” – prosegue la de Jesus.

“La Polizia Municipale di Ostia non ha visto i lavori abbandonati della strada all’esterno del Polo Natatorio, con tanto di terra di risulta buttata sulle aree verdi, così come l’inizio dei lavori del vicino PalaFIJLKAM, il palazzetto delle Arti Marziali, per il suo ampliamento senza concessione edilizia, ma sempre con i soldi dei Mondiali di Nuoto. In compenso vedrà lo specchio dell’acqua che i cittadini non hanno mai visto” – conclude Schiavone.

Comunicato stampa LabUr – 10 Maggio 2010

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LabUr: “Ombre pesantissime sui Mondiali di Nuoto anche ad Ostia”

Commissione Europea: l’aggiudicazione del Polo Natatorio di Ostia non è mai stata pubblicata. “Incompatibile con le norme europee”. E intanto il Polo da 26 milioni di euro rimane incompleto e chiuso, mentre viene indagato il suo progettista (Arch. Angelo Zampolini) coinvolto nelle dimissioni del Ministro Scajola.

L’interrogazione alla Commissione Europea dell’europarlamentare IDV Niccolò Rinaldi sull’appalto pubblico del Polo Natatorio di Ostia per i Mondiali di Nuoto Roma ‘09, ha confermato quanto da noi dichiarato da mesi: l’aggiudicazione dell’appalto non è stata mai pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE), cosa che “non è compatibile con le norme europee in materia di appalti e concessioni”.

Questo fatto è di una gravità inaudita e getta un’ombra pesantissima sull’intera vicenda, soprattutto alla luce delle inchieste in corso, che vedono coinvolti, anche sul Polo Natatorio di Ostia, il Commissario Claudio Rinaldi e l’Arch. Angelo Zampolini, progettista esecutivo del Polo Natatorio di Ostia e protagonista delle dimissioni del ministro Scajola.

Sull’aggiudicazione di questa gara d’appalto abbiamo sollevato più volte delle fortissime perplessità già ai tempi dell’apertura delle buste, alla quale eravamo presenti, inerenti il balletto sia della ditta aggiudicataria, sia dei sub-appalti, sia dei tempi di aggiudicazione.

Una cosa è certa: ad oggi il polo natatorio di Ostia non è terminato e non è mai stato aperto al pubblico, come invece promesso anche da Alemanno più volte. Da alcuni giorni il cantiere del polo sembra completamente abbandonato dalla ditta appaltatrice. Non si sa nulla nemmeno della causa intentata dalla Marziali nei confronti della FIN per mancato pagamento di oltre 8 milioni di euro, invece inspiegabilmente inclusi nelle previsioni di bilancio del Comune di Roma. Così come non è mai stato giustificato il raddoppio dei costi dell’impianto, passato da 13 milioni a oltre 26 milioni di euro.

Comunicato stampa LabUr – 07 Maggio 2010

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Idroscalo: Lucherini-De Jesus (PD): Alemanno taglia i fondi promessi alle famiglie

E come soluzione abitativa si parla del sistema adottato per i terremotati dell’Aquila

Alemanno taglia i fondi per l’Idroscalo di Ostia. Sarà infatti eliminato il servizio di navetta verso la scuola e i posti di lavoro garantito inizialmente alle famiglie alloggiate presso il Residence Bel Poggio sulla Via Ardeatina. La notizia è stata comunicata ieri dall’Ufficio Politiche Abitative senza mezzi termini: “non ci sono più i soldi”.
“Questa è la normale conseguenza dell’improvvisazione di una Giunta Comunale che in 2 anni di governo non ha saputo fare di meglio all’Idroscalo di Ostia che abbattere le case e sfollare le famiglie a 40 km di distanza” – afferma Carlo Lucherini, segretario provinciale del Pd e consigliere regionale.

Sulla legittimità dell’operazione, sarà il TAR del Lazio, nei prossimi giorni, ad esprimersi circa l’abuso di potere compiuto il 23 Febbraio in cui, con una finta ordinanza di Protezione Civile, Alemanno ha abbattuto le case. Si attende anche una risposta da parte del Prefetto di Roma, a cui i residenti dell’Idroscalo di Ostia hanno inviato una richiesta d’incontro sul deplorevole comportamento tenuto dal Comune di Roma.

“Non si sono infatti più tenuti i tavoli di concertazione promessi da Alemanno per gestire al meglio la situazione di tensione sociale irresponsabilmente generata dal Comune stesso, mentre invece si tengono regolarmente quelli tecnici tra i vari Dipartimenti ed il Demanio (l’ultimo, Giovedì 22 Aprile)” – prosegue Lucherini. “Come se non bastasse i Consiglieri ed Assessori del XIII Municipio continuano a riferire ai residenti dell’Idroscalo imminenti nuovi blitz, contraddicendo il Sindaco che sui quotidiani nazionali ha dichiarato che non ci saranno ulteriori demolizioni senza concertazione”.

“L’altalena di notizie sta creando forti tensioni e preoccupazioni ai residenti che sono stati costretti a ricorrere anche al supporto di psicologi.” – ha dichiarato Paula de Jesus, urbanista ed esponente del PD – “Nessuna notizia sulle nuove abitazioni promesse solo a 45 famiglie dal Responsabile del III U.O. Ufficio Extradipartimentale Politiche Abitative, Gianluca Viggiano, abitazioni che comunque non potranno essere pronte prima di 5 anni e sulle quali continua il toto-terreni da parte dell’amministrazione che è arrivata a prospettare la soluzione C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili) de L’Aquila. Si è parlato del campo di calcio del Morandi, a Ostia Nuova poi di quello vicino Depuratore, ben noto per i nauseabondi miasmi che emette, mentre il XIII Municipio non chiarisce il perché i beni sequestrati alle famiglie, a cui è stata abbattuta la casa, siano in container depositati su un terreno privato e non in un deposito giudiziario, come prevede la Legge”.

Comunicato stampa LabUr – 30 Aprile 2010

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Ostia, si apre il Mar Rosso della speculazione?

La decisione di aprire Via del Mar Rosso è forse collegata a speculazioni future dentro la Pineta 10 Giugno, davanti all’Ospedale Grassi ? Sembrerebbe di si perché si potrebbero chiudere due strade, consentendo ai due corpi in cui si spezza la Scuola Tributaria della Guardia di Finanza, di riunirsi e di creare (nella pineta alle spalle) una bella cittadella sportiva a servizio del vicino Stadio Pasquale Giannattasio. In effetti, l’11 ottobre 2004 il Consiglio Comunale ha approvato il Piano di Gestione e il Regolamento Attuativo della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano (delibera c.c. n. 181). Il piano è stato poi trasmesso al Ministero dell’Ambiente che doveva valutarlo e, successivamente, procedere alla sua adozione affinché avesse piena efficacia. Il Consiglio Comunale aveva anche approvato una mozione, inviata al Ministero dell’Ambiente, con cui si chiedeva che al momento dell’adozione il Ministero provvedesse alla pubblicazione del Piano (l’attuale Legge Quadro in materia di Aree Protette -L.394/91- e lo stesso decreto istitutivo della Riserva, non prevede tale fase). Fino all’approvazione del Piano da parte del Ministero, restano in vigore solo le “Misure provvisorie di salvaguardia” dettate dal Decreto del Ministero dell’Ambiente del 29 marzo 1996 che istituisce la Riserva (art. 7). Oggi, dopo una sentenza del TAR del Dicembre 2009, tutto è in mano alla Regione Lazio. Inoltre il Consiglio Comunale (in fase di approvazione) aveva proposto alcuni ampliamenti del territorio della Riserva (in totale 105 ettari) che saranno, eventualmente, effettivi solo in seguito all’adozione del Piano. Tra questi, proprio la Pineta 10 Giugno. Pertanto, aprire Via del Mar Rosso, significherebbe creare una viabilità alternativa per l’Ospedale Grassi ma soprattutto di ingresso (da Via dei Pescatori) verso Ostia. Dopo infatti Via di Castelfusano, per entrare ad Ostia o si prende Via Mar dei Coralli o si arriva al Lungomare (che in quel tratto è previsto pedonale). Quindi, dalla Cristoforo Colombo si creerebbe una tangenziale costituita da Via della Villa di Plinio e Via del Mar Rosso. A quel punto non ci sarebbe più bisogno di Via Mar dei Coralli. Non solo, ma anche Viale Ernesto Orrei e Via Ernesto Giovagnini diventerebbero inutili, consentendo così di raggiungere lo scopo. Questo spiegherebbe perché nella seduta del 16 Ottobre 2009, con all’ordine del giorno la seguente proposta, a firma dei Conss. Ricci (Verdi), Tassone e Orneli (PD), “Adozione del Piano di Riserva Naturale Statale Litorale Romano”, non si discusse in aula per l’assenza del primo firmatario (Ricci). Eppure erano appena stati eseguiti i lavori su Via Mar dei Coralli, che non consentiranno il necessario ampliamento: quale migliore occasione per alzare il problema sull’apertura di Via del Mar Rosso ? Invece non si è fatto più nulla da quella data per sensibilizzare l’adozione del Piano di Gestione della Riserva.

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XIII Municipio: un verde campo da golf nella Riserva del Litorale

La Riserva Naturale Statale del Litorale Romano è stata istituita con D.M. 29/03/1996, soprattutto con la finalità di conservare le caratteristiche ecologiche e idrogeomorfologiche del territorio. Ben 15.900 ettari, parte nel Comune di Roma, parte in quello di Fiumicino. Le aree di Tipo 1 (verde scuro nella cartina) sono quelle a maggior protezione e (secondo l’articolo 7, comma 2) in pratica, in tali aree, non si può fare quasi nulla (è recente la polemica sull’utilizzo della pineta prospiciente il camping Fabolous su Via di Malafede, trasformata in un centro estivo per i giovani). Ebbene al km.15,500 della Via del Mare (civico nr.1050) è invece sorto un bel campo da golf, il Green Tiber Golf Club, ben 18 buche di pitch & putt (versione accorciata del gioco del golf). Per capirci, è dal lato opposto il Casale di Malafede. Oltre al pericolo di accesso (l’ingresso è a raso sulla pericolosissima Via del Mare) rimaniamo stupiti che nessuno abbia avuto qualcosa da ridire, così come rimaniamo stupiti dal silenzio di tutte le associazioni ambientaliste che, sempre schierate in nome della tutela della Riserva del Litorale, qui (guarda caso) non si sono accorte di nulla.

Il campo da golf è in area Tipo 1, quella dove è vietato l’uso di fitofarmaci antiparassitari e pesticidi di prima e seconda categoria. Probabilmente il Green Tiber Golf Club non usa diserbanti a differenza di altri campi da golf o usa diserbanti ‘biologici’ e probabilmente sono anche regolari il ristorante, gli spogliatoi e il pro-shop che sorgono all’interno. Siamo certi che coloro che amano e proteggono la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano (e che conoscono bene questo campo da golf), le domande se le siano già poste. Quindi, siamo tranquilli che è tutto in regola.

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Decentramento dei poteri ad Ostia: tranne la libertà di espressione per tutti ?

L’urbanistica è una scienza che si interessa soprattutto degli spazi pubblici, che sono di tutti. Il finto decentramento di Alemanno a favore del XIII Municipio ha finito, per adesso, solo invece per decentrare gli spazi pubblici a fini di propaganda. Il Movimento di Destra Sociale, ‘Il Popolo di Roma’ (che ha come portavoce, guarda caso, proprio una cittadina di Ostia), ha tappezzato la notte tra il 23 e il 24 Novembre le principali strade del quartiere marino con proprie bandiere e quelle tricolori. Polizia, Carabinieri e Digos ‘okkupavano’ le piazze e gli incroci. Autoblindi che neppure al G8 si erano visti, minacciavano di intervenire. Cittadini, nessuno. ‘Il Popolo di Roma’ era presente invece su tutti i lampioni, compresi quelli davanti al Municipio. Ci sono volute ore ed ore per sistemare quelle bandiere, che nessuno ha visto, compresa la Polizia Municipale. Subito è stata informata, in piazza, la questura di Ostia nella persona di Fabio Baldacchino, che ha riferito al Dirigente Antonio Franco, anche lui presente. Risultato: zero. Le bandiere sono ancora lì, a 4 metri da terra, ben nastrate ai pali dei lampioni. Scandaloso. Non meno di 4 mesi fa la stessa Polizia, le stesse persone, hanno sequestrato (in occasione di un’altra finta inaugurazione, quella dell’ancora chiuso Polo Natatorio, sul Lungomare di Ostia) tre cartelli di cartone, uno dei quali recitava “All’Aquila er G8, a Ostia Gianni e Pinotto”. Il Tribunale del Riesame ha considerato illegittimo il sequestro e i cartelli sono stati restituiti ai 2 cittadini, accusati di manifestazione non autorizzata e a suo tempo finiti al Pronto Soccorso con codice giallo. Ricordiamo che il Tribunale del Riesame è un istituto creato dal legislatore per far fronte a quella esigenza di sottoporre ad un controllo esterno, non solo di legittimità ma anche di merito, i provvedimenti restrittivi della libertà personale. Alemanno cosa ha decentrato al XIII Municipio, al San Giuseppe del presepe (come lui stesso ha definito il Presidente del Municipio, Giacomo Vizzani), il potere di decidere sul diritto costituzionale della libertà di espressione ?

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Ostia: da Alemanno un falso in decentramento

Alemanno ha imposto a un Municipio inutile e passivo come quello Tredicesimo, le scelte di Roma. Lo ha sporcato con il Polo Natatorio e gli impianti privati (abusivi) dei Mondiali di Nuoto, con l’ordinanza di sgombero forzoso su Via Marino Fasan, con le scellerate previsioni urbanistiche del Piano Casa e con tanto altro ancora. Ora il 24 Novembre, finge di lavarsi le mani venendo ad Ostia con un finto decentramento amministrativo, di cui nessuno conosce i contenuti. Ma l’acqua sporca rimarrà sempre a noi cittadini abitanti del territorio. Ricordiamo che il decentramento di Ostia è opera di Marco Pannella, eletto nei primi di Agosto del 1992, appena dopo lo scioglimento prefettizio causato da vicende di tangenti. Regnava come sindaco di Roma, Franco Carraro e l’assessore al decentramento, era il dc Mauro Cutrufo, si proprio lui, quello che oggi (da vice-sindaco) ci parla dell’ovovia tra l’Eur ed Ostia per mezzo dell’Arch. Iannicelli. A quel tempo, dopo l’approvazione della delibera del Consiglio Comunale nr. 281 del 29 ottobre 1992, ”Regolamento speciale del Decentramento nella Circoscrizione XIII”, il consigliere missino Lodovico Pace (oggi Assessore alla Scuola e alle Politiche Sociali della giunta municipale di Vizzani) sottolineava, invece, come lo statuto speciale per Ostia fosse solo il frutto di quanto accaduto negli ultimi due anni (autoscioglimento e tangentopoli). Nessuno si è mai interrogato sulle esigenze di questo territorio. E pensare che sempre Pannella a fine Ottobre 1992 dichiarava che bisognasse dare “precedenza assoluta ai piani particolareggiati della Circoscrizione XIII”. Quello dell’Infernetto (l’unico approvato) è fermo dal 1994. Degli altri non se ne sa più nulla. Fu approvato per sconfiggere l’abusivismo dilagante in quel settore di territorio e tutti ricordano ancora le uniche ruspe viste in azione negli ultimi vent’anni mandate da Pannella. Ma è singolare che a quel tempo sempre Lodovico Pace, da semplice consigliere, si interrogasse sui metodi applicati per combattere gli ‘abusivi’ dell’Infernetto e che invece oggi (da Assessore alle Politiche Sociali) non abbia nulla da dire sugli sgomberi silenti che stanno avvenendo in Via Fasan. Dal decentramento al concentramento: degli affari nel XIII Municipio. E con i progetti del secondo Polo Turistico, del waterfront ma anche con i prossimi rinnovi delle concessioni demaniali ai balneari, ne vedremo delle belle.

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Dopo gli Azzurri anche i Verdi ai Mondiali di Nuoto Roma ‘09

Siamo stati tra i più agguerriti oppositori contro lo scempio dei Mondiali di Nuoto, assieme ad altri Comitati. Ne abbiamo viste di tutti i colori. Ma ci mancava il Verde. Sapevamo che Nando Bonessio, socio-fodatore dell’Associazione Polisportiva Città Futura, molto legato a Fabio Cantoni (presidente della «Polisportiva Città Futura», salito sul tetto del circolo per protestare contro il sequestro dell’impianto ad inizio Ottobre scorso) si era schierato per la riapertura delle piscine private realizzate senza concessione edilizia. Sapevamo anche che a Maggio 2007 si era schierato per la delocalizzazione del Polo Natatorio, ma che nulla aveva avuto da ridire una volta posizionato davanti allo stabilimento “Le Dune” di Renato Papagni. Non sapevamo che fosse invece stato eletto nel Consiglio Federale Nazionale dei Verdi, l’organo (composto al massimo da 100 persone) che ne definisce la linea politica. Come è credibile un partito/movimento che nel rinnovarsi non riesce a dare un taglio con il passato ? Se per Angelo Bonelli continuiamo a conservare stima (lui stesso ha presentato esposti in Procura e alla Corte dei Conti contro i Mondiali di Nuoto), non possiamo essere d’accordo con le dichiarazioni rilasciate l’11 Novembre proprio da Bonessio sulle pagine di Repubblica in nome e per conto della «Polisportiva Città Futura»: «Siamo pronti a denunciare il sindaco Alemanno e a chiedere 5 milioni di risarcimento danni al Comune di Roma». Peccato che la piscina non è stata completata in tempo utile per i Mondiali di Nuoto, per cui ci domandiamo perché avrebbe dovuto usufruire dei soldi pubblici o comunque dei mutui agevolati se non è mai stata terminata ? Bonessio, invece di difendere il suo impianto, pensi a schierarsi contro la nuova foresteria del PalaFIJLKAM che si sta realizzando con l’intesa del Commissario Delegato ai Mondiali di Nuoto (e cosa c’entrino le arti marziali con il nuoto, resta un mistero). Anche perché nel 2007, lì, dove dovrà sorgere, proprio lui non voleva che venisse realizzato alcunché.

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Mondiali di Nuoto RM’09: un pozzo di soldi senza fondo ?

Lo avevamo detto e ora lo confermiamo: i lavori ad Ostia presso il Centro Olimpico Federale della FIJLKAM (la federazione delle arti marziali) si stanno facendo d’intesa con il Commissario Delegato ai Mondiali di Nuoto, Ing. Claudio Rinaldi. Sul cartello lavori del cantiere già aperto si legge testualmente: “Provvedimento di raggiunta intesa CD RM2009 prot. 3160/RM2009”. L’aggiudicazione definitiva è stata fatta l’8 Maggio 2009 a favore della ditta Marziali Costruzioni Generali s.r.l., la stessa aggiudicataria del vicinissimo Polo Natatorio di Ostia, costato 26 milioni di euro (soldi pubblici), in pratica il doppio di quanto previsto in fase di gara e ancora non completato e quindi non agibile. Il costo dei lavori del PalaFIjlKAM è incluso in questa cifra ? Perchè dei quasi 6 milioni di euro non si conosce il fondo di provenienza, anche se l’ente appaltante risulta correttamente la FIJLKAM ? Sul cartello lavori non c’è poi alcuna indicazione di concessione edilizia, solo “l’intesa” del Commissario Delegato, Claudio Rinaldi. In aggiunta, compare in fondo al cartello la citazione di una notifica preliminare prot.2681 del 20 Luglio 2009. Il Comune di Roma sa dunque tutto, visto che il cartello è stato messo dal Municipio XIII. Rimaniamo pertanto sconcertati che proprio quando la Procura di Roma sta indagando l’Ing. Rinaldi per aver autorizzato la realizzazione degli impianti privati dei Mondiali di Nuoto senza concessione edilizia e senza pagare gli oneri concessori, sorga sul Lungomare di Ostia un nuovo edificio dedicato alla foresteria di una federazione sportiva (quella delle arti marziali) che nulla ha a che vedere con il nuoto. In realtà a comune ha una cosa. La Direzione Lavori è a carico dell’Ing. Renato Papagni, già progettista dei poli natatori pubblici dei Mondiali di Nuoto e proprietario dello stabilimento balneare “Le Dune” prospiciente il Polo Natatorio di Ostia. La FIJLKAM e il Comune di Roma, nonché il Commissario Delegato, non ci hanno risposto. A 4 mesi esatti dall’inizio dei Mondiali, sembrano ancora non essere finiti i soldi da spendere. A breve si terrà una conferenza stampa in cui si porteranno tutti i documenti comprovanti non solo quanto sopra dichiarato, ma anche quanto relativo ai lavori stradali in corso presso il Lungomare di Ostia, alle lavorazioni ancora necessarie per completare il Polo Natatorio nonché a quanto depositato presso la Polizia Giudiziaria della Procura di Roma che ha aperto un fascicolo sul Polo Natatorio di Ostia.

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