IL DEPURATORE DI PALOCCO PASSA AD ACEA, MA IL NODO RESTA L’AXA: RETE INTERCONNESSA E CAPACITÀ AL BUIO

Copia di Nero Oro Gala Invito_20261102_123058_0000Dopo anni di contenziosi, Roma Capitale acquisisce il depuratore di Casal Palocco, ma l’acquisizione avviene al buio su capacità effettiva di trattamento, scarichi della rete mista nei canali di bonifica, costi di gestione e collegamenti con l’AXA. Due impianti per un territorio in continua trasformazione, una rete fognaria che mescola acque nere e meteoriche e dodici manufatti di sfioro. Sullo sfondo, i lavori della cassa di espansione del Canale Palocco, alla Madonnetta. LabUr ricostruisce gli atti e annuncia nuove richieste di chiarimento. La verifica dei carichi attuali e futuri offre una motivazione concreta ad una richiesta di moratoria e una variante di salvaguardia sulle nuove edificazioni nell’entroterra.

Dopo oltre sessant’anni dalla convenzione urbanistica del 2 novembre 1960, il depuratore di Casal Palocco è finalmente passato nella disponibilità di Roma Capitale, con il coinvolgimento di ACEA ATO 2 per la successiva gestione. Il 16 giugno 2026 è stato sottoscritto il verbale di consegna dell’impianto biologico, del sistema di chiarificazione, della rete fognaria e delle relative aree.
Un trasferimento arrivato non per spontanea iniziativa dell’amministrazione, ma al termine di un contenzioso promosso dal Consorzio di Casalpalocco.

Con la sentenza n. 14805/2025, il TAR Lazio aveva riconosciuto l’obbligo del Comune di prendere in carico le opere di urbanizzazione. Successivamente, con la sentenza n. 13419 del 22 luglio 2026, pronunciata nel giudizio di ottemperanza R.G. 5660/2026, i giudici hanno preso atto dell’avvenuta consegna, dichiarando cessata la materia del contendere. Il trasferimento patrimoniale però non equivale necessariamente all’immediata assunzione della gestione operativa. Il Consorzio aveva infatti annunciato interventi di adeguamento agli standard ACEA, da completare indicativamente entro ottobre 2026.
Resta dunque da accertare se tali interventi siano stati effettivamente eseguiti, con quali affidamenti, quali costi e soprattutto attraverso quale verbale ACEA abbia assunto definitivamente la conduzione dell’impianto.

Il nodo della capacità depurativa

Nel luglio 2025 il Consorzio AXA ha deliberato verifiche sul carico organico del proprio impianto, disponendo prudenzialmente la sospensione di nuovi allacciamenti in attesa di conoscere la capacità residua. La decisione non dimostra che l’impianto AXA sia saturo, ma documenta la necessità di verificarne la capacità residua prima di autorizzare ulteriori allacci.
Un depuratore infatti può risultare sufficiente rispetto al carico organico medio e, contemporaneamente, manifestare insufficienze idrauliche durante gli eventi meteorici.

Per comprendere se i due impianti siano adeguati occorrono i dati aggiornati delle portate trattate, dei carichi di BOD₅, dei fanghi prodotti e dei risultati delle analisi allo scarico.
Serve inoltre conoscere la popolazione effettivamente allacciata e il destino delle acque reflue della Madonnetta, il cui bacino depurativo non è ancora stato identificato attraverso documentazione pubblica verificata.

Due depuratori, un sistema fognario interconnesso

Il depuratore di Casal Palocco risulta censito per una potenzialità di 20.000 abitanti equivalenti, mentre quello dell’AXA dispone di una capacità autorizzata di 9.500 abitanti equivalenti, con un progetto di potenziamento fino a 15.000. Complessivamente si tratta di 29.500 abitanti equivalenti, che diventerebbero 35.000 a potenziamento AXA ultimato.

Se si confrontano questi numeri con la consistenza insediativa del territorio, la sola zona urbanistica di Palocco contava 26.951 residenti nel 2024, mentre il comprensorio AXA e l’adiacente Madonnetta appartengono a un sistema urbano ben più esteso.

Occorre tuttavia evitare di confondere i confini dei quartieri con quelli dei bacini fognari: non tutti i residenti della zona urbanistica Palocco sono necessariamente serviti dal depuratore consortile e non è ancora documentato quale impianto riceva i reflui della Madonnetta.
Il dato essenziale, dunque, non è soltanto quanti abitanti vivano nei quartieri, ma quanti abitanti equivalenti gravino effettivamente su ciascun impianto e soprattutto quale sia il carico organico realmente trattato.

AXA scarica anche a Casal Palocco

La documentazione tecnica del Consorzio AXA conferma un collegamento fognario tra i due comprensori. Per ragioni altimetriche, una parte delle utenze AXA, storicamente stimata intorno al 14%, recapita attraverso il collettore di via Alceo nella rete di Casal Palocco.
Il progetto di potenziamento AXA prevede la realizzazione di un nuovo impianto di sollevamento nell’area dell’ex Drive-in, due condotte in pressione e una terza linea biologica, con l’obiettivo di rendere autonomo il trattamento dei reflui ordinari.
Il collegamento con Palocco, però, non verrebbe necessariamente eliminato: il progetto ne contempla il mantenimento come scolmatore durante gli eventi meteorici più intensi.
Non risulta per altro ancora documentato il completamento e il collaudo dell’intero intervento.
Quindi ACEA ha preso in carico un depuratore ancora interessato dai reflui provenienti da una rete consortile esterna? E con quali accordi sono disciplinate le relative responsabilità?

Acque bianche e nere insieme: dodici sfioratori verso i canali

Un documento pubblicato dal Consorzio di Casalpalocco il 16 aprile 2018 descrive una rete fognaria di tipo misto, nella quale confluiscono acque reflue domestiche e acque meteoriche.
La rete comprende otto stazioni di sollevamento e dodici manufatti di derivazione, destinati a deviare parte delle portate durante gli eventi di pioggia.
Tra i corpi idrici ricettori figurano il Canale Palocco e il Canale della Lingua. Ricordiamo che quando uno scolmatore di una rete mista entra in funzione, le acque deviate possono contenere reflui fognari diluiti che non hanno attraversato il trattamento biologico completo.
La presenza degli sfioratori non costituisce di per sé un’irregolarità, ma occorre però conoscerne localizzazione, soglie di attivazione, portate, frequenza di funzionamento e autorizzazioni allo scarico. Soprattutto, bisogna verificare se il sistema sia stato dimensionato considerando l’attuale impermeabilizzazione del territorio e l’incremento degli insediamenti, perché una cosa è depurare correttamente le acque nere in condizioni ordinarie, altra è gestire una rete mista durante precipitazioni intense.

Il caso Palocco–AXA mostra perché la pianificazione dell’entroterra del Municipio X debba partire dalla ricognizione delle reti, della loro capacità effettiva e degli obblighi convenzionali ancora da adempiere. Occorre cioè distinguere i carichi attuali da quelli degli interventi già autorizzati ma non ancora realizzati e da quelli potenziali delle previsioni urbanistiche. È anche su questa verifica che si dovrebbe procedere quanto prima alla richiesta di una moratoria sulle nuove edificazioni nell’entroterra: una pausa per accertare la sostenibilità di ulteriori trasformazioni e costruire, sui risultati dell’istruttoria, una variante urbanistica orientata alla salvaguardia del territorio.

Fanghi: quanto costa realmente depurare?

Anche la documentazione economica dei consorzi presenta elementi interessanti.
Nel 2013 Casal Palocco contabilizzava 341.740 euro per la gestione del depuratore e ulteriori 71.370 euro per la rete fognaria e gli impianti di sollevamento.
Un documento consortile del 2018 indicava inoltre una produzione di circa 300 tonnellate annue di fanghi, senza tuttavia precisarne il contenuto di sostanza secca.
Per l’AXA, il bilancio 2020 riportava oltre 134.000 euro di energia elettrica, circa 59.000 euro di manutenzione ordinaria e quasi 93.000 euro per una voce contrattuale comprendente smaltimento dei residui di depurazione e altri rifiuti.

I rapporti economici tra i due consorzi sono altrettanto significativi.
Il corrispettivo AXA per l’utilizzo del sistema di Casal Palocco è passato da 39.892,51 euro nel 2022 a 63.781,88 euro nel 2023: un incremento di quasi il 60%. Secondo la documentazione contabile AXA, sull’aumento hanno inciso anche criticità tecniche del depuratore di Palocco, compresi problemi alla linea fanghi.
Nel fascicolo assembleare del dicembre 2024 risultano inoltre contratti per 112.888,64 euro relativi alla manutenzione ordinaria e 101.090 euro per il conferimento di fanghi, materiali di vagliatura e sabbie, oltre a una previsione di 60.500 euro per interventi straordinari nel 2025.
Importi che non rappresentano automaticamente il costo complessivo annuo del depuratore, ma testimoniano l’impegno economico necessario a mantenerlo in esercizio.

Il Consorzio AXA ha peraltro sostenuto che la gestione autonoma della depurazione consentirebbe ai propri consorziati un risparmio stimato in circa 700.000 euro annui rispetto all’applicazione delle corrispondenti componenti tariffarie del servizio idrico integrato. Si tratta di una valutazione economica che meriterebbe un confronto analitico, anche alla luce del trasferimento di Casal Palocco ad ACEA.

A monte dei depuratori, una cassa di espansione: cosa c’è da chiarire

A completare il quadro interviene un’altra opera pubblica.
Con determinazione regionale G01321 del 5 febbraio 2026, relativa al procedimento ambientale PT20211061, è stato esaminato il progetto di realizzazione di una cassa di espansione del Canale Palocco, con paratoia di controllo dei deflussi e sopralzo arginale a monte di via Saponara, nella zona della Madonnetta.

L’intervento, promosso da Roma Capitale, riguarda la mitigazione del rischio idraulico in un territorio interessato da criticità di drenaggio. La cassa di espansione si colloca nel sistema idraulico a monte dell’area dei depuratori. Questo non dimostra automaticamente un collegamento funzionale diretto con gli impianti di trattamento, ma occorrerà verificare come siano stati valutati i rapporti tra le portate del Canale Palocco, gli scarichi degli scolmatori, gli apporti meteorici delle aree urbanizzate e le condizioni di funzionamento dei depuratori.

Una cassa di espansione può contribuire a contenere le piene di un corso d’acqua, ma non sostituisce il trattamento dei reflui né risolve automaticamente le eventuali insufficienze di una rete fognaria mista. Per questa ragione LabUr chiederà chiarimenti: non basta trasferire un impianto, bisogna sapere come funziona.

Il passaggio del depuratore di Casal Palocco ad ACEA chiude una lunga vicenda amministrativa, ma lascia aperti interrogativi tecnici, ambientali ed economici. LabUr richiederà agli enti competenti gli atti definitivi di presa in carico, i progetti e gli affidamenti degli adeguamenti, le autorizzazioni agli scarichi, la cartografia dei bacini fognari, i dati aggiornati sui carichi depurativi, la produzione e lo smaltimento dei fanghi e la documentazione relativa ai dodici manufatti di sfioro. Particolare attenzione sarà dedicata ai collegamenti con la rete AXA, alla destinazione delle acque reflue della Madonnetta e ai costi effettivi della gestione consortile rispetto a quella del servizio idrico integrato.

LabUr chiederà inoltre chiarimenti sul progetto e sullo stato di esecuzione dei lavori della cassa di espansione del Canale Palocco, situata a monte dell’area dei depuratori, per accertare se la progettazione idraulica abbia considerato le interferenze con le reti fognarie miste, gli scolmatori e i relativi recapiti nei canali.
La sicurezza idraulica e quella ambientale non possono essere affrontate come questioni separate: trasferire un depuratore non significa aver risolto il problema della depurazione, così come realizzare una cassa di espansione non significa aver risolto quello degli scarichi.


LabUr è un laboratorio indipendente di ricerca urbana specializzato nell’analisi documentale dei procedimenti amministrativi che producono le trasformazioni urbane. Verifica atti, piani urbanistici, procedimenti amministrativi e politiche pubbliche nell’interesse collettivo.

Metodo LabUr — Questo contributo è stato realizzato attraverso l’analisi di atti amministrativi, strumenti urbanistici, normativa vigente e documentazione tecnica. L’obiettivo è verificare attraverso fonti documentali i procedimenti che producono le trasformazioni urbane e valutarne la coerenza con la pianificazione urbanistica, la normativa vigente e l’interesse pubblico.

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