OSTIOPOLI: PARCO DELLA VITTORIA, LA PARTITA A DADI PER LA PRESIDENZA – CAPITOLO 7

Ostiololi_20260427_211913_0000Amministrative, conto alla rovescia. Un anno o poco più e anche per il X Municipio sarà il tempo della scelta. Scenari in movimento sul mare di Roma. Nel campo del centrosinistra, il famoso “toto-presidente” è già iniziato. E come spesso accade, è partito da una casella che sembrava già assegnata. Il nome di Valeria Strappini, frutto di un’intesa preliminare tra Pd e Movimento 5 Stelle, avrebbe dovuto rappresentare la giusta sintesi. Il nome della presidente uscente (e in vista di conferma) dell’Ascom Confcommercio Roma-Litorale non avrebbe però convinto al primo colpo (ma il corso di laura in Scienze politiche on line potrà sempre tornare utile), così si è aperta la fase dello “scouting”, parola elegante per dire: siamo punto e a capo. Tra le ipotesi circolate, anche quella di riproporre l’attuale presidente in carica, Mario Falconi.

Circostanza non smentita dallo stesso Falconi, anzi. L’attuale minisindaco non ha mai chiuso la porta: la disponibilità c’è. Quello che manca, semmai, è la chiamata. Il telefono non sembra squillare nell’ufficio di via Claudio. A incidere, diverse cause. Non solo l’operato della sua amministrazione (dalle buche, alla gestione spiagge, alla questione camper), ma anche le continue gaffe e vicende sentimentali private – e non- salite alla ribalta delle cronache. E che in campagna elettorale potrebbero rappresentare il solito boomerang (anche per Roma). Eppure le questioni di “cuore” non dovrebbero essere un problema, visto che Falconi esercita la professione in uno studio di cardiologia anche se la sua specializzazione medica – come riportato nel suo curriculum pubblicato sul sito istituzionale di Roma Capitale e come anticipato in una precedente puntata di OstioPoli- sarebbe in Gastroenterologia. Il tutto senza dimenticare il limite dovuto all’età: si presenterebbe ai nastri di partenza alle prossime elezioni alla veneranda età di 81 anni. Candidatura? Forse più una dichiarazione di resistenza. Livello di ambizione: Ciriaco De Mita.

Nel frattempo, dal Campidoglio il segnale è chiaro, anche senza dichiarazioni ufficiali. L’obiettivo? Scaricare quel minisindaco un po’ troppo “ingombrante”. Gli assessori capitolini (l’inquilino dalle parti di Fontana di Trevi, in primis) lo ignorano. Il sindaco Gualtieri si limita a tollerarlo. Fin dal suo insediamento, quando il primo cittadino è dovuto intervenire di persona e a gamba tesa per dirimere la questione dei giovani dem incatenati davanti al Municipio. Per non parlare del comizio-evento di Cineland, dove il Sindaco ha presentato in pompa magna il suo programma (e la sua candidatura) agli elettori del X Municipio. A Falconi fu stato assegnato il ruolo di figurante. Un cameo che non è passato inosservato, solo perché in molti si sono accorti che Gualtieri continuava a citarlo storpiandone il cognome (quando confondere una vocale rivela più di ogni altro retroscena).

E allora, se il Pd considera il X Municipio una patata bollente, perché non passarla di mano? L’idea che circola – neanche troppo sottovoce – è semplice: lasciare la candidatura ai Cinquestelle, nell’ambito dell’asse strategico che guarda alle prossime sfide capitoline (e nazionali). Un’elegante exit-strategy. Gli onori al Pd, magari sbandierando i risultati ottenuti dalla gestione dei fondi Pnrr. Gli oneri al Movimento, con la scusa – neanche troppo campata in aria – che questo territorio è (o era) una roccaforte grillina. A muovere i fili ci sarebbe sarebbe il consigliere capitolino Paolo Ferrara che punterebbe però anche a tentare la scalata al Parlamento o a giocarsi un posto in Campidoglio, eventualmente come assessore in una futura giunta rosso-gialla. Serate danzanti e giri in monopattino, permettendo.

In pole, resterebbero Alessandro Ieva (l’ex assessore al Verde nonché paladino dell'”impeccabile” pista ciclabile del lungomare di Ostia) e Antonino Di Giovanni, ricordato come il “Signore degli Anelli”, per la sua passione estetica che non passa di certo inosservata.

Ma attenzione ai ritorni: perché in politica, come nelle saghe di successo, il sequel è sempre dietro l’angolo. Sulla scia del “Diavolo Veste Prada 2”, sugli schermi di Ostia potrebbe riapparire la “Casalinga di Voghera”, come fu ribattezzata Giuliana Di Pillo da social e oppositori politici. E tutto ha il sapore di déjà-vu: l’appello surreale in piena pandemia che evocava bare sulle spiagge di Ostia ai tempi del Covid o quella chiamata di Grillo mai arrivata perché lui – parole sue dal tono evangelico pronunciate all’indomani dell’elezione- è «sempre in mezzo a noi». Gli incubi del passato: le foto in stile Abbey Road davanti alla sede del Municipio per pubblicizzare le nuove strisce pedonali, lo spot che rievoca la “capocciata” di Roberto Spada per promuovere il turismo e l’estate romana: «Un’estate senza testate», recitava la pubblicità trasmessa in tutte le Metro di Roma. «Ma questa è ironia sottile! Non capisco perché la gente non se ne accorga», si crucciò all’epoca la minisindaca.

Eccolo, il “Parco della Vittoria”. Peggio forse solo di quello del “Mare”, dove tutti vogliono costruire. Ma nessuno sembra avere un progetto. E ora il “brivido” che la storia possa ripetersi.

Enrico Giorge’

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