ESPOSTO PISTA CICLABILE TEVERE

IMG-20210503-WA0002LabUr-Laboratorio di Urbanistica ha presentato ieri un esposto al Ministero dell’Ambiente, all’Agenzia del Demanio e alla Regione Lazio sulla pista ciclabile del Tevere, banchine di magra sponda destra. E’ in corso un improprio dibattito politico circa la manutenzione della pista ciclabile sulla banchina del fiume Tevere in sponda destra mediante stesura di nuovo asfalto per circa 5km (da ponte Risorgimento a ponte Marconi). L’intervento ricade in area golenale interessando le banchine che, pavimentate con sampietrini e ricorsi di travertino, servono per consentire una migliore regimentazione dei deflussi che transitano nel tratto urbano in condizioni di magra. Tali banchine di magra, parte integrante del corpo idraulico del Tevere, sono anche un’opera di particolare pregio architettonico e storico. L’area di intervento è del Demanio dello Stato settore idrico e su di essa insistono le competenze in ordine idraulico della Regione Lazio. L’Autorità di Bacino fiume Tevere ha con chiarezza normato in data giugno 2008 le linee guida per l’assetto delle aree golenali del Tevere (PS5, NTA, All. E, sub All. 3, parte I). In tale documento l’ABT scrive: “un elemento di criticità delle previsioni urbanistiche è dovuto alla presenza di aree senza destinazione di Piano (c.d. “aree bianche”) che sono localizzate all’interno delle golene e comprese tra ponte Nenni e ponte Palatino. Tali aree coincidono sostanzialmente con le aree banchinate e la mancanza di una chiara destinazione urbanistica probabilmente può portare ad utilizzi non congrui per quelle aree” (pag.99). Questo dispositivo è successivo (e dunque non è stato, colpevolmente, applicato dall’amministrazione attuale) all’originaria istituzione della pista ciclabile in questione e oggi in manutenzione, avvenuta con Deliberazione della Giunta Comunale di Roma n. 1055 del 22 settembre 2000, cioè per il Giubileo e istituita da Veltroni senza alcun richiamo giuridico e alcun controllo da parte degli organi preposti. Dunque l’attuale amministrazione capitolina non ha rispettato la normativa vigente, violando anche gli elementari principi di tutela ambientale, rendendo, ad esempio, non permeabile con la stesura dell’asfalto l’area soggetta all’intervento, ignorando dunque per incompetenza la necessaria valutazione delle norme e indirizzi del Piano di Assetto delle Aree Golenali sopra richiamato. Non è accettabile che si continui in modo disinvolto a fare un uso improprio dei fondi di manutenzione stradale a Roma dirottandoli, come in questo caso, su una pista ciclabile che non è su strada ma in area golenale, cioè a tutela assoluta, che dunque non è di competenza della Polizia Municipale di Roma Capitale. Per altro, si tratta di un’area mai data in concessione al Comune da parte della Regione Lazio e dove non si è nemmeno operata una manutenzione, ma addirittura impiegato i fondi per realizzare anche dei pezzi di tracciato nuovi. Per altro, questa operazione avviene ad un mese dall’apertura del Tevere Expo’. E’ evidente che le cose sono due: o la pista apre a maggio per poi essere chiusa a giugno o le bancarelle saranno spostate su sponda sinistra, ma non c’è traccia di alcun atto amministrativo in tal senso. Per questa ragione LabUr-Laboratorio di Urbanistica, ha chiesto un intervento urgente a tutela di un interesse pubblico che non può essere mercificato con lo scontro politico e la propaganda di bassissimo profilo già in atto in vista delle prossime elezioni amministrative di Roma Capitale d’Italia.

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