Il 18 giugno partivano ufficialmente i lavori del Parco del Mare. Il 18 agosto ANAS spiega a LabUr che sono ancora in corso «attività propedeutiche alla risoluzione delle interferenze». Peccato che il cronoprogramma del Progetto Esecutivo, al giorno 63, racconti tutt’altro. Sul posto resistono la rete arancione e il cartello comparso dopo oltre un mese. Lo scarrabile, invece, se n’è andato. L’unico ad aver rispettato il cronoprogramma.
Dobbiamo dare una brutta notizia sullo stato di avanzamento del Parco del Mare: è sparito lo scarrabile.
Era uno dei pochi elementi che, insieme alla ormai celebre rete arancione, conferivano all’area presso il Canale dei Pescatori una vaga atmosfera da cantiere. Lo avevamo fotografato a luglio. Oggi, 20 agosto, non c’è più.
In compenso resiste eroicamente la rete arancione e la monnezza. C’è anche il cartello di cantiere, comparso dopo oltre un mese dalla data ufficiale di avvio dei lavori e dopo le richieste di LabUr e l’interessamento della Prefettura.
Del resto, il cartello parla chiaro: inizio lavori 18 giugno 2026.
Sono passati 63 giorni.
Il 18 giugno era «apertura del cantiere». Il 18 agosto siamo alle attività «propedeutiche»
La parte più divertente, se non parlassimo di milioni di euro di risorse pubbliche ed europee, ce la regala direttamente ANAS.
Il 19 giugno ANAS annunciava pubblicamente l’«apertura del cantiere» e l’«avvio dei lavori» del Parco del Mare il 18 giugno. Una comunicazione immediatamente rilanciata dall’Amministrazione e dalla stampa: finalmente partiva la grande trasformazione del lungomare di Ostia.
LabUr, invece, ha continuato ostinatamente a fare una cosa molto meno suggestiva: andare sul posto e chiedere gli atti.
Il 18 agosto è arrivata la risposta di ANAS e finalmente sappiamo ufficialmente che il Progetto Esecutivo «è stato approvato e validato da parte del Comune di Roma in data 18/06/2026», lo stesso giorno dell’apertura cantiere e che «i lavori sono stati formalmente consegnati».
Fin qui tutto bene. Poi arriva il capolavoro. ANAS scrive il 18 agosto a LabUr che:
«allo stato attuale l’intervento è caratterizzato dalle consuete attività propedeutiche alla risoluzione delle interferenze».
Propedeutiche. 61 giorni dopo la consegna dei lavori.
Il vocabolario delle opere pubbliche riesce così nel piccolo miracolo di far convivere due espressioni apparentemente distanti: il 19 giugno avevamo l’avvio dei lavori; il 18 agosto abbiamo ancora le attività propedeutiche.
Forse è questa la vera innovazione del Parco del Mare: prima partono i lavori e due mesi dopo si fanno le attività propedeutiche.
Cosa dice il cronoprogramma
A questo punto siamo andati a rileggere il cronoprogramma del Progetto Esecutivo.
Il documento fissa espressamente la consegna dei lavori al 18 giugno 2026 (pena perdita dei fondi europei), stabilisce una durata complessiva di 643 giorni e precisa persino che i tempi tengono conto dell’andamento stagionale sfavorevole.
E soprattutto non prevede affatto due mesi indistinti di attività propedeutiche.
La realizzazione del nuovo ponte è programmata dal giorno 0 al giorno 400.
Per le lavorazioni che partono insieme alla consegna, il cronoprogramma scandisce invece una successione piuttosto precisa:
- giorni 0-5: cantierizzazione;
- giorni 5-30: scotico e scavo di sbancamento;
- giorni 30-65: scavi a sezione ristretta per sottoservizi;
- giorni 65-95: opere fognarie, posa pozzetti e tubazioni;
- giorni 95-115: impianti, posa pozzetti e corrugati;
- giorni 115-130: rinterri e rinfianchi dei sottoservizi;
- giorni 130-175: formazione dei rilevati, posa dei cordonati e realizzazione delle aiuole.
Anche per le aree verdi non interferenti con la viabilità il programma è preciso: cantierizzazione nei primi cinque giorni, poi 55 giorni di scotico e scavo di sbancamento, conclusi al giorno 60; da quel momento dovrebbero iniziare gli scavi per sottoservizi e rete irrigua, programmati fino al giorno 130.
Oggi siamo al giorno 63.
Tradotto: secondo il cronoprogramma del Progetto Esecutivo, a questa data dovrebbero risultare già trascorsi o in corso:
- cantierizzazione;
- scotico;
- scavi di sbancamento;
- scavi a sezione ristretta per i sottoservizi;
- scavi per sottoservizi e rete irrigua nelle aree verdi;
- e, dal giorno zero, la realizzazione della nuova infrastruttura del ponte.
Non lo dice LabUr. Lo dice il cronoprogramma.ù
A che punto siamo?
Non pretendiamo naturalmente di certificare attraverso qualche fotografia lo stato di avanzamento di un’opera pubblica. Per quello esistono la Direzione lavori, il giornale dei lavori, la contabilità, i SAL e gli eventuali aggiornamenti del cronoprogramma.
Possiamo però documentare ciò che vediamo.
Nell’area presso il Canale dei Pescatori continuano a esserci la recinzione arancione e il cartello. Sono visibili picchetti, terreno sfalciato e vegetazione tagliata. Al momento dei nostri sopralluoghi non sono visibili lavorazioni strutturali riconoscibili relative al nuovo ponte. E rispetto a luglio è scomparso persino lo scarrabile.
Ma adesso la questione non è più stabilire da una fotografia se qualcuno abbia lavorato oppure no.
Le domande sono molto più semplice e soprattutto documentali:
- Quali delle lavorazioni previste dal Progetto Esecutivo nei primi 63 giorni sono state effettivamente completate?
- Quali sono in corso?
- Quali sono state rinviate?
- Quali sarebbero le «interferenze» che ANAS sta ancora risolvendo?ù
- Esiste un cronoprogramma aggiornato rispetto a quello del Progetto Esecutivo?
- E soprattutto: qual è, al 20 agosto, l’avanzamento fisico e contabile dell’opera?
Di una cosa siamo certi. La descrizione fornita da ANAS il 18 agosto non consente di capire come lo stato delle lavorazioni si collochi rispetto al cronoprogramma del progetto che la stessa ANAS sta realizzando. Perché quel cronoprogramma attribuisce alla cantierizzazione 5 giorni. Non 63.
Nel frattempo, il Presidente della Regione Lazio, scopre che c’è qualche problema
Mentre ANAS risolve le «interferenze», succede qualcosa di ancora più curioso.
Nei giorni scorsi il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca scrive al Sindaco Roberto Gualtieri sollevando perplessità su alcuni elementi tutt’altro che secondari del Parco del Mare: il fabbisogno di parcheggi, la loro distribuzione, l’accessibilità e soprattutto la mancanza di una programmazione organica del trasporto pubblico a servizio delle aree di sosta più decentrate.
Peccato che il cantiere risulti aperto dal 18 giugno. E peccato soprattutto che LabUr abbia già documentato questi problemi analizzando il Progetto Esecutivo.
Il progetto assume sostanzialmente invariata l’offerta di sosta contabilizzata, mentre il fabbisogno reale è un’altra questione, anche alla luce dei circa 23 ettari destinati a parcheggio che avevamo già segnalato come mancanti nel quadro assunto dal progetto.
Quanto al trasporto pubblico, il paradosso è ancora più evidente: il progetto complessivo racconta l’intermodalità attraverso parcheggi decentrati e una navetta elettrica, ma la navetta non è prevista nello Stralcio 1 che oggi dovrebbe essere in esecuzione.
Dunque ad agosto il Presidente della Regione pone questioni strutturali sul funzionamento della mobilità di un progetto il cui cantiere sarebbe già aperto da due mesi.
Prima si apre il cantiere. Poi si risolvono le interferenze. Poi magari si decide anche come arrivarci.
E nel frattempo la Capitaneria delimita
C’è infine un’altra piccola «interferenza».
Il 1° agosto LabUr aveva posto una domanda precisa sulla disponibilità delle aree interessate dal cantiere e sulla loro natura demaniale.
Nel frattempo la Capitaneria di Porto ha comunicato che due procedure di delimitazione demaniale sono state avviate d’ufficio e che la documentazione trasmessa da LabUr sarà presa in considerazione nell’ambito delle relative istruttorie.
Per il tratto compreso tra la Spiaggia Libera Celeste all’Idroscalo e lo stabilimento Kursaal, il procedimento risulta avviato d’ufficio nel 2026 e ancora in fase istruttoria.
Quindi un’opera destinata a trasformare il litorale viene dichiarata in esecuzione, ma l’Autorità marittima sta ancora istruendo la delimitazione demaniale di un tratto dello stesso litorale. Insomma, siamo sempre lì, cosa è demanio marittimo e cosa no, proprio nell’area di cantiere. Incredibile.
La domanda posta da LabUr il 1° agosto, quindi, resta: con quale titolo e sulla base di quale esatta delimitazione sono state messe a disposizione le aree interessate dalle opere?
In pillole
Giorno 63. Facciamo dunque il punto.
- Il 17 giugno vengono firmati gli elaborati del Progetto Esecutivo.
- Il 18 giugno il progetto viene approvato e validato dal Comune e i lavori vengono formalmente consegnati e compaiono i bandoni arancioni.
- Il 19 giugno ANAS annuncia in un comunicato stampa l’apertura del cantiere e l’avvio dei lavori.
- A luglio troviamo una rete arancione, attività preliminari di sfalciatura, uno scarrabile e nessun cartello.
- Dopo le richieste di LabUr e l’interessamento della Prefettura compare finalmente il cartello.
- Il 18 agosto ANAS ci informa che l’intervento è caratterizzato da «attività propedeutiche alla risoluzione delle interferenze».
- Il 20 agosto siamo tornati sul posto.
- La rete arancione c’è. Il cartello c’è. Lo scarrabile invece non c’è più.
E allora lasciamo per una volta da parte rendering, annunci e inaugurazioni di recinzioni. Mostrateci il cronoprogramma aggiornato. Mostrateci quali lavorazioni sono state eseguite nei primi 63 giorni. Mostrateci l’avanzamento fisico e contabile dell’opera. E spiegateci quali “interferenze” state ancora risolvendo. Perché dopo due mesi non interessa più sapere quando sia stato dichiarato aperto il cantiere. Interessa sapere a che punto siano i lavori.
Quanto allo scarrabile, dobbiamo riconoscergli un merito.
Finora è l’unico che sembra aver rispettato il cronoprogramma: ha già smobilizzato.
LabUr è un laboratorio indipendente di ricerca urbana specializzato nell’analisi documentale dei procedimenti amministrativi che producono le trasformazioni urbane. Verifica atti, piani urbanistici, procedimenti amministrativi e politiche pubbliche nell’interesse collettivo.