PROCESSO MONDIALI DI NUOTO: IMBARAZZANTE GAFFE DEL COMUNE DI ROMA

Oggi, nel processo contro i presunti abusi edilizi compiuti dagli impianti sportivi privati sorti per i Mondiali di Nuoto a Roma nel 2009, si dovevano ascoltare 5 testimoni. Poi sono diventati 3 per volere del Sostituto Procuratore, Antonino Di Maio. Poi sono diventati due per l’assenza giustificata di Guido Bertolaso. Poi ne è rimasto uno solo, perchè all’entrata in aula di Maurizo De Marchis del Comune di Roma, sono scoppiate le risate degli avvocati della difesa, accompagnate dallo stupore di Di Maio e dalla curiosità del giudice Marina Finiti, che cercava di capire cosa stesse accadendo. In poche parole, Di Maio ha chiamato a testimoniare Antonello Fatello, dirigente dell’U.O. Permessi di Costruire del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune di Roma, ma si è presentato in aula, con tanto di delega, Maurizio De Marchis. A questo punto il giudice ha sospeso l’udienza e rinviato il tutto alla prossima data del 5 luglio confidando nella buonafede di Fatello, nuovamente convocato. Ricordiamo che Maurizo De Marchis dal 18 aprile 2008 è stato assegnato al dipartimento sopra indicato con l’incarico di Responsabile del Procedimento per il rilascio dei Permessi di Costruire dei Municipi 1,2,3,4,20. De Marchis ha dunque vissuto in pieno le vicende del famigerato Salaria Sport Village (Municipio 4), impianto che ha ricevuto il necessario nulla osta idraulico solo il 31 marzo 2008 dall’Autorità di Bacino del Fiume Tevere. E’ stato invece Antonello Fatello, all’inizio del 2010, a scrivere a tutti i gestori degli impianti oggi indagati per invitarli a mettersi in regola tramite pagamento degli oneri concessori, fatto ancora ad oggi non avvenuto per la rivolta dei gestori degli impianti e le successive pressioni politiche da loro esercitate sul sindaco Alemanno. Un caso dunque la presenza di De Marchis oggi, nell’aula 8, Palazzo B, del Tribunale di Roma? Una risposta a tale quesito si può leggere forse tra le righe di quanto oggi dichiarato dall’unico testimone ascoltato, Giacomo Aiello, consigliere giuridico del Dipartimento della Protezione Civile dal 2006 fino al 30 aprile 2012 e avvocato presso l’Avvocatura Generale dello Stato. Specifichiamo che il ruolo del consigliere giuridico è di preparare e conservare i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri che riguardano le dichiarazioni dello stato di emergenza, le ordinanze di protezione civile e le dichiarazioni di grande evento. In altre parole, sotto le mani di Aiello è passata tutta la storia dei Mondiali di Nuoto Roma ’09. Ebbene, proprio Aiello oggi ha dichiarato che nei rapporti con il Comune di Roma si viveva, al tempo in cui furono autorizzati gli impianti, una situazione ‘schizofrenica’: da una parte l’Assessore all’Urbanistica, Marco Corsini, che assentiva alle disposizioni del Commissario Delegato, Claudio Rinaldi, dall’altra lo schieramento degli Uffici Tecnici del Comune di Roma che sollevavano continue obiezioni. Regna dunque ancora la piena confusione su una vicenda che è a tutti ben chiara ma che necessita del giudizio del Tribunale di Roma per porre la parola ‘fine’. Il problema è vedere se ci si riuscirà, visto che tutto cadrà in precrizione nel 2014 e che i tempi stringono sempre più anche a causa di situazioni decisamente imbarazzanti come quella oggi accaduta. Come Labur, invieremo un esposto all’avvocatura capitolina, al sindaco Alemanno, all’assessore Corsini e al direttore del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, Stravato, affinchè si esprimano su quanto oggi accaduto.

nella foto: l’unico testimone oggi ascoltato, Giacomo Aiello, capo legislativo della Protezione Civile fino ad aprile 2012

dr.ing. Andrea Schiavone

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