Dopo anni di forzature interpretative sul demanio marittimo, gli stessi atti del PUA finiscono per confermare il nodo giuridico sollevato da LabUr sulla Tenuta Presidenziale di Castelporziano. Ripercussioni sui molti contenziosi aperti negli ultimi 10 anni con i chioschi.
La diffida presentata da LabUr il 1° agosto 2022 sul Piano di Utilizzazione degli Arenili di Roma Capitale ha demolito, punto dopo punto, uno dei pilastri più fragili e giuridicamente insostenibili dell’intero impianto costruito dall’Assessore Capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia: l’inserimento di Castelporziano nel PUA comunale.
All’epoca molti tentarono di liquidare la questione come una polemica politica. In realtà quella diffida aveva individuato subito uno dei punti più controversi dell’intero impianto del PUA.
Nel documento pubblicato da LabUr il 1° agosto 2022, “OSTIA, PUA: DIFFIDATO L’ASSESSORE VELOCCIA” (LINK), si contestava l’inserimento della Tenuta Presidenziale di Castelporziano nel Piano di Utilizzazione degli Arenili del Comune di Roma. L’arenile presidenziale non poteva infatti rientrare nelle aree di competenza delegate alla Regione Lazio e quindi nemmeno di quelle di Roma Capitale, richiamando la convenzione del 14 luglio 1965 stipulata tra la Presidenza della Repubblica e il Comune di Roma.
Il Campidoglio dunque corregge finalmente un approccio amministrativamente disinvolto durato 21 anni e caratterizzato da forzatura interpretativa delle competenze e da un’impostazione giuridicamente fragile.
Nel Regolamento del PUA, approvato nel gennaio 2026, si legge infatti che: “sono inoltre escluse dalla competenza del presente PUA … l’arenile incluso nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano riservato come dotazione alla Presidenza della Repubblica…” e aggiunge nell’articolo 6 del Regolamento il PUA l’individuazione dell’“Ambito 11 – Castelporziano – Litoranea” precisando che “non sono soggetti alla disciplina del presente PUA l’Ambito 2 – Porto e l’Ambito 11 – Castelporziano – Litoranea”. Questa frase contiene ovviamente una contraddizione dovuta all’assenza di assunzione di responsabilità dei propri errori da parte dell’Amministrazione. Da una parte l’arenile di Castelporziano viene inserito negli ambiti del PUA e dall’altra il piano stesso ammette che quell’area non è soggetta alla disciplina del PUA e che la competenza ordinaria regionale e comunale non si applica alla Tenuta Presidenziale, smentendo così sé stessa e svelando la propria fragilità amministrativa e giuridica su una delle aree più sensibili e delicate del litorale romano e d’Italia.
LabUr è tornata più volte sulla questione: il 18 novembre 2022, nell’articolo “PUA, SPIAGGE DI OSTIA: DUE RICORSI GERARCHICI” (LINK), ribadiva che la Tenuta Presidenziale non poteva essere regolamentata dal Comune di Roma perché estranea alle concessioni turistico-ricreative ordinarie. Il 15 febbraio 2023, con “CASTELPORZIANO: LA SPIAGGIA NEGATA” (LINK), ha chiarito che l’esclusione della Tenuta dal sistema delle competenze regionali produce automaticamente anche l’esclusione dal PUA, come emerge finalmente anche dagli stessi atti ufficiali del piano.
Non solo. Il Disciplinare Tecnico del PUA ha ulteriormente confermato la natura speciale e ultra – tutelata di Castelporziano.
L’ambito è stato infatti inserito nel “Settore naturalistico” insieme a Capocotta, con prescrizioni rigidissime sulla rinaturalizzazione della fascia costiera, sul divieto di parcheggi nell’area retrodunale, sulla tutela della macchia mediterranea, sul divieto di movimentazione della sabbia e sul transito limitato esclusivamente a passerelle sopraelevate.
Il Campidoglio dunque mette nero su bianco che l’arenile di Castelporziano non è una spiaggia come tutte le altre, cioè destinata alla pianificazione balneare comunale, ma un’area sottoposta a un regime speciale di tutela istituzionale e ambientale.
Da parte dell’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Maurizio Veloccia, sarebbe stato più elegante ammettere l’errore stralciando dal PUA Castelporziano. L’impressione è che questa formulazione contraddittoria – utilizzata nel più importante regolamento urbanistico destinato a durare decenni – sia stata usata dall’attuale amministrazione per non scontentare gli alleati in vista della campagna elettorale, che vedrebbe come candidato alla Presidenza del Municipio X proprio il consigliere del M5S Paolo Ferrara. Non dimentichiamo che l’attuale impostazione amministrativa del PUA è quella partorita dalla precedente giunta comunale e municipale a guida M5S, che ha portato avanti atti, procedure e impostazioni amministrative errate.
Nei prossimi giorni LabUr procederà ad un esposto alla Corte dei Conti per presunto danno erariale, legato proprio alla gestione amministrativa e alle illegittime pretese di competenza comunale su Castelporziano, ignorando totalmente gli alert di LabUr sui limiti giuridici e demaniali della Tenuta Presidenziale pur di sostenere una narrazione politica priva di fondamenti giuridici.
Per altro, questa correzione avrà ripercussioni sui molti contenziosi aperti negli ultimi 10 anni con i chioschi.