IDROSCALO: 1,5 KM DI MARE “NON BALNEABILE”?

Nero Oro Gala Invito_20260415_002309_0000Tra la foce del Tevere e via Umberto Cagni, la Regione Lazio individua un’area estesa come non balneabile. Ma i criteri non sono esplicitati.

A pochi giorni dall’inizio della stagione balneare, LabUr – Laboratorio di Urbanistica e la Comunità Foce del Tevere hanno richiesto chiarimenti urgenti sulla balneabilità della storica spiaggia dell’Idroscalo di Ostia.

Nel tratto di costa che va dalla foce del Tevere a via Umberto Cagni, la Regione Lazio infatti individua un’area continua di circa 1,5 km classificata come “non adibita alla balneazione”. Dentro quest’area ricade anche la spiaggia dell’Idroscalo (spiaggia celeste) che entra nel conteggio della quota di arenile pubblico di Roma Capitale.

Non si tratta di una semplice fascia di rispetto dalla foce o dall’imboccatura portuale. Si tratta di una perimetrazione estesa lungo costa. A poca distanza, però, risultano presenti tratti classificati come balneabili.

Il punto non è contestare la classificazione, ma comprenderne i criteri.
Ad oggi non risultano esplicitati:

– i dati di monitoraggio utilizzati

– i punti di campionamento

– le ragioni della discontinuità tra tratti contigui.

Una questione tutt’altro che tecnica perché la classificazione delle acque incide direttamente sulla fruizione degli arenili pubblici in un quartiere che conta 500 famiglie.

Per questo motivo, LabUr, ma anche la Comunità Foce del Tevere, hanno trasmesso rispettivamente istanza di classamento e individuazione acque balneabili stagione 2026 e accesso agli atti e richieste di chiarimenti istruttori a Regione Lazio, ARPA e Capitaneria di Porto.

Inoltre, la Comunità Foce del Tevere nelle scorse settimane ha chiesto chiarimenti al Direttore per il Litorale, Carlo Mazzei, circa l’inquadramento e la gestione dell’arenile pubblico dell’Idroscalo che dovrebbe ricevere parità di trattamento.

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