ESPOSTO ALL’ANAC – ORDINANZA BALNEARE E DECENTRAMENTO MUNICIPIO X

ostia-spiaggiaLunedì 14 maggio 2017 LabUr – Laboratorio di Urbanistica ha presentato all’ANAC, Guardia di Finanza, Procura, Corte dei Conti e Municipio X un esposto molto importante chiedendo che vengano chiariti i poteri del Municipio X a seguito del decentramento del 2011. Ricordiamo che le tre aree di autonomia amministrativa sono commercio, spiagge e verde, tant’è che non solo Buzzi in una delle intercettazioni di Mafia Capitale ebbe a dire “hanno il decentramento e fanno quello che gli pare”, ma lo stesso Tassone ripeteva “E’ tutto mio”.
In particolare l’esposto si concentra sull’ordinanza balneare, firmata dalla Sindaca Virginia Raggi. LabUr chiede alle autorità competenti di chiarire come mai un evento come l’inizio e la fine della stagione balneare debba essere regolato con Ordinanza Sindacale, quando si tratta di un evento ordinario, che va regolamentato attraverso norme e disposizioni che garantiscano innanzitutto la fruibilità del bene pubblico. Per altro l’ordinanza balneare riguarda una categoria ben definita, quella dei balneari, che insiste su un territorio ben preciso, quello del Municipio X, in particolare di Ostia. Si parla dunque di un bene pubblico demaniale a cui il governo del Municipio X deve garantire una interazione con gli organi competenti e coinvolti, come ad esempio la Capitaneria di Porto, così come previsto dal decentramento. Dunque l’ordinanza non dovrebbe essere Sindacale e quindi straordinaria, ma ordinaria e doveva essere firmata solo dalla triade Prefettizia. Il potere del Sindaco infatti è quello di emettere ordinanze di contigibilità e urgenza, ma nel caso dell’ordinanza balneare non c’è alcuna urgenza né tanto meno imprevisto. Per altro il Municipio X ha poteri di pianificazione nell’ambito del PUA (Piano di Utilizzazione degli Arenili) e dunque è competente sia sotto il profilo di indirizzo politico amministrativo sia di vigilanza sia di prossimità. Perché allora la Raggi ha firmato? Il decentramento va inteso che non è più il IX Dipartimento a stendere l’ordinanza balneare, ma l’U.O.T. del Municipio X? E se la Raggi avesse voluto modificarla, dopo il nulla osta del Prefetto Vulpiani (che in realtà non poteva firmare solo lui) avrebbe potuto farlo? Cosa accadrebbe se al Comune governasse un colore politico e al Municipio X un altro? Siamo all’assurdo che le regole le scrive il Municipio X, il cui direttore (che stende l’ordinanza) però è scelto dal Presidente del Municipio, così come il capo della Polizia Municipale del X gruppo Mare, a cui competono ad esempio i controlli.
L’Art. 13 del decentramento spiega chiaramente che tutti i poteri amministrativi, anche quelli di indirizzo politico, competono al Municipio X a meno che non cadano nella straordinarietà o siano di competenza statale. Non è una questione di poco conto, in quanto si tratta di capire chi ha la responsabilità civile e penale. Inoltre, chiunque volesse fare ricorso contro l’ordinanza Sindacale (ad esempio un cittadino disabile perché non viene normato correttamente per lui l’accesso al mare) non avrebbe alcuna possibilità di vittoria, in quanto un’ordinanza sindacale, in quanto tale, pone il Sindaco nella posizione di godere di poterei superiori al Prefetto di Roma e al capo di Governo, perché va in deroga all’ordinamento giuridico. Per questo le ordinanze sindacali riguardano prevalentemente la pubblica e privata incolumità, la salute e l’igiene pubblica. Inoltre, le ordinanza Sindacali hanno esecuzione immediata, mentre quella balneare è stata pubblicata all’albo pretorio per i 30 giorni di impugnabilità, un ossimoro. Infine, all’interno dell’ordinanza Sindacale di balneazione vengono elencate norme, leggi e regolamenti di cui si prende atto (i c.d. “visto”) e inseriti regolamenti urbanistici (altezza dei muretti, ad esempio) che nulla hanno a che fare con la straordinarietà. Anche se prendessimo come esempio i piani di fuga, anche essi sono regolamentati dall’ordinamento ordinario. Quindi non c’è alcuna straordinarietà, né rispetto per il decentramento conferito al Municipio X nel 2011. Chi governa Roma dunque firma un’ordinanza in assenza di eventi straordinari, cioè avvalla un documento prodotto da un ufficio del Municipio X, che di fatto è una determina dirigenziale, senza alcuna discussione in aula consiliare, cosa che invece avverrebbe se l’ordinanza fosse ordinaria e dunque firmata dal minisindaco (o chi ne fa le veci) del Municipio X.
Ricordiamo che seppur sia vero che le disposizioni tecniche vengono stilate ogni anno per adeguarsi al contesto che è mutevole, è anche vero che qualora la stagione balneare fosse da considerarsi un evento straordinario si dovrebbero applicare gli stessi criteri che valgono per un mega concerto o una partita di calcio, eventi dove sono previsti assembramenti, e dunque diverrebbe una questione di ordine pubblico che spetta in primis al Prefetto di Roma. Vedremo chi dirimerà la questione, anche perché non solo non esiste un Piano di Protezione civile, ma non si capisce a questo punto a cosa serva il decentramento del Municipio X.

Commento di Paula de Jesus per LabUr

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